Gravidanza: la panacea delle leggende metropolitane

Quante volte durante la gravidanza vi siete sentite dire frasi assurde che vanno ad accrescere il nostro patrimonio di leggende metropolitante?

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Alzi la mano chi tra voi, almeno una volta, non si è sentita raccontare una fesseria a proposito del ciclo... Lo sapevo!

Cose del tipo: non puoi lavarti i capelli, non toccare le piante che si seccano e via e via come se in quei giorni diventassimo la fedifraga della “Lettera scarlatta”: segnate!

Ecco, una volta incinta la nostra pancia diventa, non per una divagazione grammaticale, la panacea di tutte le leggende metropolitane più assurde, tanto che meriterebbero un capitolo a parte.

“Se hai una voglia culinaria soddisfala subito che altrimenti il bambino avrà una macchia che lo coprirà da capo a piedi!”, oppure: “Non portare collane che altrimenti il bambino nascerà con il cordone ombelicale attorno al collo” e ancora (la mia preferita): “Se continui a vomitare così tanto, vuol dire che il bambino ha tanti capelli!”

Ora, non so per quale strana legge dell'anatomia umana la capigliatura di mio figlio dovesse solleticare così tanto il mio stomaco da farmi vomitare due volte al giorno, ma devo ammettere che, effettivamente, già dall'ultima ecografia, si vedevano i capelli del piccino muoversi come alghe ballerine su uno degli scogli della Sirenetta: era un capellone.

Allora ho pensato: forse le leggende metropolitane non sono tutte false, oppure, anche se lo fossero, un fondo di verità riescono sempre a strapparlo, assieme al sorriso che ti sale spontaneo alle labbra appena le ascolti.

S^, perchè, ho immaginato mia nonna, che era solita dire quella fatidica frase, nata nel 1914, con un'idea d'uomo tutta di quell'epoca – tutto d'un pezzo, virile e con capello corto, militare - vedersi arrivare un figlio, il proprio, con una bella testa piena di dreadlock oppure di treccine o riccioli o anche solo di lunghe ciocche lisce come Axl Roses.

In effetti, la sua reazione più plausibile sarebbe stata vomitare...

Perciò, caro il mio piccolo capellone che cresce, volevo che sapessi che puoi smetterla di farmi dare di stomaco ché a me i capelli lunghi non danno nessun fastidio. Certo, se quel puntino strano sul tuo naso che si vedeva dall'ecografia era un piercing, i conti con tuo padre ce li farai tu poi... Ma a quel punto io dovrei aver già smesso di vomitare, no?!

 

di Monia Scarpelli, autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane

 

http://www.flickr.com/photos/calliope/306564541/

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