Quando nasce una mamma?

Monia, l'autrice di Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane, scrive per noi questo divertente post in cui tra domande e ricordi ci racconta che fare la mamma non è un gioco di perfezione.
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Prima domanda: “Dopo quanto tempo nasce un bambino?” 

 

Semplice, no? Mia nonna avrebbe risposto 9 mesi (anche se all'epoca, in realtà, la speranza era che fossero davvero 9, perchè se si riducevano a 8 o addirittura a 7 potevano essere guai!), una mamma di oggi risponde 40 settimane. 42 se l'erede decide di fare la sua entrata trionfale nel mondo prendendosela comoda – come dargli torto? Se esiste il quarto d'ora accademico, esisterà pure il quarto di mese prenatale no?

Seconda domanda: “Dopo quanto tempo nasce una mamma?”

Eh... la risposta stavolta non è così scontata.
Sì, perchè mentre la nostra pancia lievita, il nostro seno si arrotonda e il loft affittato al nostro piccolo ospite diventa sempre più inadatto ai suoi volteggi galleggianti nel liquido amniotico, il nostro fisico si prepara a un “inizio”, ma non a un “compimento”. Ci prepariamo al grande salto, al primo tuffo del nostro piccino su questa terra, ma quello che sarà e quello che saremo non è ancora per niente chiaro.

Ho sempre affermato che mio figlio mi ha cambiato da dentro, lasciando la sua impronta perfetta sui miei organi imperfetti, lasciandomi il segno che davvero è stato lì, lui, piccolo miracolo in carne e ossa. Quello che ancora non capisco è come continua a cambiarmi da dentro pur stando fuori ormai da qualche annetto: avrà una sorta di telecomando che pilota le mie evoluzioni interiori? Una sorta di remote control del mio io più recondito?

Il fatto è che la risposta alla famosa seconda domanda non la conosco ancora; per adesso ho deciso di prendermela con calma (e anche questo è un bel cambiamento per la mia vita... io che me la prendo comoda? Ma quando mai?!), di prendermi tutto il tempo che mio figlio mi darà per diventare non la sua mamma perfetta, ma la mamma che ama-esattamente-così-com'è.

Nel frattempo, cerco di mantenere fede ad un'altra affermazione fondamentale, quella fatta in un soffio, quando me lo hanno poggiato sul petto per la prima volta ancora tutto sporco; le labbra chiuse a cuore e le ciglia scure, i capelli appiccicati alla testolina e le guance arrossate, ho pensato a quando mi avevano chiesto:”E da quando lo riporti a casa con te poi come fai?” In quel momento ho risposto, sospirando mentre sorridevo: “In qualche modo farò”.

di Monia Scarpelli, autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane

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