Quali sono le raccompandazioni per gli operatori nella gestione del parto?

L'assistenza in travaglio può influenzare il risultato di un parto. E se fare meno fosse la chiave vincente?

I bambini sono il vero gioiello di noi mamme, ma noi facciamo sentire ogni mamma un gioiello?

Il 6,9% dei bambini nasce prematuro, ovvero prima della 37° settimana di gravidanza, secondo i dati diffusi dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN) in occasione della Giornata Mondiale del Neonato Prematuro, il 17 novembre.

La maggior parte di questi neonati nasce dopo la 32° settimana mentre il 2% nasce prima di questo periodo cruciale dello sviluppo del feto. I dati diffusi registrano che la mortalità in caso di parto prematuro si aggira intorno al 10% per i bimbi nati dopo la 30° settimana e tra il 30 e il 35% per i nati prima.

Le cause della prematurità neonatale

Il termine “Rebirthing”, letteralmente “rinascita”, è strettamente connesso all’idea della nascita. Una delle teorie di base proposte dalla corrente di pensiero più vicina a Sondra Ray (tra i pionieri di questo metodo di crescita personale) afferma che praticando la “respirazione circolare” del Rebirthing, sia possibile rivivere esperienze legate alla propria nascita.

Il libro intitolato “Il Segreto della Personalità”, scritto da Sondra Ray e Bob Mandel, è un esempio dello stretto rapporto sopra citato. Infatti in esso vengono riportate testimonianze di persone che praticando Rebirthing hanno avuto modo di vivere esperienze legate alla propria nascita, in seguito alle quali hanno sentito che qualche aspetto della propria vita, che fino a poco tempo prima era fonte di disagio, non lo era più

L'ultimo capitolo del corso preparto di Monia Scarpelli si chiude con una considerazione sui cambiamenti interni che la gravidanza ti porta e su come puoi prendere questi doni per ricercare un'identità più vicina al tuo vero essere.

Rotolarsi sui tappetini blu della sala del corso pre-parto non è stato sempre e solo piacevole.

Non parlo delle paure che insorgono piano, come prime scosse di un furibondo terremoto, ma soprattutto del fatto che vieni a contatto con vite e realtà che non ti appartengono e sulle quali non sai che pensare.

La scorsa settimana abbiamo pubblicato un bellissimo racconto di parto in casa scritto dalla parte del papà. Oggi vi vogliamo far leggere l'altra parte della stessa storia, come ha vissuto la gravidanza e il parto la mamma di Irene.

LA GRAVIDANZA
Io e il mio compagno ci siamo conosciuti ad un seminario di rebirthing, qui abbiamo imparato quanto lo “scenario di nascita” influenzi profondamente la vita di ciascuno di noi. Così quando seppi di essere incinta cercammo qualcuno che ci aiutasse a vivere l’esperienza di diventare genitori in modo naturale dando la possibilità alla nostra bambina di venire al mondo nel modo meno traumatico possibile.
Volevamo addolcire il passaggio dalla vita intrauterina fatta di oscurità e suoni attutiti al mondo pieno di stimoli che tutti conosciamo.

Un papà racconta il parto in casa di sua figlia, l'impazienza, l'emozione, le lacrime. Un momento che rimarrà scolpito nei ricordi e un'immagine, quella di sua figlia che nasce, che non sarà mai descrivibile con le parole.
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Quando scoprimmo che sarebbe arrivato un bambino, io e Barbara fummo subito molto felici, ma quando Barbara mi disse che avrebbe voluto partorire in casa la mia prima reazione non fu molto positiva.

Godetevi questo splendido racconto di nascita settembrina appena arrivato, a cura dell'ostetrica Rosanna, che lo ha assistito.

Alle 10 del mattino del 7 settembre Celine mi chiama e mi reco da lei...abitano in una casa che hanno costruito da soli in legno che si estende intorno ad una quercia di 140 anni...nel toccare questo vecchio enorme tronco si arriva a sentire le vibrazioni della vita, delle generazioni che passano....ha delle contrazioni deboli e allora decidiamo di andare insieme a raccogliere le carote e le cipolle....un sole settembrino carezzava questa natura imponente!

Nel convegno che si è svolto a Las Palmas di Gran Canaria nel 2010 sulla Salute Primale, cioè dal concepimento al primo anno di vita, si è parlato di molti argomenti importanti. Intanto il tema degli ormoni, che sono causa e conseguenza di molte reazioni fisiche durante

 

Si è svolto nell’ultimo weekend di febbraio, nello splendido scenario dell’auditorium di Las Palmas di Gran Canaria, il convegno che ha visto convergere professionisti e appassionati della nascita da tutti gli angoli del mondo. Circa 1.000 convenuti, da tutta Europa, principalmente dalla Spagna, che ospitava, ma noi abbiamo incontrato e scambiato chiacchiere e considerazioni anche con persone provenienti dal Sud America (una presenza grossa dal Brasile), dagli Stati Uniti, dall’India, da Israele.

