Lunedì, 22 Ottobre 2018 14:13

Come preparare il seno per l'allattamento

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Cosa possiamo fare per assicurarci di riuscire ad allattare?

 A conclusione della SAM, la settimana mondiale dell’allattamento, sono stata ad un incontro di altissima qualità, ospitato da PhilipsAvent a BimbiInFiera, un incontro tenuto dal dott. Giustardi, pediatra esperto di allattamento, e dalla d.ssa Monika Stablum, consulente professionale per l’allattamento materno, consulente prenatale e neonatale ed infermiera pediatrica.

I temi toccati sono stati vari, alcuni li abbiamo raccontati in altri articoli, come il ruolo del papà nei primi mesi e nel bonding, altri li trovate su “a forma di mamma” il blog di PhilipsAvent dedicato alle neomamme su allattamento e non solo, ma il tema che approfondirò in questo articolo riguarda come prepararsi all’allattamento.

Uno dei dubbi più diffusi tra le mamme in gravidanza è:
“Io vorrei allattare, ma se poi non ho latte e non riesco?”

Cosa possiamo fare per assicurarci che l’allattamento parta e funzioni a dovere e che possiamo allattare il nostro bebé in via esclusiva per almeno 6 mesi?

Cosa può accadere al nostro seno per cui non riusciamo ad allattare?

Quando abbiamo il dubbio se riusciremo o meno ad allattare è bene cercare di capire quali possono essere le situazioni che impediscono all’allattamento di partire.

La prima cosa da mettere a fuoco è che siamo mammiferi.
I mammiferi prendono questo nome da un fatto che è talmente “grande”, importante e ineluttabile da dare il nome alla specie: nella specie "mammifero" rientrano tutti quegli esseri viventi che usano le mammelle per sfamare i cuccioli appena nati. L’idea che per un mammifero sia impossibile allattare non viene proprio contemplata dalla scienza.
Vi verrebbe mai in mente che una mucca non sia in grado di produrre il latte?

Allo stesso modo, una donna sana, è sicuramente in grado di produrre latte al termine della gravidanza.

Ma allora com’è che non tutte allattano?
Ora lo vediamo.
Intanto possiamo dire che, se ci sono delle patologie gravi che ti fanno pensare che non potrai allattare, è sempre bene consultare una consulente professionale esperta in allattamento.
Il ginecologo, l’endocrinologo, il pediatra, il medico, l’ostetrica, l’oculista, a meno che non abbiano una preparazione specifica e certificata sull’allattamento, NON sono in grado di dirti con opportuna conoscenza, se l’allattamento davvero non è possibile.

Si può allattare, in molti casi, anche se si è subito un intervento al seno, o in presenza di alcune gravi patologie.

Il corpo comincia a produrre latte già in gravidanza.

Lo sapevi che il tuo corpo inizia a produrre il latte già durante la gravidanza?!
Fino alla nascita del bambino, tale produzione viene tuttavia inibita dal progesterone. Dopo il parto, i livelli di progesterone si abbassano in modo naturale, lasciando posto all’azione della prolattina.

La prolattina viene prodotta mediante la stimolazione del seno, in particolare sia del capezzolo, sia dell'areola. Questa stimolazione si ha sia allattando direttamente il bambino che utilizzando un tiralatte.

L'altro ormone chiave dell'allattamento è l'ossitocina. L’ossitocina permette la fuoriuscita del latte e viene attivata dal suono del bambino che poppa, dall’odore o dalla suzione del tuo bambino.
L'ossitocina è definito dagli studiosi un ormone "timido" perché viene ostacolato da ormoni che secerniamo quando ci sentiamo in una situazione di affaticamento, depressione, rabbia, pericolo.

L’allattamento parte dalla testa e non dal seno, ma non nel senso semplicistico che “lo devi volere”.

Una delle cose interessanti che il dott. Giustardi e la d.ssa Stablum hanno detto è che l’allattamento è, prima di tutto, gestito dagli impulsi del nostro cervello. E’ da lì che si scatenano le reazioni che rilasciano nel corpo della donna gli ormoni che regolano o che ostacolano: la produzione di latte, l’emissione di latte, la disponibilità ad allattare. Come abbiamo visto sopra, alcuni ormoni aiutano, altri ostacolano l'allattamento. 

Questo fatto è molto importante, perché determina che prima di tutto dobbiamo metterci nelle condizioni giuste perché il meccanismo funzioni al meglio evitando dunque alla neo mamma situazioni di stanchezza, depressione, rabbia, mancanza di sicurezza.

