Musica... per la mia pancia

By Novembre 17, 2011

Cantare è bello, se poi sei incinta lo è ancora di più. Monia, da quando è in gravidanza canta o ascolta musica sempre e il suo piccolo risponde ad ogni nota facendole capire se è di suo gradimento o no.

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Io sono una mamma musicale, è un dato di fatto. Ero una donna musicale e il passaggio di grado a mamma non mi ha cambiato.
Appena salgo in macchina accendo sempre la radio (la cintura, il controllo degli specchietti, l'accensione girando la chiave nel blocchetto vengono solo dopo), durante le faccende domestiche, il mocio era il mio Danny Zucco al suono di “You are the one that I want” e lo swiffer colui che aveva deciso di “Save the last dance for me”. Il mestolo di legno buono per mescolare una zuppa è sempre stato un valido microfono – il fatto che amplificasse poco il suono andava anche meglio! - e nella testa i pensieri devono fare lo zig zag tra note intrecciate come fili di lana.

 

La prima volta che ho messo una mano sulla mia pancia-con-sorpresa ho iniziato a canticchiare e non me ne sono nemmeno accorta. Ho intonato una canzone fuori da ogni logica commerciale, un canto popolare irlandese che Sinead O'Connor aveva reinterpretato da poco e che mi faceva respirare un po' di cielo di quell'isola.
Il piccino si è calmato, di botto.

Nelle settimane successive e fino alla fine della gravidanza ho continuato a cantare e ascoltare musica, testando le reazioni dell'erede. Era diventato un po' il nostro musichiere (ovviamente escludendo quei generi che non amo o che mi avrebbero fatto rompere l'amicizia con la mia amica Shey, musicologa convinta e di buon gusto): se metto Bublé che fai? Dai, svegliati che cantano gli U2! Senti, senti questa è l'entrata del secondo atto di “Cats”...ti piace anche se salto alla musica cubana? E la chitarra acustica di Paolo Nutini? Questa è di Fossati, la mamma la adora...
E il piccino sembrava rispondere, sempre e solo come piaceva a lui: sì ora mi calmo; no, no, no questa non mi piace! Ehi, mi senti lì fuori o devo bussare più forte! Dio che sonno questa nenia...
Era iniziata una lotta all'ultima nota, continuata dopo la sua nascita e in corso tuttora.

Sapete, però? Qualche tempo fa, in un attimo di crisi e di pianto ho ricanticchiato quel motivetto irlandese che ha dato inizio a questa battaglia sinfonica.
E lui si è calmato, di botto.

 

di Monia Scarpelli, autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane

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