Testimonianza: Habiba, le hanno tolto la bimba perchè l’allattava

By Giugno 11, 2011

La terribile storia di Habiba, separata da sua figlia perchè l'allattava, è vera? Sì, ecco la lettera di una delle psicologhe che si occupa del caso.
Venerdì abbiamo pubblicato la notizia di una bimba separata da sua mamma in un centro di accoglienza per madri sole, la separazione era stata motivata dai servizi sociali perchè la madre rifiutava di interrompere l'allattamento al seno della bambina a 15 mesi. Per questa ragione madre e figlia sono state separate, senza consentire loro di salutarsi o di parlarsi, e la madre è stata allontanata dall'istituto che la ospitava.

La storia sta facendo il giro del mondo, spesso suscita incredulità: "sarà una bufala?!". Noi siamo in contatto diretto con una psicologa che vive in Spagna e che si sta occupando direttamente del caso, attraverso la sua associazione. Per questo abbiamo chiesto a lei, Gabriella Bianco, di pubblicare questa sua lettera inviata a Barbara Siliquini, fondatrice di Genitori Channel e presidente della onlus Parto Naturale, in cui ci manda informazioni dirette sul caso. Madre e figlia dal 30 maggio si sono potute vedere solo 2 volte per c.a 1 ora, ed è stato impedito alla madre di allattare.

Firma la lettera alle autorità spagnole per sostenerla: qui per firmare; qui la traduzione in Italiano

Ecco la lettera di Gabriella Bianco, cittadina italiana residente da dieci anni in Spagna. Psicologa clinica, laureata presso la Freie Universität di Berlino e Psicoterapeuta Gestalt. In Spagna dirige un Centro di Psicologia e Psicoterapia dedicato alla Salute della Donna e Perinatale a Palma di Maiorca. Inoltre è docente presso diverse instituzioni e organizzazioni sanitarie e educative pubbliche e private sia in Spagna che all'estero e collaboratrice di diverse riviste specializzate e di divulgazione. In Spagna è socia attiva di diverse associazioni che difendono la salute della donna, la dignità della nascita e i diritti umani.

***

Buongiorno Barbara,

Ti scrivo per metterti al corrente di un caso gravissimo che sta sconvolgendo migliaia di persone qui in Spagna e che credo opportuno confermare, in seguito a diverse richieste ricevute negli ultimi giorni da parte di conoscenti più o meno curiosi o con dubbi rispetto alla veridicità della notizia. Innanzitutto vorrei presentarmi per garantire la serietà dell’informazione e delle fonti dalla quale proviene.

Undici giorni fa la mia compagna e collega Ibone Olza (psichiatra infantile presso l'Ospedale Universitario Puerta del Hierro a Madrid, docente presso l'Università Autonoma di Madrid e investigatrice in neuropschiatria del vincolo) mi rende partecipe di un caso molto speciale che sta seguendo personalmente e per il quale richiede appoggio immediato.
Dopo dieci giorni di azioni, comunicati scritti e attività comunitarie coordinate direttamente dalla Dott.ssa Olza o persone vicine attraverso canali di comunicazione in rete e presso le reti sociali, abbiamo deciso di rivolgerci anche a fonti e contatti all'estero. Le informazioni che ti mando sono di prima mano e attuali.
So che in Italia è stato pubblicata la notizia sulla stampa, ma molto brevemente, lasciando luogo a dubbi e diffidenza (comprensibilissimo!) circa la veridicità della vicenda. Quindi mi metto in contatto con te, sperando che in qualche modo tu possa canalizzare questa informazione, dando io fede dell'autenticità della stessa.

Una giovane madre di origine marocchina di 22 anni e la sua bambina di quindici mesi sono state separate violentemente e in modo completamente illegale (senza nessun tipo di procedimento giuridico) da parte dell'organismo statale di tutela di minorenni del Comune di Madrid.
“Habiba” (nome fittizio che è stato scelto per mantenere la privacy della madre) risiedeva da circa quattro mesi in un centro di protezione per giovani madri con bambini, a causa di una situazione socio-economica disagiata. Dieci giorni fa la casa alloggio ha espulso la madre, ritirandole la custodia della bambina e dichiarando che Habiba non possiede sufficienti "capacità materne", e non vuole seguire un programma psicoterapeutico che include l'apprendimento delle stesse e l'abbandono dell'allattamento a richiesta e prolungato, dichiarato "caotico" e nocivo per la bambina. Quando Habiba dice di non voler abbandonare l'allattamento scatta l'imposizione di allontanamento della bambina dalla madre, alla quale viene ritirata la custodia della minorenne.

