Lunedì, 22 Luglio 2013 00:00

Rimedi per le punture di api e vespe

punture api punture api Shawn Caza su flikr

Cosa fare se si viene punti da api o vespe? ecco i rimedi naturali e non.

In estate, il ronzio di insetti giallo neri non è infrequente e molti hanno  il timore di essere punti... 

Distinguiamo le api dalle vespe

Iniziamo dal distinguere le API dalle VESPE, molto simili nell'aspetto, ma molto diverse nel comportamento:: le api difficilmente sono fastidiose e pungono, se le lasciate stare se ne vanno,con  le vespe occorre farevmaggiormente attenzione poiche' sono più aggressive.
Tuttavia entrambi questi insetti non attaccano l'uomo se non per difesa.

ape vespa

  1. Aspetto - le api sono pelosette e il giallo è color miele, possiedono proprio delle “spazzole” sulle zampe posteriori che servono per raccogliere il polline, le vespe sono senza pelo e il loro giallo è molto vivo

  2. Chi mangia il nostro cibo - le api si nutrono solo di nettare, polline e liquidi zuccherini che possono sorbire, infatti NON mordono né masticano, e le vespe invece sono onnivore (cioè mangiano sia dal regno vegetale che animale) e dotate di un apparato masticatorio, dunque sono attratte da alimenti e bevande che spesso abbiamo sulla tavola (insaccati, carne, pesce, frutta, cose dolci e bevande zuccherate). Dunque sono le vespe a ronzarci intorno durante il pic nic o la grigliata

  3. Solo le api producono il miele e la cera, le vespe no.

  4. Il pungiglione – questa è la caratteristica più importante: le api hanno uno “stiletto” zigrinato, che quando penetra rimane incastrato nella carne, strappando via dall'ape le sue viscere e provocandole la morte.
    La vespa invece ha un pungiglione liscio e retrattile, dunque può pungere molte volte uscendone indenne.

  5. Indole e punture - La caratteristica del pungiglione e dei gusti in fatto di cibo, viaggiano di pari passo con la loro indole: le api tendono a non pungere salvo se si è in prossimità dell'alveare o se sono in serio pericolo. Lo fanno nel tentativo di eliminare e segnalare (attraverso gli ormoni rilasciati mentre pungono) il pericolo al resto della colonia.
    Se un'ape ci punge in prossimità di un alveare, potremmo essere assaliti da altre api, perché nell'attaccarci esse rilasciano una sorta di allarme olfattivo di pericolo, così altre api accorrono.
    Tuttavia, non essendo le api interessate al nostro cibo, in genere se non le si infastidisce se ne vanno da sole.
    Le vespe invece sono più aggressive (probabilmente per assicurarsi di arrivare a più cibo) e non perdono la vita pungendo, quindi bisogna essere più attenti.

  6. Abitazioni – le api costruiscono alveari con la cera, mentre le vespe masticano e impastano con la saliva la corteccia degli alberi costruendo delle cavità che somigliano a vasi di cemento.

  7. Colonie – le api formano colonie a vita, mentre le vespe creano una colonia stagionale, in primavera una femmina gravida che ha superato l'inverno costruisce un nido e vi depone le uova dando vita alla colonia che si disperderà con i freddi.

 

La puntura

Le punture di un'ape o di una vespa hanno effetti del tutto analoghi: gonfiore, bruciore intenso e prurito. Il dolore scompare di solito entro 2 ore dalla puntura, il gonfiore invece può aumentare ancora nelle 24 ore successive.

Raramente, in casi allergici, la puntura può dare reazioni gravi e portare allo shock anafilattico, questo è più frequente negli adulti che nei bambini. Se la puntura presenta un gonfiore esagerato è opportuno recarsi in pronto soccorso.

Se si viene assaliti da uno sciame riportando decine di punture, può essere opportuno recarsi al pronto soccorso perché 50 punture generano una concentrazione di veleno che può dar luogo ad uno shock anafilattico.