Il convegno era entusiasmante. Voluto ed organizzato da Michel Odent, aveva un taglio fortemente scientifico ed era pensato per medici ed ostetriche principalmente.

Gli ormoni…una sorta di Deus ex machina?

Il tema a mio avviso che è maggiormente emerso è che le nostre azioni, i nostri comportamenti, le reazioni, gli atteggiamenti, sono fortemente legati ad un aspetto chimico che riguarda il nostro corpo: gli ormoni.

La produzione e il livello degli ormoni, nella madre e nel bambino, nei primi mesi di vita, possono essere sia la causa che la conseguenza di reazioni fisiche che determinano il grado di salute nello sviluppo fisico, psichico ed emotivo.

Questa è una nuova frontiera di studi scientifici che vengono intrapresi in varie università e relativamente a vari ambiti perinatali (ma anche non perinatali): il travaglio e il parto (somministrazione di farmaci, ormoni sintetici, analgesia, modalità del parto, etc.) e la cura del neonato (la separazione madre bambino, il tipo di cure erogate al bebè, etc.).

Ciò che è estremamente interessante è che certi temi che per alcuni risultano intuitivamente ovvi e per altri appaiono ininfluenti dal punto di vista degli esiti fisici e di salute, come il contatto pelle a pelle, il rispetto della fisiologia della nascita, etc. sono ora analizzati con rigorosi approcci scientifici di misurazione su vasta scala di parametri vitali e non. Il riscontro di queste misurazioni e analisi mostra che modalità diverse, che in apparenza hanno esiti simili (es. dati due neonati, nati sani, ma in modalità diverse: taglio cesareo vs parto vaginale, o vaginale indotto con ormoni sintetici o non indotto, o vaginale con anestesia farmacologica o senza, etc.) in realtà mostrano indicatori diversi sia nella madre che nel bebè, in termini di capacità di termoregolazione, livelli ormonali, indicatori di adattamento, che appaiono avere delle correlazioni con la tendenza a sviluppare patologie, o sviluppo di abilità cognitive diverse nel corso della vita.

La diade mamma bebè: contatto pelle contro pelle

Grazie alla estensiva dissertazione e alle evidenze sul tema dell’impatto ormonale sul benessere di madre e bambino, impatto ormonale scatenato dal rispetto o meno della fisiologia, mi pare che un grande insegnamento per i medici presenti sia stato: l’importanza del contatto pelle a pelle tra madre e neonato. I risultati scientifici delle ricerche sono tali da mostrare un’efficacia incomparabile nel trattare i neonati prematuri con la marsupio terapia (cangaroo mother care), ovvero il contatto pelle contro pelle del bambino con la madre in particolare, rispetto all’uso delle incubatrici, ad es., ma anche in assoluto su neonati che non presentano prematurità. Il contatto pelle a pelle con il padre non risulta efficace come quello con la madre, perché la madre ha assetti ormonali “sintonizzati” sul bebè che consentono una capacità di regolazione che risulta ottimale per l’adattamento metabolico e lo sviluppo del bambino, non si rileva altrettanto con il padre.

L’episiotomia: la mutilazione dei genitali femminili non è solo in Africa …

Tra gli ospiti, Michael Stark, padre della moderna e più sicura tecnica del cesareo, è intervenuto su due temi: l’episiotomia e il taglio cesareo.

Sull’episiotomia, il taglio per allargare l’orifizio genitale femminile durante il parto, in un intervento in cui ogni slide era supportata dai riferimenti agli studi più recenti, conclude che nessuna delle ragioni che hanno portato negli anni all’introduzione dell’episiotomia (avvenuta nel 19° secolo) è risultata nei fatti avvalorata. L’episiotomia sembra una pratica che si sta riucendo a livello mondiale, ma numerosissimi sono ancora gli ospedali dove è praticata di routine, e raggiunge tassi del 70%. Inoltre viene in moltissimi posti utilizzata, anche se non in modo ufficiale, come tecnica per insegnare la sutura ai giovani chirurghi…

Ormai esistono 25 anni di storia documentata in cui emerge che: l’episiotomia non salva il perineo, previene lacerazioni di 1° e 2° grado, ma aumenta il rischio di lacerazioni di 3° e 4° grado. Inoltre l'episiotomia non evita il prolasso delle pelvi, le evidenze non mostrano riduzioni della durata del periodo espulsivo, né migliori apgar, aumenta le perdite ematiche e quindi il ricorso a trasfusioni, incrementa la morbilità materna, aumenta il dolore e la dispanuria post partum e la richiesta di taglio cesareo elettivo nel parto successivo.

