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Il taglio del cordone di solito avviene pochi istanti dopo la nascita...ma è proprio necessario reciderlo immediatamente? Qual'è la sua funzione all'interno dell'utero? Il cordone ombelicale consente il passaggio di sangue ossigenato e nutrienti essenziali dalla circolazione sanguigna materna a quella fetale. Subito dopo la nascita il sangue della placenta viene spremuto verso il bimbo, in questo modo il bimbo può approfiattare di una quantità di sangue che può andare da 50 a 160cl, il passaggio tra la respirazione placentare a quella polmonare, cioè il tempo di cui il bambino necessita per imparare gradualmente a respirare tramite i polmoni può durare circa 3' ma la cessazione totale del flusso nel cordone può durare anchefino a 15', è un tempo molto variabile tra bambino e bambino, e può perdurare anche più a lungo (1-2 ore). Se aspettiamo a recidere il cordone il nenonato approfitta del sangue ossigenato che gli consente una maggiore gradualità nel passaggio alla respirazione,inoltre ridurrà il rischio di anemia migliorando la crescita e lo sviluppo neuorologico.
Illustrazioni: Michela Salotti
A che serve il Cordone Ombelicale dopo la nascita? Tutti abbiamo imparato, dai racconti, da ciò che accade nelle sale parto e fin anche dalle pellicole dei film, che al momento della nascita il cordone ombelicale debba essere reciso, in un clima di particolare attenzione e pressione. Ma è proprio necessario tagliare subito il cordone alla nascita? Quale è la funzione di questo organo collegato alla placenta che ha accompagnato il bimbo per 9 mesi? Il cordone consente il passaggio del flusso di sangue ossigenato e con nutrienti vitali dalla placenta al bambino, e vice versa. Generalmente e se mamma e bimbo sono in salute, all’avvio del travaglio e poi alla nascita si verificano le condizioni per cui il sangue presente in placenta viene ‘spremuto’ verso il bimbo, in modo che ne possa approfittare in modo e quantità ideale. I fattori che innescano questo passaggio di sangue sono: la diversa pressione del sangue del bambino quando esce dal ventre materno, l’azione meccanica delle contrazioni da parto, l’esposizione all’ambiente esterno dotato di differente pressione rispetto all’interno del grembo materno. Questo fa si che da 50 a 160 cc di sangue (20 – 35 cc/kg) passino dalla placenta al neonato. Al termine del processo 85- 100 cc rimangono nel neonato e 10/15 cc nella placenta. Questo significa che alla placenta rimane minimamente irrorata, a vantaggio del bimbo. Questo passaggio dura non meno di 3 min fino a giungere ad una situazione di equilibrio. La cessazione del circolo ombelicale, cioè il momento in cui nel cordone si chiudono prima le arterie ombelicali e poi la vena ombelicale, è un evento che avviene gradualmente con notevole variabilità individuale . quindi ogni bimbo ha tempi e modi differenti di affrontare il passaggio alla vita. Si ritiene comunemente che ciò impieghi da 3 a 10-15 min. ma secondo alcuni il circolo può perdurare molto più a lungo, anche dopo l’espulsione della placenta, ovvero anche mezz’ora, un’ora dopo l’espulsione del bambino. Se il momento della nascita si compie dando il tempo al cordone di completare il suo lavoro di passaggio sanguigno da placenta a feto, il nuovo nato potrà approfittare nei primi minuti di vita di sangue ossigenato prezioso, per consentirgli un adattamento graduale delle prime respirazioni. L’adattamento del neonato sul piano cardio-respiratorio è quindi più graduale nel tempo se non si recide il cordone finchè non abbia smesso di pulsare. In condizioni fisiologiche il neonato non solo si adatta bene ma ne trae tutti i benefici. Il rispetto dei tempi consente un passaggio più protetto alla respirazione La maggiore quantità di emoglobina e ferro che il neonato riceve grazie alla completa funzionalità del cordone dopo il parto, ridurrà nei mesi successivi significativamente il rischio di anemia, migliorando anche la crescita e lo sviluppo neurologico globale.
