Martedì, 31 Maggio 2011 13:10

Michel Odent: la prospettiva batteriologica della nascita (video)

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Genitori Channel intervista in esclusiva Michel Odent su un tema molto interessante: fino al momento della nascita il bebè è un entità sterile, nel momento della nascita viene colonizzato dai miliardi di batteri con cui conviviamo, questo determina un tratto importante del suo sistema immunitario. Con questa nuova prospettiva, quella appunto batteriologica, qual è il luogo migliore in cui nascere? quali sono le persone che dovrebbero stare vicino e toccare il bebè alla nascita? qual è la modalità di nascita più salubre?

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in fondo all'articolo trovate l'intervista in lingua originale (francese)

E’ interessante, nel contesto scientifico attuale, studiare la nascita da una prospettiva batteriologica. Ciò che abbiamo bisogno di sapere può essere facilmente riassunto così.

I batteri nel neonato e le regole della microbiologia

Il primo fatto importante è che gli anticorpi della madre, della donna incinta, che si chiamano IgG (immunoglobuline), attraversano facilmente la placenta umana. Ecco cosa ciò significa: al momento della nascita il bambino non ha microbi nel suo corpo (non ne ha nella bocca, né nell’intestino o nella gola), eppure per quel nascituro esistono già dei microbi che gli sono familiari, quindi benigni, perché lui dispone già degli stessi anticorpi di sua madre.

D’altro canto possono invece esserci nell’ambiente microbi che non gli sono familiari, per i quali non dispone di anticorpi, e che sono quindi potenzialmente pericolosi.

In batteriologia esiste una regola generale che è bene ricordare, ossia: quando un luogo è sterile, i primi microbi che lo colonizzano saranno padroni del territorio. Se si capisce questo si capisce qual è l’interrogativo più importante da sollevare. Cioè: quando un bambino viene al mondo, da un punto di vista batteriologico, dobbiamo chiederci quali microbi saranno i primi a colonizzare il corpo del bebè.

L'urgenza di contaminare il bambino con i batteri giusti

L’ideale, se si vuole proteggere il bebè dai microbi che non sono familiari alla madre e quindi potenzialmente pericolosi per il bambino, è di rispettare l’urgenza di contaminare immediatamente il neonato con i microbi provenienti dalla madre.

Si può dunque dire che il bebè umano appena nato ha il bisogno urgente di entrare in contatto con una sola persona, l’unica persona sul pianeta che ha gli stessi anticorpi IgG di cui dispone lui. Ossia sua madre. Dunque, da una prospettiva batteriologica si può dire che il neonato ha bisogno urgente, immediato di sua madre.

L'impronta batterica alla nascita

Ma c’è di più: se non si separa subito il neonato dalla madre (separazione che tutte le società umane hanno sempre praticato da millenni), se si permette a madre e neonato di interagire liberamente, ci sono molte probabilità che il bambino trovi subito il seno nella prima ora che segue la nascita e quindi ingerisca, assorba, dei microbi amici: lactobacilli bifidus, colibacilli di origine materna. Così, mediante i primi batteri incontrati, inizia a formarsi la sua flora intestinale. Si è scoperto recentemente che la flora intestinale si forma quasi immediatamente dopo la nascita e quando si è adulti, ad esempio, la nostra flora intestinale è quasi un aspetto della nostra personalità, e come le impronte digitali è quasi impossibile modificarla perché si forma presto con i primi microbi. E oggi si sa che la flora intestinale costituisce l’80% del nostro sistema immunitario, è dunque molto importante per la salute.

 

Ecco tutte le ragioni che ci sono oggi per studiare la nascita da un punto di vista batteriologico. Bisogna rendersi conto che nascere significa entrare nel mondo dei microbi. Capire questo permette di rendersi conto che ci sono differenze ineluttabili, insuperabili fra i diversi modi di nascere.

La natura ha previsto di far nascere il bebè dal perineo, dalla vulva, ossia da una zona del corpo che è molto ricca da un punto di vista batteriologico, vicina all’ano, ecc. Così il bebè è immediatamente colonizzato dai batteri della madre. Oggi invece molti bebè nascono mediante il cesareo e sul piano batteriologico non sarà mai come nascere passando dal perineo. Ecco cosa è importante sapere oggi, ma non solo, occorre anche vedere cosa comporta l’applicazione concreta di queste conoscenze.

 

Intervista in lingua originale:

 

Ringraziamo per la traduzione Delta Geiler Cairoli.

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