In alcuni paesi (Brasile e Messico ad es.) vi è l’abitudine al cosiddetto “husband stitch” cioè “il punto di sutura del marito”, cioè il perineo viene cucito con un punto in più, rispetto all’originale fisiologia, per ridurre l’apertura della vagina, questo garantirebbe un maggior piacere al maschio nel rapporto sessuale… questa testimonianza è stata portata dalle ostetriche di quei Paesi.

Il Taglio Cesareo non è un'alternativa al parto vaginale

Sul Taglio cesareo, Stark, che ha 2 figli e 3 nipoti, tutti nati da parto vaginale, afferma che il taglio cesareo non è un’alternativa al parto per via fisiologica, e che una richiesta di taglio cesareo elettivo da parte di una donna, in genere giunge perchè i medici che hanno affiancato la donna non sono stati in grado di cogliere le sue vere esigenze e di spiegare la vera natura e le implicazioni del taglio cesareo, i benefici del parto fisiologico e offrirle un’assistenza adeguata.

La sua è stata una vera e propria lezione sulla tecnica corretta per eseguire un taglio cesareo.

Stark afferma che in un futuro molto vicino, il taglio cesareo sarà l’unica occasione per un medico di vedere un’operazione in laparotomia, perchè ormai la chirurgia si avvia verso l’utilizzo di tecniche robotiche che utilizzano sonde che non necessitano di aprire il corpo del paziente, ma entrano attraverso i vari orifizi.

Aderenze per la mamma e cicatrici sul neonato: spie di taglio cesareo non ben eseguito.

Il postulato di partenza, per Stark, è che il taglio cesareo è un intervento che, come qualsiasi altro, necessita di una cura ad ogni minimo dettaglio. Sono cruciali anche dettagli in apparenza insignificanti, come, ad es., in quale posizione il chirurgo deve operare, rispetto alla paziente, a seconda che sia mancino o destrorso, in quale verso vada infilato l’ago per ricucire, etc. Perché i dettagli hanno un grosso impatto in termini di traumi che possono generare complicazioni (es. lacerazioni maggiori di quelle necessarie, lesioni della vescica, etc.), e vanno pianificati con cura e conosciuti per meglio agire nelle situazioni di emergenza, dove è più difficile fermarsi a riflettere.

Dalla sua lezione e dalle conclusioni espresse, è inoltre emerso che la formazione di aderenze post cesareo, come il taglio involontario del neonato, sono il risultato di un uso non corretto della tecnica di cesareo. In particolare le evidenze scientifiche mostrano che le aderenze non sono correlabili ad alcun tratto caratteristico della persona (tipo di tessuti, anamnesi, etc.), mentre sono correlate al tipo di tecnica utilizzata.

Il Grande Assente: il taglio ritardato del cordone ombelicale

A mio avviso il grande assente è stato il tema degli effetti del taglio del cordone (taglio immediato, ritardato o non taglio). Tutti i professionisti, a fronte della domanda, affermavano che l’evidenza scientifica e la buona pratica impongono di attendere almeno 3 minuti prima del taglio del cordone. Nel caso degli Stati Uniti si afferma che ciò viene fatto a meno che non vi sia necessita’ di rianimazione del bambino.

Il Pediatra brasiliano Professor Ricardo Chavez, in una tavola rotonda, ha trattato il tema del taglio del cordone e ha suscitato la domanda su come comportarsi tra donazione del sangue del cordone, che impone il taglio immediato e il taglio ritardato. Chavez ha affermato che occorre interrogarsi molto anche sul business che si è ingenerato intorno alla conservazione del sangue cordonale, che le evidenze scientifiche sono molto chiare nell’affermare che la riserva di sangue della placenta ha un valore importante per la salute del neonato, che la donazione pertanto abbia senso quando c’è un membro della famiglia in età pediatrica che potrebbe beneficiarne. In caso contrario, quel sangue serve soprattutto per la costruzione della salute del bambino a cui appartiene.

Stark afferma che nei taglio cesareo lui recide subito il cordone, che non vi sono studi al momento sul tema del taglio del cordone nel parto cesareo, ma che vi sono medici che stanno sperimentando il taglio ritardato.

Resoconto a cura dell’Associazione Parto Naturale (www.partonaturale.org)

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