 

Cosa fare se si viene punti:

  • nel caso di puntura di ape, togliere subito il pungiglione, perché la sacca in cui è contenuto il veleno rimane attaccata al pungiglione e continua a pompare veleno. Se non trovate invece il pungiglione, sarete stati vittima di una vespa

  • per rimuovere il pungiglione occorre essere delicati per non spremere la sacca con il veleno. Si può utilizzare l'unghia, una carta plastificata (tipo carta di credito), un ago o delle pinzette

  • lavare la parte con acqua e sapone o disinfettare

  • mettere del ghiaccio per anestetizzare il dolore

 

Cosa non fare:

  • non schiacciare la pelle intorno alla puntura per cercare di estrarre il pungiglione, in questo modo si favorisce l'entrata in circolo del veleno.

  • non agitarsi

 

Quando contattare il medico o il pronto soccorso

  • nel caso di punture in sedi particolari: lingua, bocca, occhio

  • in caso di reazioni che appaiono anomali: se il gonfiore si estende molto (es. dalla mano al polso) e se il dolore non scompare o non si attenua fortemente dopo 2 ore

  • in caso di punture multiple o di calabroni (che iniettano quantità di veleno superiori)

 

Rimedi naturali:

  • argilla – l'argilla ha molte proprietà lenitive e rinfrescanti, fatene una pappetta diluendola con acqua e applicatelo sul gonfiore. Quando sarà secca potrete rimuoverla con dell'acqua fredda

  • arnica (in olio o pomata) da spalmare sulla puntura (se usate l'argilla, dopo l'impacco di argilla)

  • olio essenziale di lavanda (non usatelo puro, diluitelo in un po' di olio di oliva)

  • il rimedio omeopatico Apis Mellifica in diluizioni 15-30 ch può essere somministrato in 3 granuli ogni 15 minuti fino a miglioramento del sintomo

  • pomata alla calendula, questa ha un effetto lenitivo

  • pomate tipo Urtica complex

 

Medicina convenzionale

Se proprio non ce la fate a sopportare il dolore, potete utilizzare i farmaci che normalmente attenuano i dolori, ricordando che non sono privi di effetti collaterali: acido acetilsalicilico (tipo aspirina o vivinC), paracetamolo (tipo tachipirina) o ibuprofene

 

Rimedi della nonna:

Questa è una raccolta di rimedi della nonna contro le punture di api e vespe di cui non garantiamo l'efficiacia...

  • dentifricio applicato sulla parte punta

  • pasta con lo zinco (quella per i culetti dei bambini)

  • miele da applicare sul gonfiore

  • cipolla o aglio: li tagliate a metà e li appoggiate alla zona punta

  • una pasta formata da aceto, bicarbonato e papaina (sostanza quasi introvabile, un enzima della papaia, pare che si usi come ritardante nella crescita dei peli... dunque potreste tenerlo in casa per quello, lo trovate in farmacia chiedendo di ordinarlo da farmalabor)

Attenzione a:

  • quando bevete bibite dolci dalle lattine all'aperto: una vespa potrebbe essersi introdotta nel recipiente

  • utilizzare lacche, profumi ed essenze all'aperto, il loro odore potrebbe attrarre questi insetti

  • a camminare scalzi nei prati, potreste calpestare una vespa o un'ape

 

Ricordo di essere stata punta da un'ape da bambina (4 anni), inavvertitamente la schiacciai con un braccio mentre giocavo. Ricordo che era molto doloroso, ma anche che provai pena per l'ape perché mia mamma mi raccontò che essa si era probabilmente impaurita e aveva tentato di difendersi e alla fine aveva perso la vita, quindi era andata molto male anche a lei.

Credo che quella spiegazione sia stata importante per me: oggi ricordo perfettamente l'episodio e le lacrime, ma non ho sviluppato alcuna paura verso questi insetti, quanto la coscienza del fatto che difficilmente pungono se non sono costretti.

di Barbara Siliquini

 

immagine iniziale: Shawn Caza

immagine ape vespa da: leganerd

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