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Mercoledì, 04 Gennaio 2017 09:09

Perché piangi? Non sei felice? Ma come, sei appena diventata mamma...

Perché piangi? Non sei felice? Ma come, sei appena diventata mamma... iordani su Shutterstock

La testimonianza di un parto "normale" e la violenza che nasconde.

Sentiamo parlare di violenza ostetrica ed è una parola difficile da collocare. Cosa significa davvero? Il 99% delle mamme ha partorito in ospedale, moltissime tra loro hanno la sensazione che sia andato tutto bene, ma il ricordo che hanno del parto non è quella sensazione di dolcezza, appagamento, rispetto, protagonismo che dovrebbe essere. Concepire una bambina, o un bambino, e poi darla alla luce, sono due momenti che dovrebbero lasciarci così: con un senso di profondo benessere, di appagamento, con un senso di soddisfazione e con la sensazione di essere state il centro del mondo. Quando non è così, siamo state derubate di qualcosa di importante e di grande, perché la nascita di un figlio è un momeno sacro che può e dovrebbe essere vissuto (e ricordato) come un evento positivo. 

Questo racconto di Sara, una doula accanto ad una mamma in ospedale al momento del parto, ci mostra la violenza che c'è dietro "la normalità"... sta nascendo un bebè e penso "ma se le stesse cose accadessero alla nostra celebrazione del matrimonio... come reagiremmo?"

Mentre leggi questo scritto, quando ti sembrerà esagerato che Sara si indigni o che trovi che certi comportamenti del medico siano inopportuni, ricorda che chi si occupa della nostra salute dovrebbe comportarsi:

  1. nel rispetto della nostra dignità e dei nostri desideri (lo impone la costituzione),
  2. secondo quanto le ultime ricerche scientifiche raccomandano (in fondo all'articolo trovi un estratto delle linee guida dell'organizzazione mondiale della sanità.)
  3. nel caso dei medici, secondo giuramento di Ippocrate (di cui ecco una breve frase: Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio; mi asterrò dal recar danno e offesa.)
     

Dobbiamo ricordare che nel parto tutti gli interventi non indispensabili possono generare delle complicazioni e che il processo della nascita è regolato da un complesso e delicato meccanismo di rilasci ormonali e di sapienza del corpo femminile che, esattamente al pari delle funzioni più intime che coinvolgono la zona genitale (andare in bagno, fare l'amore, partorire appunto), richiedono circostanze di grande delicatezza e rispetto dell'intimità e dell'intensità dell'atto e del momento.

***

Giorni fa ero ad una nascita.
E' ANDATO TUTTO BENE ... E su questa affermazione tanto superficiale quanto misera ci tornerò più tardi.
In uno degli ospedali migliori di Milano, attento alla fisiologia e al rispetto di madre e bambino (recita la carta dei servizi).
Dicevo, ero lì, quando la sua bambina ha deciso di nascere, e lo ha deciso sul serio, ha portato la madre al limite... della pazienza, della paura, dell'egoismo e appena prima di lasciarla mollare, ha ribaltato la situazione.

Oltre termine. Sacco rotto. Il travaglio parte, forte, intenso e comandato da un potente sapere profondo.
L'ho vista tremare di paura, l'ho sentita ripetere "non ce la faccio" un numero infinito di volte, l'ho vista scuotere la testa, scuotere il bacino, come non avevo mai visto fare a nessuno, ad ogni contrazione apriva la bocca e tirava fuori la lingua... Wow ho pensato... Che meraviglioso modo di aprirsi questo, così antico e irrazionale, lei che è sempre stata così attenta alla forma, a quello che si può e non si può fare.
Camminare... Quanto abbiamo camminato, avanti e indietro in quella piccola sala parto. Andava bene. Andava tutto molto bene. Poi la visita. Ok pazienza, solo una, solo un momento, abbi pazienza, "poi ti lasciamo in pace, promesso", le parole calme e chiare del l'ostetrica. Ok... Andata, ora torniamo al travaglio. No. Invece no. Il dottore la vuole visitare.
Non qui!
li!
In sala visite...