Quindi cosa fare perché il nostro cervello dia l'ok all'allattamento al seno?

  1. la prima cosa è avere una rete di sostegno: se intorno a noi la nostra famiglia, le persone più vicine, i professionisti che ci assistono, minano la nostra fiducia sul fatto che riusciremo ad allattare, il nostro cervello assorbe questa informazione antagonista e allattare diventa più difficile, anche la produzione di latte ne risente.
    Cosa possiamo fare:
    a. ignorare o rispondere con gentilezza, ma con fermezza a quelli che dicono
    “io non ho avuto latte, è di famiglia, non ce l’avrai neanche tu”,
    “non ti accanire con l’allattamento non ne vale la pena, vengono su benissimo anche con il latte artificiale”,
    “adesso sono tutti ossessionati con sto allattamento, non ne vale la pena ti stressi e basta”,
    “signora, non vede che non ha latte”
    Ignora queste frasi, rispondono al bisogno di altri di aiutarti e di stare meglio con il proprio vissuto, ma non ne hai bisogno. 
    b. Cerca di rendere tuo marito il tuo migliore alleato, informandolo fin dalla gravidanza.

  2. la seconda cosa da fare è trovare una consulente professionale di allattamento materno a cui fare riferimento soprattutto nei primissimi tempi, ma anche se sei alle prese con l’allattamento misto, o dolori, problemi etc. tra l’altro Giustardi e Stablum sono disponibili anche on line su www.allattamentoalseno.it per un primo sostegno.

  3. la mamma deve stare bene ed essere accudita.
    Se l’allattamento parte dalla testa, la prima cosa, dopo il sostegno psicologico, è il sostegno pratico. La neomamma è in un periodo di fagilità emotiva e stress fisico, bisogna togliere fatica e lavoro e aggiungere aiuto.
    Dunque nei primi mesi: poche invasioni di amici e parenti.
    Sono benvenute persone che vengono a portare qualcosa di pronto e cucinato, che vengono a mettere in funzione una lavatrice o a dare una pulita alla casa.
    Questo ti consente di trovare uno stato mentale di relax che è d’oro per iniziare l’allattamento.

In ospedale chiedi che sia rispettata la golden hour, l’ora d’oro per l’allattamento

L’allattamento, l'abbiamo visto, dipende da un cocktail ormonale, l’ormone più importante a scatenare il meccanismo è l’ossitocina. Questo ormone è presente con un picco massimo nella vita della donna, immediatamente dopo la nascita del bebé.

E’ un ormone che ha un’importanza fondamentale per la mamma, ma soprattutto per il bambino, non solo per l'allattamento ma per la sua salute fisica ed emotiva. 

E’ un ormone che lo inonda d’amore appena venuto al mondo e lo carica di tenerezza e amore verso se stesso e gli altri: un aspetto chiave per nutrire le fondamenta della sua autostima, ma anche per dare il via al meglio all'allattamento. 

Il picco di ossitocina al momento della nascita è assicurato da 2 aspetti:

  1. che la nascita sia un evento dolce, rispettoso e delicato per la mamma e il bambino.
    Anche nel caso di un cesareo è possibile ricreare delle condizioni in cui la mamma viva l’esperienza con dolcezza e in modo attivo.

  2. Che il bambino possa godere del pelle a pelle appena uscito dal ventre materno e possa muoversi sulla pancia della mamma per trovare il seno (breast crawl).
    L’ideale è che il bambino venga appoggiato sulla pancia della mamma una volta nato, senza neanche recedere il cordone ombelicale. Il bambino, nudo sul ventre nudo della mamma, è guidato dall’istinto verso il seno. Non è una marcia veloce, può richiedere un tempo lungo, si parla di “ora d’oro”, ovvero un’intera ora in cui mamma e bebé rimangono in questa posizione, senza fretta. Devo essere entrambi comodi e al caldo.
    Tutte le operazioni che avvengono dopo la nacita: il taglio del cordone, la pulizia e vestizione del bebé, l'allontanamento del bebé dalla mamma non sono nè utili, nè necessarie, nè indispensabili alla nascita. Il pelle a pelle e il breast crawl si!

Queste due azioni sono di enorme sostegno per un avvio certo dell'allattamento al seno.

Le poppate frequenti saranno il tuo primo alleato

C'è sempre il dubbio di quante volte far poppare il bambino, quanto tempo lasciar passare tra una poppata e l'altra.

