Mercoledì, 26 Maggio 2010 06:59

Mortalità materna in Italia sottostimata da 2 a 7 volte

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La Toscana e' la regione piu' virtuosa, con valori solo di due volte superiori a quelli nazionali, mentre la Sicilia detiene il record negativo con numeri che arrivano a sette volte la media italiana.

Il numero di morti materne ogni 100 mila nati vivi - e' da 2 a 7 volte superiore di quello stimato dall'Istat (pari al 3 per 1000). A sostenerlo e' uno studio condotto dall'Istituto Superiore di Sanita' e presentato oggi a Roma nel corso del convegno ''Mortalita' e morbosita' materna in Italia: stato dell'arte e prospettive di miglioramento della rilevazione''.

 

Il progetto, finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, ha visto coinvolte nel rilevamento dati il Piemonte, l'Emilia Romagna, il Lazio, la Toscana, la Campania e la Sicilia con lo scopo di mettere in evidenza i casi di mortalita' e morbosita' materna grave e di analizzarne le principali cause attraverso il collegamento tra le banche dati dei certificati di morte e quelli delle schede di dimissione ospedaliera.

I dati regionali permettono di osservare un trend negativo da nord a sud con valori da 2 a 7 maggiori del dato nazionale (3 casi di morte ogni 100 mila nati vivi). I valori piu' bassi sono stati registrati al Nord e in Toscana - 8 morti ogni 100 mila nati vivi -, mentre quelli piu' alti sono stati rilevati nel Lazio - 13 morti ogni 100 mila nati vivi - e in Sicilia, che detiene il record con 22 madri morte ogni 100 mila bambini nati vivi.

Lo studio mette in evidenza dati superiori a quelli pubblicati il 12 aprile scorso sulla rivista Lancet, secondo cui l'Italia sarebbe il Paese con il piu' basso rapporto di mortalita' materna al mondo.

''La sottostima non dipende dall'errata rilevazione dati da parte dell'Istat - spiega Serena Donati del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell'ISS - ma dal fatto che i certificati di morte non sono in grado di rilevare il fenomeno 'mortalita' materna' in maniera appropriata. Cio' e' dovuto alla complessita' della definizione di 'morte materna' che comprende non solo il decesso di una donna durante la gravidanza, ma anche quello entro 42 giorni dal suo termine''.

Quanto ai fattori di rischio, la ricerca ha rilevato che il rischio di mortalita' materna raddoppia se la mamma ha piu' di 35 anni, e il taglio cesareo e' associato alla morte materna tre volte di piu' del parto naturale. Emorragie, tromboembolie e disordini ipertensivi della gravidanza sono risultate le cause di morti dirette piu' frequenti.

 

Fonte: ASCA

Immagine da : la vita prenatale

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