Il 12 febbraio 2013 hanno sciperato per la prima volta gli operatori delle sale parto italiane che hanno dichiarato: "assisteremo solo le urgenze, saranno rimandati i due terzi delle nascite."

...viene da chiedersi: "Come si fa a rimandare due terzi delle nascite? La nascita non è un evento naturale, spontaneo, di cui non si può prevedere data e ora?" 
... in effetti pensando che l'Italia procede a grandi passi verso la percentuale di 1 cesareo su 2 nascite, si capisce che in effetti è possibile che un bel po' dei nascituri per i quali è riservata la sala operatoria per martedì 12 dalle 8.00 alle 17.00 dovranno aspettare almeno 24 ore il bisturi, il gel di prostaglandine per l'induzione e l'amnioressi (la rottura del sacco fatta senza nessuna indicazione scientifica e che non andrebbe fatta... ma che in genere viene praticata per velocizzare il parto)... 

...a pensarci bene: forse, tutto sommato, qualcuno di quei bimbi pianificato per il 12 potrà scegliere di venire al mondo indisturbato da pratiche innecessarie e frettolose, rispettando i suoi tempi e la sacralità di un momento in cui non ci dovrebbero essere fretta, orari, turni che si avvicendano, luci, indicazioni, tagli innecessari (come l'episiotomia, il taglio della vulva), spinte pericolose (come la kristeller la manovra in cui spingono fuori il bambino premendo sulla pancia della madre, pratica pericolosa e vietata in molti Paesi europei)...

Che questo sciopero sia l'occasione per operatori e mamme e papà di lasciare che i bambini nascano indisturbati, con i loro tempi e le loro modalità?... Chissà se il 12 febbraio 2012 finirà per essere il giorno con il maggior tasso di parti spontanei, di nascite dolci, di assenza di interventi inutili...

Sentite il RAP messo inpiedi dalle mamme di www.partonaturale.net, uno sguardo a questo sciopero con una nuova prospettiva... NON PERDETELO

Ecco un'iniziativa veramente utile e di sostegno alle mamme di alcuni comuni milanesi: l'ostetrica gratuita a casa dopo il parto.

Datene notizia a tutti, perchè questo servizio così utile, è poco conosciuto. E' importante che le mamme utilizzino il servizio perchè possa continuare ad essere attivo anche il prossimo anno... si parla tanto di TSO sui giornali, ma nessuno parla di iniziative come queste che davvero possono risolvere tante situazioni semplici e complesse. Se non viene detto che esiste, è difficile conoscere il servizio ed usarlo!

AIUTATECI A DIFFONDERE! Teniamoci il servizio, diciamolo a tutti e facciamolo diventare una buona pratica da estendere ad ogni comune.

 

 

 

 

Il 6,9% dei bambini nasce prematuro, ovvero prima della 37° settimana di gravidanza, secondo i dati diffusi dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN) in occasione della Giornata Mondiale del Neonato Prematuro, il 17 novembre.

La maggior parte di questi neonati nasce dopo la 32° settimana mentre il 2% nasce prima di questo periodo cruciale dello sviluppo del feto. I dati diffusi registrano che la mortalità in caso di parto prematuro si aggira intorno al 10% per i bimbi nati dopo la 30° settimana e tra il 30 e il 35% per i nati prima.

Le cause della prematurità neonatale

L’italia non e’ un paese per donne… ce ne eravamo accorte!

Noi mamme lo sappiamo bene che l’Italia non è un paese per donne (e quelle tra noi che hanno figli ormai grandi sanno bene che non è neanche un Paese per giovani), tuttavia sentirsi raccontare questo in numeri è riuscito a sorprendermi …in negativo.

Le riflessioni nascono dalla giornata di lavoro Libere di Scegliere, che si è aperta con la relazione di una sociologa dell’Istat sul tema della donna/madre. Non si può guardare al fenomeno della nascita senza considerare il rapporto della donna con il mondo del lavoro.

Una nascita con taglio cesareo era tutt'altro che frequente negli anni '70. Matteo, oggi papà, ci racconta la storia della sua nascita in quegli anni, praticamente il giorno del suo compleanno, e ci spiega che cosa ha significato, per lui, la sua modalità di nascita.

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VI RACCONTO UNA STORIA...UNICA
Il 2 Giugno alle ore 9,00 del mattino nasce, con taglio cesareo, un maschietto.
Il percorso per arrivare a questo punto è stato ricco di esperienze.
Il protagonista della storia viene concepito nel Settembre dell'anno precedente, da una madre ventottenne e un padre trentenne, che per circa tre anni abbondanti hanno cercato di procreare.
Finalmente ce l'hanno fatta.

Nascita “fusion”

Maggio 24, 2012

Sei venuto al mondo nel primo giorno di ferie del tuo babbo. Prima dote: il tempismo!

Attorno a noi una camerata che sembrava uscita da un racconto: eravamo gli unici italiani, il resto del mondo si stendeva accanto a noi passando per il Messico, le Filippine, l'Albania e l'Honduras. La prima notte l'ho passata con un occhio aperto, come fanno i gatti quando sonnecchiano, sbirciando dentro la culla in cui dormivi sopraffatto dal tuo salto nel mondo, completamente abbandonato alla vita, le braccia larghe e le mani a pugno, le labbra appiccicate in un cuore.

Che la ricetta biologica per avere un figlio comprenda un ingrediente maschile non è una grande scoperta. Sono loro, i nostri uomini, l'altra metà della mela e di mele, come sul banco del mercato, ce ne sono di tutti i tipi.

Nel mio caso, le proporzioni fisiche vogliono che sia io la metà di mio marito, non proprio la metà esatta ma quasi; e meno male che, come dice mio suocero, sono come il detersivo per lo sporco impossibile: concentrata!

 

Abbiamo già parlato di lotus birth nell'articolo di Barbara S., vi proponiamo oggi un approfondimento su questa tematica con una bella testimonianza di Luca D., osteopata e padre di Elisa, nata con taglio cesareo e Lotus birth.

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Conoscevo il lotus birth, come operatore nel campo delle medicine complementari, ma solo un mese prima della nascita della nostra terza figlia Elisa, insieme a mia moglie, già pre-cesarizzata due volte, abbiamo approfondito l’argomento e deciso di richiederlo come modalità di nascita.

Per chi non lo conoscesse, il lotus birth è' “la procedura di nascita in cui il cordone ombelicale non viene reciso e il neonato resta collegato alla sua placenta. Pochi giorni dopo la nascita (dai 2 ai 10, ma di media 3/4) il cordone si separa in modo naturale dall'ombelico del bambino.

Oggi dedichiamo uno spazio di informazione al tema della perdita in gravidanza e dopo il parto, un tema delicato che coinvolge i genitori e che grazie all'associazione CiaoLapo ha uno spazio dove potersi esprimere.

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CiaoLapo Onlus è un'associazione a carattere scientifico e assistenziale, composta da  genitori colpiti da lutto in gravidanza e dopo il parto e professionisti (medici, psicologi, ostetriche) impegnati nella ricerca sulla morte perinatale e nel sostegno psicologico ai familiari in lutto.

La dott.ssa Anita Regalia, ginecologa, per 10 anni responsabile di uno dei più prestigiosi reparti nascita del nord Italia, professore universitario e co-fondatrice dell'Associazione Iris, analizza alcuni dei più frequenti luoghi comuni sul parto raccontandoci quanto siano spesso più frutto di credenze infondate che di evidenze scientifiche.

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