Spesso si sente parlare di allattamento a richiesta ma non è sempre ben chiaro che cosa significhi e come portarlo avanti.

Sta per partire anche quest'anno la SAM, la Settimana Mondiale per l'Allattamento che si svolge in Italia dal 1 al 7 ottobre.

Molte mamme interrompono l'allattamento a causa del rientro al lavoro

Tu?! Chi... essere... tuuu?!”

Ve lo ricordate il Brucaliffo di “Alice nel paese delle meraviglie”? Sì, quel tipo strano, blu, con tante gambe che gli scappano ovunque e, soprattutto, che se ne sta a fumare il narghilè su un fungo allucinogeno che fa diventare grande o piccola Alice a seconda di quale pezzetto decide di mangiare.
Situazione alquanto inusuale e che fa gridare al golpe della tenera innocenza dei nostri pargoli: lamentatevi poi la prima volta che li trovate in possesso di una sigaretta?!

Eppure, nonostante la stranezza di questa associazione d'idee, io ho pensato molto spesso al Brucaliffo nel momento in cui ho deciso di tornare al lavoro.

 

Per la rassegna io allatto alla luce del sole 3, un'esperienza di allattamento sostenuta dalla pediatra... cosa che in genere, purtroppo, non accade di frequente.

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La mia esperienza d’allattamento nasce senza programmazione e da una mia inconscia certezza nel non desiderar fare entrare in casa un biberon fintanto che non si fosse reso assolutamente necessario.
Fino ad oggi, Giacomo ha 15 mesi, non è servito.

Quando una mamma rientra al lavoro dopo aver avuto un bebè, fra i tanti motivi di preoccupazione, ha anche quello della gestione dell'allattamento, a partire dal fatto che non è certa che continuare ad allattare possa semplificare la vita a lei ed al suo piccolo.

Il temporaneo distacco dovuto al lavoro e la gestione del latte tirato, che questo distacco comportano, possono certamente essere impegnativi sotto molti punti di vista sia per il bambino che per la mamma, ma è spesso provato dalle mamme che il mantenimento dell'allattamento può ripagare ampiamente degli sforzi fatti!
Molte mamme sanno infatti che, quando torneranno casa, potranno recuperare in un abbraccio dolcissimo, tenendo il loro bimbo al seno, il tempo perduto e la lontananza: continuare ad allattare, dando il latte tirato con un metodo alternativo durante l'assenza, permette a molte mamme infatti di mantenere alta la loro produzione e così di continuare la relazione al seno fintanto che andrà bene per sé e per il proprio bambino.

Quando si allatta e, magari per ragioni di lavoro, occorre allontanarsi dal proprio bambino, una delle informazioni preziose da  avere è: come conservare il latte materno estratto con il tiralatte, o manualmente, per poterlo dare al bambino.

Le informazioni necessarie alle mamme per la conservazione del proprio latte riguardano il tipo di contenitore da utilizzare, i modi di conservazione, i tempi massimi per mantenere inalterate le proprietà nutritive e protettive.

I contenitori per la conservazione del latte materno

Un articolo di Giorgia Cozza autrice del libro,realizzato per La Leche League, "Allattare e lavorare Si può!

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“Io non ho potuto allattare perchè sono dovuta rientrare al lavoro quando il mio bimbo aveva tre mesi”. 

“Ho iniziato presto a sostituire alcune poppate con il biberon, perchè la mia bambina doveva abituarsi in vista del mio rientro al lavoro”.
E ancora: “Volevo allattare a lungo, ma quando sono tornata in ufficio il latte in poche settimane è andato via”.

Quante mamme hanno rinunciato all'esperienza dell'allattamento o non sono riuscite a nutrire al seno come avrebbero voluto perchè sono tornate presto al lavoro? Tante. Troppe. Molte di loro lo raccontano con un po' di tristezza. Alcune ricordano con amarezza il loro “allattamento mancato”, per altre si è trattato di un “male necessario”, per cui non c'era alternativa.

Allattare e lavorare appare come una sfida e può generare molta preoccupazione nelle mamme, specie quando devono rientrare al lavoro molto presto dopo il parto. Ma è una sfida che si può vincere, come ci racconta Silvia, mamma di un bimbo nato prematuro e che ha incominciato a lavorare quando il bebè aveva 3 mesi e continua ancora oggi a distanza di un anno...

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Mi trovavo in ospedale per partorire quando uscì un bando che cercava il mio profilo, e appena tornata gli amici si preoccuparono di farmi inviare curriculum e domanda.
Lo feci per rispetto e riguardo nei loro confronti, il lavoro era l’ultimo dei miei pensieri.

Molte mamme, al momento di rientrare a lavoro, temono di dover dire addio all'allattamento. È possibile, invece, riuscire a nutrire il bambino col proprio latte anche quando si deve affrontare una separazione. Nell'edizione di quest'anno  Io allatto alla luce del sole 3, parliamo proprio di allattamento e lavoro, ecco dunque una pillola su come fare per lasciare il proprio latte al bambino quando bisogna affidarlo alle cure di qualcuno.

Quando tirarsi il latte

Se il bambino ha meno di sei mesi e quindi non ha cominciato ancora ad assumere cibo solido, sarà necessario, in base alle ore di assenza della mamma, valutare quanto latte lasciare per lui. Cominciando a tirare il latte almeno con un mese di anticipo rispetto al momento del rientro, la mamma potrà cominciare a prendere confidenza col tiralatte e iniziare a fare una scorta di latte da lasciare al bambino quando lei sarà assente.

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