Devi tenere a mente che le poppate frequenti sono il tuo più grande alleato nell'allattamento. Abbiamo visto che ci sono molti ormoni diversi che svolgono un ruolo essenziale nella produzione del latte. Fra questi, i più importanti per la produzione e la fuoriuscita del latte sono la prolattina e l’ossitocina.

La prolattina stimola la produzione del latte e viene attivata mediante la stimolazione del capezzolo o dell’areola.
L’ossitocina permette la fuoriuscita del latte e viene attivata dal suono, dall’odore o dalla suzione del tuo bambino.

Le prime 36-72 ore dopo la nascita rivestono un ruolo essenziale per determinare la tua produzione di latte. Puoi contribuire ad aumentarla stimolando quanto più possibile il seno dopo il parto, con poppate frequenti o usando un tiralatte.

Attacca dunque il bebé ogni volta che ne hai l'occasione, soprattutto nei primi tempi, poi imparerai a conoscere i suoi pianti e cosa ti sta comunicando. Non sarà sempre fame, ma all'inizio il seno è sempre una valida risposta.

Preparare il seno prima non serve, anzi

Strofinare prima o utilizzare creme o unguenti per preparare il seno all'allattamento, non è necessario. Puoi utilizzare delle creme per aiutare il tessuto ad essere elastico per favorire i cambiamenti. Ma pratiche tipo strofinare i capezzoli con guanti di crine o altro per renderli più robusti, non vanno fatte, anzi, potresti indolenzire la pelle, o ferirla, facendo solo peggio.

Ad allattamento avviato, nelle prime settimane, potresti trovare beneficio utilizzando oli o creme che aiutano il seno dolente.

 

Tutto l’occorrente "materiale"

Il tuo modo di allattare si modificherà in modo naturale con il passare del tempo. All’inizio avrai bisogno di sostegno e oggetti che nel tempo diventeranno superflui.

Ma per iniziare cosa ti serve:

  • reggiseno di allattamento - fondamentale, lo utilizzarai per tutta la durata dell’allattamento.
    Non sempre puoi sapere prima quale sarà la misura di reggiseno adatta a te. Il seno si modifica sia durante la montata lattea che dopo qualche mese. All’inizio potresti aver bisogno di reggiseni molto grandi, se la tua montata lattea è molto forte, ma andando avanti saranno più simili alla tua taglia abituale.

  • Camicie, cardigan o maglie da allattamento
    Cerca di preparare un abbigliamento per il giorno e per la notte che sia comodo per l’allattamento. Esistono capi d’abbigliamento ad hoc, ma basta anche utilizzare camicie e maglie aperte davanti.

  • Coppette assorbilatte 
    le coppette assorbilatte sono dei dischetti morbidi e assorbenti, sono quasi indispensabili, soprattutto i primi mesi. Il seno comincia a gocciolare latte, anche copiosamente, sia di notte, sia avvicinandosi al momento delle poppate.
    Ne esistono di lavabili o usa e getta.





  • Conchiglie raccogli latte
    sono delle coppette dalla forma di conchiglie, lasciano respirare il capezzolo.
    Non sono sempre indispensabili, potrebbero rendersi necessarie all’inizio, quando la produzione di latte non è ancora calibrata, i seni perdono latte spesso e vogliamo evitare di tenere i capezzoli a contatto con il tessuto bagnato delle coppette assorbi latte, soprattutto se il seno è dolente.


  • Tiralatte
    se la tua montata lattea è importante, o al contrario, se la produzione di latte scarseggia, il tiralatte è un valido aiuto. Prediligi quello elettrico che è molto più efficace di quello manuale. Noi abbiamo testato quello di Philips che è uno dei migliori in assoluto sul mercato, soprattutto grazie alla coppetta in silicone a cui si appoggia il seno, che lo rende molto delicato ed efficace il meccanismo. Lo raccomandiamo senza riserve. E’ possibile anche affittarlo in farmacia.

    Nel caso di produzione scarsa di latte o se stai facendo l'allattamento misto e vuoi tornare ad allattare in modo esclusivo, ti servirà il tiralatte doppio, quello di Philips Avent è disponibile nelle due versioni.
    Potresti trovarlo necessario anche dopo alcuni mesi, magari quando arriva il momento di allontanarti dal bambino.
    Nel tempo il tiralatte ti consentirà di mettere da parte il latte per i momenti in cui tu non ci sei o non puoi allattare.