In sintesi: Il passaggio di sangue dalla placenta al bimbo durante e dopo il parto è quindi un fenomeno fisiologico previsto dalla natura per dotare il bambino di tutte le sue armi per affrontare con gradualità ed efficacia il nuovo mondo. Ci sono però delle variabili che influenzano e limitano questo fenomeno: 1 il taglio del cordone : tanto più il taglio sarà tardivo tanto più la trasfusione placentare si completerà. Viceversa, un taglio molto precoce ridurrà la quantità di sangue che arriva al neonato. 2 la forza di gravità , in particolare se il neonato viene posto a più di 15-30 cm al ti sopra o al di sotto del piano placentare, con effetti opposti nei due casi. 3 pervietà (che vuol dire pervieta’???) dei vasi ombelicali, per la presenza di ostruzioni o compressioni del tratto 4 tipo di parto: nel parto cesareo d’elezione manca l’effetto del travaglio e delle contrazioni uterine che premono e stimolano, assieme all’effetto benefico delle fisiologiche variazioni ormonali associate al travaglio naturale. 5 uso o meno di ossitocina sintetica, questa anticipa e aumenta in modo innaturale la trasfusione placentare. 6 lunghezza del travaglio: una maggior lunghezza del travaglio comporta una maggiore trasfusione placentare. […] In conclusione possiamo affermare che non vi è alcuna giustificazione al taglio precoce e indiscriminato del cordone ombelicale alla nascita di tutti i bambini. Il taglio tardivo o l’assenza di taglio, sono la pratica fisiologica e mentre il taglio precoce entro i 3 min. è un atto sanitario che ha effetti sull’andamento neonatale e necessita di un preciso motivo medico.
Dott. Gherardo Rapisardi, “Il momento del taglio del cordone ombelicale” In Mani sul Parto Mani nel parto, ed. Carrocci, 2005
Il taglio del cordone di solito avviene pochi istanti dopo la nascita...ma è proprio necessario reciderlo immediatamente? Qual'è la sua funzione all'interno dell'utero? Il cordone ombelicale consente il passaggio di sangue ossigenato e nutrienti essenziali dalla circolazione sanguigna materna a quella fetale. Subito dopo la nascita il sangue della placenta viene spremuto verso il bimbo, in questo modo il bimbo può approfiattare di una quantità di sangue che può andare da 50 a 160cl, il passaggio tra la respirazione placentare a quella polmonare, cioè il tempo di cui il bambino necessita per imparare gradualmente a respirare tramite i polmoni può durare circa 3' ma la cessazione totale del flusso nel cordone può durare anchefino a 15', è un tempo molto variabile tra bambino e bambino, e può perdurare anche più a lungo (1-2 ore). Se aspettiamo a recidere il cordone il nenonato approfitta del sangue ossigenato che gli consente una maggiore gradualità nel passaggio alla respirazione,inoltre ridurrà il rischio di anemia migliorando la crescita e lo sviluppo neuorologico.
