Sono la mamma di un bambino, che è stato un neonato ad alto bisogno. Avevo letto tanto di questi “neonati ad alto bisogno”, ma prima di esserci passata non realizzavo quanto potesse essere stressante ed impegnativo il loro accudimento. E, riflettendo, credo che la cosa più stressante ed impegnativa sia la costante mancanza di un feed back positivo su cui poggiare la propria autostima di madre.

Chi sono i neonati "alto bisogno"

I neonai ad alto bisogno sono soprattutto bimbi fragili.
Piangono pressochè di continuo (ma non sono le coliche),
dormono poco,
anche crescendo chiedono la mamma sempre - ma non è detto che la mamma li consoli, anzi, piangono inconsolabilmente anche quando li prendi in braccio.

...almeno questo era il mio neonato ad alto bisogno.

Il termine bambini indaco viene utilizzato per indicare i bambini del terzo millennio. Si tratta di un modo di descrivere la personalità in base ai colori. Da dove deriva questa scelta?

Attorno al 1980 Nancy Ann Tappe, psicoterapeuta americana, descrisse alcune caratteristiche umane e modelli comportamentali in base ai colori dell'aura (l'aura sarebbe una "sostanza sottile" non rilevabile dalla vista fisica, che circonda ogni essere vivente).
Sin da piccola lei vedeva spontaneamente l'aura delle persone, e nel corso del suo lavoro iniziò a mettere in relazione questo suo dono con osservazioni di tipo psicologico.
In particolare collegava il colore che percepiva con il carattere e le attitudini delle persone.
Strada facendo creò un sistema accuratissimo e significativo sulla base delle sue intuizioni e del lavoro diretto che aveva svolto - e continua a svolgere - con numerosi bambini, genitori e insegnanti.
Arrivò quindi a stabilire che ogni persona aveva un suo "colore di vita" (dato confermato anche da altri ricercatori).

Quando uno pensa a certi paradisi, tipo Santo Domingo, le Seychelles, il Kenia e altre meraviglie del genere, pensa anche a posti adatti per 2, la coppietta, non esattamente per quando hai figli, non foss'altro perché i costi appaiono proibitivi se sfogli uno di quei cataloghi da sogno delle agenzie. Eppure oggi, se uno ha un po' di dimestichezza sul web, e una passione per i viaggi, o anche solo, la voglia di concedersi una stra-vacanza con tutta la famiglia, si riesce a disegnarsi una vacanza da sogno senza ipotecare il tfr.

La prima risorsa sono i blog di viaggio, dove si possono prendere spunti su vacanze in posti molto belli, vicini e lontani, da fare con i bambini (o anche no), e dove è possibile scambiarsi opinioni e fare domande.

Vi sono molti testi che trattano i temi dei bambini, così come ci sono molti metodi diversi che trattano l'argomento genitori-figli. Si presentano spesso come soluzioni pronte all'uso, come manuali di istruzioni. Ma fare i genitori è un mestiere che fa a pugni con i manuali di istruzioni. 

Andare alla riscoperta di metodi diversi e originali, rivolti a ogni genitore e bimbo nella loro unicità, per aiutare le famiglie a compiere passi in autonomia e libertà, crescere i bimbi nel pieno rispetto dei loro ritmi e bisogni è un diritto che va aldilà dei retaggi culturali e sociali e che i genitori possono fare senza paure ascoltando la voce del proprio cuore.

Spesso le mamme che hanno partorito con taglio cesareo e soprattutto se inaspettato, cioè praticato con la motivazione dell’urgenza, si chiedono perché a distanza di tempo ancora soffrono molto. Perché si sentono a volte ossessionate dal ricordo del parto tanto da continuare a riviverlo nella loro mente. Perché non possono dimenticarlo se alla fine il bambino è nato bello e sano, come tutti non smettono di ricordare loro.
Proviamo a dare una risposta: il parto cesareo può configurarsi come un possibile evento traumatico nella vita di una donna.

Per parlare di evento traumatico scomodiamo qualche dato scientifico.

La primavera è ormai arrivata e con essa è in arrivo anche la festa della mamma nel mese per definizione dedicato ai fiori. Ecco alcune idee, care zie, zii e maestre, per realizzare dei bei pensierini per la mamma, fatti con le mani dei nostri bimbi. Il tema è proprio quello dei fiori.

Ho raccolto alcuni spunti:

Che fatica i compiti a casa... ogni età dei figli porta gioie e fardelli diversi ai genitori. Se i neonati ti tolgono il sonno, i duenni ti aprono alla scoperta dei terrible 2, arrivati alle elementari si comincia con il calvario dei compiti a casa... “la pangea e la panthalassa” segnano il tuo approdo alla terza elementare, mentre in quinta siamo alle prese con le regioni, le provincie (ecco un altro buon motivo per eliminarne la maggior parte ;-)) le catene montuose, l'economia delle regioni...

Lo stato di gravidanza è una condizione molto speciale, una sorta di “stato di grazia”. Durante questo periodo la donna sperimenta una serie di trasformazioni sul piano metabolico e su quello psicologico che provocano cambiamenti nel fisico e nella mente.

La migliore condizione di partenza è quella in cui, già prima della gravidanza, la muscolatura si presenti tonica ed elastica grazie ad una regolare pratica dello Yoga basata su Asana (posture) e Pranayama (tecniche di respirazione), completata da Abyangam (massaggio ayurvedico) e integrata da un’alimentazione completa e bilanciata.

Tecniche di rilassamento, canto dei mantra e meditazione possono inoltre contribuire a raggiungere quello stato di serenità indispensabile per prepararoso a divenire una buona madre. Durante la gravidanza la donna vive l’esperienza di un’intima connessione tra il proprio corpo e la propria mente, ed è quindi fondamentale mantenere entrambi in armonia.

I massaggi purificanti dell'ayurveda portano numerosi benefici anche ai neonati

Tempo di neve che ammanta tutto qui in città.
Arriva il silenzio, quella luce bianca che rende i contorni sfumati e netti al tempo stesso.
I bimbi non stanno più nella pelle e senza aspettare di indossare i pantaloni giusti, i guanti giusti a volte neanche le scarpe giuste, eccoli rotolarsi sulla neve, con quelle risate che salgono dalla pancia. Risate soddisfatte e spensierate: niente pensieri sul paciocco del pavimento quando rientreranno con le scarpe inzaccherate, niente pensieri di malanni per essersi infilati la neve giù per i collo, niente pensieri per la giacca nuova impigliata nel ramo... per fortuna, sono bimbi.

Da mamma un sacco di volte tutti questi pensieri schiacciano la bambina che è in me, e lo slancio a godere del momento.

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