  • Paracapezzoli in silicone
    non sono indispensabili, potrebbero essere un valido aiuto se il seno è molto dolente o se hai dei capezzoli molto introflessi. Ma se hai difficoltà nel far partire l’allattamento è meglio farsi aiutare da una consulente professionale in allattamento per usarli.


  • Bottiglia di acqua
    ti accorgerai che nel momento stesso in cui il bebé inizia a poppare, ti verrà un grande bisogno di bere. Dunque quando esci o nella tua postazione di allattamento, prevedi una piccola borraccia con l’acqua.

  • Contenitori per conservare il latte materno
    se dedicederai di conservare il latte, per il rientro al lavoro, per uscire un paio d’ore, o per un back up in caso debba prendere dei medicinali (i medicinali sono compatibili con l’allattamento, basta sapere come distanziare le poppate) ti serviranno dei piccoli contenitori per la conservazione del latte materno a temperatura ambiente, in frigorifero o in freezer.


  • Un telino di cotone o lino - un piccolo strofinaccio di cotone o di lino è sempre meglio averlo vicino, ad esempio per adagiarlo sulla spalla quando il bambino dovrà fare il ruttino tra una poppata e l’altra

  • Creme o oli lenitivi
    nei primi tempi il seno potrebbe essere dolente e potreste trovare sollievo utilizzando creme o oli emollienti e lenitivi. La calendula e il burro di karitè, ad esempio, sono molto efficaci.

  • Cuscino di allattamento 
    non è indispensabile, ma potrebbe essere utile: durante l'allattamento dovete essere sempre molto comode in modo da attaccare il bebé al seno nel modo corretto e più adatto alla vostra situazione e al vostro seno.

  • Scarica questo ebook sull'allattamento, è molto bello e completo:
    guida allattamento Avent

 

Tutto l’occorrente "immateriale"

Il tuo corpo è stato creato per allattare al seno in modo naturale, ma questo non significa che tu non abbia bisogno di chiedere aiuto. Avere supporto è il consiglio e l'ingrediente numero 1.

Ecco cosa puoi fare mentre sei ancora in gravidanza:

  1. cerca il riferimento di una consulente professionale in allattamento, prendi già contatto e cerca di capire se ti piace e c'è sintonia fra voi. Una volta con il bebé saprai a chi rivolgerti nel caso di problemi.

  2. Cerca un gruppo di mamme che si incontrano periodicamente. Ci sono gruppi di sostegno de La Leche League che si incontrano periodicamente e sono gratuiti. Sarà davvero bello e utile trovarsi tra mamme che sostengono il tuo allattamento o che hanno attraversato il tipo di problemi che starai attraversando tu.

  3. Cerca dei gruppi on line, potresti non avere il tempo e la voglia di uscire di casa, ma dei gruppi on line potrebbero aiutarti a non sentirti sola. Seleziona una community che abbia una visione di sostegno all'allattamento, non avrai bisgno di sentirti dire "crescono bene anche senza l'allattamento", ma piuttosto sentirti dire come hanno risolto un problema che si presenta a te. In ogni caso, ricorda sempre di non fare a meno della consulente professionale di allattamento, è un investimento che vale davvero la pena.

  4. Fai in modo che amici e parenti sappiano che nel dopo parto avrai bisogno di aiuto materiale in casa, non con il neonato, del bambino ti occupi tu, è sul resto che è benvenuto l'aiuto.

  5. Fai si che tuo marito assuma il ruolo di "papà muro", cioè, come i muri della tua casa, deve tenere alla larga le ingerenze esterne e farti sentire protetta, accolta, comoda e darti tutto il suo sostegno. Per arrivare a questo, coinvolgilo nelle letture come questa, nei corsi preparto e nelle tue riflessioni ed emozioni.

 

Coltiva la sicurezza nel fatto che il tuo corpo è programmato per avviare l'allattamento, potresti necessitare di aiuto, perché non hai esperienza di allattamento, non hai sicurezza su come attaccare il bambino al seno e sei piena di dubbi. E' tutto normale, succede a tutte le neo mamme, ma c'è chi può aiutarti perché ha aiutato decine o centinaia di mamme. Cerca quel sostegno, selezionando persone che credono in te e che sanno supportarti, non riempirti di dubbi sulla capacità del tuo corpo di allattare.

di Barbara Siliquini

in collaborazione con PhilipsAvent

avent

 Crediti immagine:

Neonata al seno di asph su Shutterstock

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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