E allora andiamo dal dottore a 6 cm di dilatazione. Ok. Pazienza, ancora pazienza.
Ma questa volta niente parole gentili, niente scuse e delicatezza, ma solo una serie di domande inutili e stupide quali il titolo di studio, l'uso di stupefacenti, il peso in gravidanza, prima dopo e durante...
Tutto questo a 6 cm di dilatazione, cioè quando il fuoco ti divora, quando la mente dovrebbe volare via, per proteggere il corpo...

Il calvario finisce, Ok tesoro torniamo a noi, spengo le Luci, accendo la musica, dai... Siamo ancora noi, richiudi gli occhi, come facevi prima, fuori la voce, la lingua.... Ma lei rimane, non va, non va!
Luna, la cerco, dai ancora, torna su di lei, penso, perché non riesce a riaprirsi. Tempo Sara, penso, tempo, cerco soluzioni... No , meglio di no. Intuizione, funziona, bene, brava... Eccoti ancora li. Vai bambina!

Le onde riprendono, neanche l'acqua oramai basta più ad alleviare... Non c'è più nulla da alleviare, la sua bambina vuole nascere.

Ho sentito quello che non avrei voluto sentire mai, "non spingere così, trattieni il respiro, mento sul petto! Come quando fai la cacca..." Si ma non sta facendo la cacca !!!!!!! E poi volendo vedere, io non la faccio sdraiata! Dai ragazze su... Siete ostetriche! Proprio voi... Non così... Mi viene da piangere.

Ho visto un medico, stanco e frustrato fare fatica ad aspettare, entrare e uscire nervosamente dalla sala parto, ho visto ostetriche mentire al medico per dare alla mamma più tempo, poi ancora lui, poi ancora bugie...
Poi ancora persone, poi ancora luci, 2 ostetriche un oss, un Asa, un'infermiera, un ginecologo e un pediatra... Stiamo scherzando !?!? Ma voi al cesso ci andate in compagnia !? Ma come si può pensare che ci sia dignità in tutto questo?

Comunque... Il medico comanda o minaccia silenziosamente "preparate il carrello".

Lei mi guarda, come al solito, come già ero stata guardata... Ricambio lo sguardo, ma è tanto stanca, confusa, distratta da quel via vai, dalle luci forti che io continuo a spegnere e Lui continua ad accendere, gliela deve vedere bene... Il mio messaggio corre veloce da lei alla sua piccina, che con la solita determinazione decide di nascere.

Forte e saggia bambina, hai nuovamente "salvato" la tua mamma, grazie. Ora vi cercate, loro non li sentite più, questo è il momento che preferisco, Wow.

Ma di nuovo, interrotte, distratte anche questa volta:
Signora, puntura di ossitocina, posso?
Perché !?!?
Signora le do una pulita, posso?
Perché!?!?
Signora mi dia il polso le metto il braccialetto, posso?
Perché !?!?!?

E' diventata madre da 8 lunghissimi minuti , e non le avete regalato neanche 40 secondi di silenzio! Silenzio !!!
Ho voglia di urlare... Zitti ! Fermi! E allora ricordo...ricordo le mie ostetriche in cucina, a fare colazione, che sussurravano, il rumore impercettibile dei cucchiaini sulla ceramica delle tazzine, ogni tanto spuntava una testa dall'ingresso della sala, nella penombra, per non disturbare, a controllare che tutto andasse come doveva andare, senza illuminare, scovolare, iniettare, ma pronte a farlo se fosse DAVVERO servito!

Uniformare aumenta il rischio non lo riduce! I danni talvolta però sono ad un livello sottile e profondo che non interessa, non interessa al medico che ora la fissa senza espressione, mentre infila i guanti, (non c'è lui oggi con lei ad accogliere la sua sottile umiliazione) non interessa ma è un danno devastante.
Torno giù, siamo ancora li, accerchiate.