Habiba ha trovato alloggio e sostegno legale presso una Fondazione di aiuti umanitari (Fundación Raíces, molto nota in Spagna), che ha interpellato la Dott.ssa Ibone Olza per una perizia del caso.
Sia Ibone che una seconda psicologa non hanno rilevato nella giovane madre alcuna patologia psichiatrica, né abuso di sostanze tossiche, né altre turbe che possano giustificare una simile aggressione e violazione dei diritti umani fondamentali. Al contrario, Habiba dimostra di essere una madre preoccupata per la salute della sua bambina, per il vincolo affettivo che ha mantenuto ininterrottamente durante gli ultimi quindici mesi anche grazie all’allattamento a richiesta (così come raccomandato dall' OMS e dalla Associazione Spagnola di Pediatria). In questi 15 mesi non si è separata mai per più di sei ore da sua figlia Alma.

La separazione violenta da parte delle instituzioni statali per la protezione dei minori è avvenuta senza nessun tipo di procedimento legale, senza permettere alla madre di salutare la bambina, omettendo informazioni circa il luogo di permanenza della figlia e su possibili visite e contatto.

In questi ultimi dieci giorni Habiba ha potuto vedere sua figlia Alma giovedì (9/6) per un’ora e ieri pomeriggio per mezz’ora, accompagnata dalla psichiatra e dalla psicologa che le stanno vicine in questo capitolo orrendo della sua vita. Questo è quanto è stato raggiunto in seguito alla pressione di migliaia di lettere, manifestazioni convocate da numerose associazioni su tutto il territorio spagnolo e con l’appoggio dei social network.

Sono profondamente costernata e considero questo caso come una gravissima violazione dei diritti umani e dell’infanzia!!! Com'è possibile continuare a tacere su tanti e tanti casi di violenza instituzionale di cui siamo a conoscenza?

Come psicologa sento l’obbligo professionale di ricordare le possibili conseguenze di una separazione turpe e inumana di una madre dalla sua bambina di quindici mesi: un’angoscia tremenda, una disperazione insdescrivibile! La bambina sente nel profondo della sua anima la disperazione dell’abbandono da parte della madre (che costituiva praticamente il suo unico legame familiare), che il suo mondo si è convertito in un inferno in cui è completamente sola. La sensazione è di morte e depressione profonda. La visione del mondo della bambina non potrà mai più essere la stessa di quando conviveva con sua madre e difficilmente potrà costruire in futuro un vincolo basato nella fiducia nei confronti di altri esseri umani adulti. Questa separazione brutale, violenta e imprevista altera completamente il sistema neuro-ormonale della piccola Alma. Il livello di di stress a cui è sottoposta Alma fa si che la liberazione di cortisolo possa arrivare a livelli esorbitanti, scatenando una risposta intensa di sopravvivenza. Se lo stress (e quindi la separazione dalla madre) dovesse mantenersi più a lungo è possibile che in breve si abbassino le difese immunologiche a livelli minimi. La conseguenza più probabile è la propensione al contagio di qualsiasi tipo di infezione che, nello stato psicologico di depressione profonda in cui si trova la bambina, potrebbe scatenare risultati devastatori sulla sua salute futura.

Spero non dovermi mai pentire di NON aver fatto tutto ciò che mi è stato possibile per salvaguardare anche solo in dosi minime la salute di questa bambina e quella della sua giovane, ma saggia madre.

Come madre mi si spezza il cuore...come psicologa sono indignata per il modo in cui si sta procedendo, ignorando qualsiasi conoscenza dei recenti studi di neuropsicologia e dell'evidenza scientifica relativa alla salute perinatale!

Una situazione come quella che si sta producendo in Spagna, un paese europeo e democratico non trova giustificazione alcuna, specialmente quando la tutela di un minorenne viene ritirata dallo Stato in assenza di un procedimento legale adeguato e soprattutto quando una bambina grida dalla disperazione per stare con la madre e la madre piange sconsolata e impotente, desiderando allattare e crescere sua figlia con dignità e nel rispetto di un criterio sano, instintivo e amorevole.

Grazie per la tua comprensione e per qualsiasi aiuto ti venga in mente e tu sia in grado di generare.

Un forte abbraccio,
Gabriella

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