Illustrazioni: Michela Salotti
A che serve il Cordone Ombelicale dopo la nascita? Tutti abbiamo imparato, dai racconti, da ciò che accade nelle sale parto e fin anche dalle pellicole dei film, che al momento della nascita il cordone ombelicale debba essere reciso, in un clima di particolare attenzione e pressione. Ma è proprio necessario tagliare subito il cordone alla nascita? Quale è la funzione di questo organo collegato alla placenta che ha accompagnato il bimbo per 9 mesi? Il cordone consente il passaggio del flusso di sangue ossigenato e con nutrienti vitali dalla placenta al bambino, e vice versa. Generalmente e se mamma e bimbo sono in salute, all’avvio del travaglio e poi alla nascita si verificano le condizioni per cui il sangue presente in placenta viene ‘spremuto’ verso il bimbo, in modo che ne possa approfittare in modo e quantità ideale. I fattori che innescano questo passaggio di sangue sono: la diversa pressione del sangue del bambino quando esce dal ventre materno, l’azione meccanica delle contrazioni da parto, l’esposizione all’ambiente esterno dotato di differente pressione rispetto all’interno del grembo materno. Questo fa si che da 50 a 160 cc di sangue (20 – 35 cc/kg) passino dalla placenta al neonato. Al termine del processo 85- 100 cc rimangono nel neonato e 10/15 cc nella placenta. Questo significa che alla placenta rimane minimamente irrorata, a vantaggio del bimbo. Questo passaggio dura non meno di 3 min fino a giungere ad una situazione di equilibrio. La cessazione del circolo ombelicale, cioè il momento in cui nel cordone si chiudono prima le arterie ombelicali e poi la vena ombelicale, è un evento che avviene gradualmente con notevole variabilità individuale . quindi ogni bimbo ha tempi e modi differenti di affrontare il passaggio alla vita. Si ritiene comunemente che ciò impieghi da 3 a 10-15 min. ma secondo alcuni il circolo può perdurare molto più a lungo, anche dopo l’espulsione della placenta, ovvero anche mezz’ora, un’ora dopo l’espulsione del bambino. Se il momento della nascita si compie dando il tempo al cordone di completare il suo lavoro di passaggio sanguigno da placenta a feto, il nuovo nato potrà approfittare nei primi minuti di vita di sangue ossigenato prezioso, per consentirgli un adattamento graduale delle prime respirazioni. L’adattamento del neonato sul piano cardio-respiratorio è quindi più graduale nel tempo se non si recide il cordone finchè non abbia smesso di pulsare. In condizioni fisiologiche il neonato non solo si adatta bene ma ne trae tutti i benefici. Il rispetto dei tempi consente un passaggio più protetto alla respirazione La maggiore quantità di emoglobina e ferro che il neonato riceve grazie alla completa funzionalità del cordone dopo il parto, ridurrà nei mesi successivi significativamente il rischio di anemia, migliorando anche la crescita e lo sviluppo neurologico globale.
In sintesi: Il passaggio di sangue dalla placenta al bimbo durante e dopo il parto è quindi un fenomeno fisiologico previsto dalla natura per dotare il bambino di tutte le sue armi per affrontare con gradualità ed efficacia il nuovo mondo. Ci sono però delle variabili che influenzano e limitano questo fenomeno: 1 il taglio del cordone : tanto più il taglio sarà tardivo tanto più la trasfusione placentare si completerà. Viceversa, un taglio molto precoce ridurrà la quantità di sangue che arriva al neonato. 2 la forza di gravità , in particolare se il neonato viene posto a più di 15-30 cm al ti sopra o al di sotto del piano placentare, con effetti opposti nei due casi. 3 pervietà (che vuol dire pervieta’???) dei vasi ombelicali, per la presenza di ostruzioni o compressioni del tratto 4 tipo di parto: nel parto cesareo d’elezione manca l’effetto del travaglio e delle contrazioni uterine che premono e stimolano, assieme all’effetto benefico delle fisiologiche variazioni ormonali associate al travaglio naturale. 5 uso o meno di ossitocina sintetica, questa anticipa e aumenta in modo innaturale la trasfusione placentare. 6 lunghezza del travaglio: una maggior lunghezza del travaglio comporta una maggiore trasfusione placentare. […] In conclusione possiamo affermare che non vi è alcuna giustificazione al taglio precoce e indiscriminato del cordone ombelicale alla nascita di tutti i bambini. Il taglio tardivo o l’assenza di taglio, sono la pratica fisiologica e mentre il taglio precoce entro i 3 min. è un atto sanitario che ha effetti sull’andamento neonatale e necessita di un preciso motivo medico.
Dott. Gherardo Rapisardi, “Il momento del taglio del cordone ombelicale” In Mani sul Parto Mani nel parto, ed. Carrocci, 2005
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