Nonostante le mie suppliche al neonatologo, la piccina viene portata via, pochi minuti, ma fondamentali, in cui la mamma rimane nuda, vuota, stremata, a gambe aperte, testa leggermente inclinata come a scappare, le braccia distese lungo il lettino quasi non lo toccano, con uno sconosciuto del quale vede spuntare solo la testa, che non si è presentato, di cui non sa neppure il nome, che sta lì, sul sacro portale che ha appena dato alla luce la sua bambina.

Mi fermo qui, non vado oltre, non mi va, vi basti sapere che è andato tutto bene... Si, tra le lacrime di sconforto anche l'ostetrica lo ha detto alla mamma: "perché piangi? Non sei felice? Sei mamma... E' andato tutto bene, hai partorito naturalmente, non hai fatto epidurale, niente punti ... E' andato tutto bene."

No. Questo non è bene! Sveglia! Questo non è bene... Non credo che potrò mai più assistere ad una nascita in ospedale, non più ... Non dopo aver provato sulla mia pelle il rispetto e la dignità della nascita in casa. Mi sento svuotata e avvilita, sapevo ancor prima che partorisse che sarebbe andata così , mi ero preparata , me lo sentivo , i giorni che hanno preceduto il parto mi sono serviti a prepararmi ad accogliere quello che sapevo in fondo al cuore si sarebbe presentato, lo sapevo perché era rimasto forse addormentato nei miei ricordi, dettagli fastidiosi si sono ridestati e non mi lasciano gioire fino in fondo. Non mi piace ... La mamma piano piano dimenticherà, sentendo i racconti delle sue compagne di corso, comincerà a credere che sia tutto normale, e che anzi a lei sia andata molto bene, (ed è meglio così) ma io no. Il 99% dei miei contatti ha partorito così, se non peggio! Io ho partorito così! Per due volte, senza rendermi conto della ... miseria. Si ... la Miseria !! 

Giorni fa ero ad una nascita.
E' ANDATO TUTTO BENE... Ho visto una mamma nascere, una bambina venire al mondo, ho visto banalmente operatori sanitari applicare il protocollo, appiattire disperatamente l'emozione e l'energia che un parto scatena.
"Se per te non è un problema Sarina io i bambini li accolgo senza guanti" cit.
E non vi dico altro.

di Sara Venneri

***

A proposito delle evidenze scientifiche, voglio ricordare qui solo alcuni punti sanciti dalle Linee Guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in relazione al parto normale che si apre con un principio fondamentale: 

"Nel parto normale ci deve essere una ragione valida per interferire con il processo naturale".

Un estratto dalle 21 pratiche utili nel parto normale secondo le evidenze scientifiche nelle linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità (capitolo 6.1):

5.Rispettare la scelta informata del luogo di nascita.
6. Fornire assistenza durante il travaglio e il parto restando però in disparte ma sempre mantenendo al sicuro e rassicurando la donna.
7. Rispettare il diritto delle donne alla vita privata nel luogo del parto.
8. Supportare con empatia durante il travaglio e il parto.
9. Rispettare la scelta delle donne e dei compagni durante il travaglio e il parto.
10. Dare alle donne tutte le informazioni e spiegazioni che desiderano.
15. Lasciare piena libertà di posizione e di movimento durante il travaglio.
16. Promuovere la posizione non supina in travaglio.
21. Garantire il precoce contatto pelle a pelle tra madre e figlio e sostenere l’avvio dell’allattamento al seno entro 1 ora dopo il parto in conformità con le linee guida dell’OMS sull’allattamento.

Pratiche chiaramente dannose e inefficaci che dovrebbero essere eliminate (linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità capitolo 6.2):

5. Uso della posizione supina durante il travaglio
6. Uso di routine della posizione litotomica con o senza staffe durante il travaglio.

 

crediti immagine: iordani su Shutterstock

Sara Venneri

34 anni, mamma di tre, dirigente di un poliambulatorio privato accreditato a milano, che tra le altre cose si occupa di gravidanza, seguendo la donna durante l'intero percorso nascita, dando alle donne la possibilità, con il servizio sanitario, di essere seguite mediante un modello di assistenza di coopresenza medico/ostetrica.
...e Doula, sempre.

saravenenri@poliambulatoriomedica.it

Sito web: www.doulasara.it

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