Giovedì, 20 Ottobre 2011 06:12

Corso preparto: come non sei

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L'ultimo capitolo del corso preparto di Monia Scarpelli si chiude con una considerazione sui cambiamenti interni che la gravidanza ti porta e su come puoi prendere questi doni per ricercare un'identità più vicina al tuo vero essere.

Rotolarsi sui tappetini blu della sala del corso pre-parto non è stato sempre e solo piacevole.

Non parlo delle paure che insorgono piano, come prime scosse di un furibondo terremoto, ma soprattutto del fatto che vieni a contatto con vite e realtà che non ti appartengono e sulle quali non sai che pensare.


Per mia natura, sono una che “compone”: sono sempre stata un collante, una delle bambine che a scuola andavano d'accordo con tutti e che cercavano di comprendere tutto. Non giustificavo a tutti i costi: i miei genitori mi hanno insegnato a distinguere con chiarezza il bene e il male, infondendomi quelli che ritenevano essere i valori più giusti (e molti dovevano esserlo davvero se resistono così saldamente anche adesso nella mia vita); però “comprendevo”, mi sforzavo di capire e riuscivo a vedere una ragione dove molti non la scorgevano.
Mio figlio mi ha insegnato ad avere più coraggio, ad essere più vera, ad accettare meno compromessi: capire va bene, ma, col tempo, dare una motivazione può voler dire fornire un alibi.
Sono stata seduta composta su quei tappetini, ho ascoltato e ho fatto sedimentare tutto dentro di me; solo che dentro di me, stavolta, c'era anche lui.
Il giorno in cui due di quelle che sarebbero diventate madri come me hanno avuto uno scambio di opinioni oltre i confini dei miei valori, mio figlio ha fatto a cazzotti col mio stomaco e io ho vomitato fuori il mio dissenso.
Non ha molta importanza riportare qui le parole che mi hanno fatto reagire, perchè non sono state quelle parole a scatenare la reazione; avevo assistito altre volte a discussioni sulle quali non ero minimamente d'accordo. E non conta nemmeno se fossi nel giusto io oppure loro (chi sono io, in fondo, per giudicare?). Quello che conta è quello che continua ad essere significativo adesso: una mamma dà vita ad un miracolo in carne ed ossa e se approfondisce quel miracolo, scavando, domandandosi, lasciando aperte le porte dentro se', può farne parte anche e soprattutto per se stessa.
Quel che conta è ciò che mio figlio mi ha spinto ad ascoltare e quello che mi sta spingendo a diventare: davvero me, io al cento per cento.

 

 

di Monia Scarpelli, autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane

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