Giovedì, 06 Maggio 2010 11:56

Il mio allattamento: un inizio doloroso

L'esperienza di B.M.

Quando ero incinta della mia prima figlia mi ero informata molto su gravidanza e parto ma vedevo l'allattamento come qualcosa di semplice e intuitivo: in fondo cosa ci vuole? Metti il bambino vicino alla tetta e lui ciuccia. Finito lì.
La mia gravidanza si è conclusa con un bel parto in casa e subito dopo l'ostetrica mi ha aiutato ad attaccare la bambina al seno e mi ha dato qualche consiglio. Anche in quell'occasione pensai che fosse facile, solo...accidenti che male!

Ubriacata di ormoni del parto e con in braccio la mia tanto attesa creatura mi avviavo verso il mio primo giorno da mamma e tutto mi sembrava assolutamente meraviglioso.Al 3° giorno è arrivata una montata lattea straripante, i miei seni sono diventati duri e il dolore al capezzolo si acuiva ad ogni poppata,

ancora una volta l'aiuto dell'ostetrica è stato provvidenziale per insegnarmi a spremere il seno in modo da far attaccare meglio la bambina e lenire il mio fastidio, ero rinfrancata ma lei mi avvertì che con l'arrivo del latte gli ormoni cambiano e può scapparci la lacrimuccia.
A me non succederà, sono passata indenne dal parto, d'ora in poi sarà tutto in discesa...pensai ingenuamente.
La sera stessa i lacrimoni gocciolavano sul seno al vento mentre ero intenta ad applicare il "metodo della bottiglia"1 per ammorbidire i seni e facilitare così le poppate in attesa che la produzione si regolasse da sè.

 

 

Maledicevo tutto quel latte, avevo le magliette continuamente bagnate e la notte allagavo il letto, mi sentivo una mucca gonfia e il continuo attaccarsi e staccarsi di mia figlia mi faceva provare un dolore acuto insopportabile.

L'allattamento si stava rivelando molto più complesso del previsto.

Qualche notte dopo, all'ennesimo risveglio con poppata-lotta, il papà con la figlia urlante in braccio mi butta in faccia tutta la mia inadeguatezza "Così non si può andare avanti, o cambiano le cose o domani mattina vado a comprare il latte artificiale!"

Latte artificiale?!? Qualcosa fece click nel mio cervello, presi mia figlia e, stringendo i denti, la allattai pensando che era ora di affrontare effettivamente il problema. La mattina dopo telefonai subito all'ostetrica che mi consigliò di utilizzare i paracapezzoli...ah ecco cos'erano quelle strane cose in silicone che mi aveva dato mia cognata.
Li guardai a lungo, non ero convinta, mi sembravano una barriera tra me e mia figlia, come fare l'amore con il profillatico, ricordai la notte, ricacciai indietro i pensieri, li misi su e...ahhhh incredibile, il dolore era diventato molto meno intenso, così potevo continuare ad allattare.

Nel giro di un mese il dolore era impercettibile, mia figlia si era abituata ai paracapezzoli e non ne voleva sapere di abbandonarli, ci misi un'altro mese a toglierli definitivamente ma ormai l'allattamento era ben avviato e io ero diventata ormai una mamma esperta che allattava ovunque e in qualsiasi posizione.

L'allattamento è stato un'elemento chiave nella mia relazione con mia figlia e nel mio processo di crescita come mamma ma è iniziato in modo molto difficile soprattutto a causa della mia completa mancanza di informazioni.

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