La moltiplicazione delle voglie: two pregnants is megl' che one!

Con un sorriso sulle labbra, scopriamo in questo simpatico racconto di Monia, quello che è capitato un po' a tutte in gravidanza: qualche strappo alla regola, pensando che, una volta nato, al bimbo certe schifezze non le avremmo mai concesse!...

Sole di primavera in cielo e aria nuova intorno, con due pance a giro per il polmone verde della loro città.

Le pance sono la mia e quella della mia amica Fra; la mia più pronunciata, la sua in via di sviluppo (e che sviluppo avrebbe avuto di lì a poco, con quelle due monelle che la gonfiavano come un pallone aerostatico!).

Siccome la vita è strana e le coincidenze a volte ci stupiscono, io e una delle mie migliori amiche siamo in stato interessante quasi in contemporanea e dato che il nostro interesse si spinge oltre la nostra pancia, fino a quella dell'altra, la nostra felicità si sparge a macchia d'olio quando siamo insieme. Purtroppo, però, lo stesso fanno le nostre voglie...

 

Camminiamo e ridiamo, diciamo frasi sconnesse, io respiro un po' affannosamente dopo il primo tratto della camminata del parco, ma proseguiamo in questo giro festoso come se fosse una parata: altro che sbandieratori, siamo due donne originariamente di circa 50 kg di media che portano a spasso ben tre pargoli scalcianti. Mica male no?

Quello che sentiamo sulla pelle non è ancora il caldo estivo che ti fa sudare e soffrire, è più un tepore, una coccola calda da nido e piume di uccellini che ricoprono le loro uova, ma è sufficiente per fornirci la scusa per un gelato.

“Un bel gelato!” Ci guardiamo sorridendo

 

Sedute su una panchina, ci godiamo il nostro cono mentre parliamo di altri appetiti culinari, per finire sulle patatine croccanti da fastfood; e siccome la vicinanza di due donne, qualunque sia l'argomento della discussione, funziona da acceleratore, la voglia di mangiare qualcos'altro s'impossessa di noi e finiamo il pomeriggio ad uno dei tavolini all'aperto del McDonald più vicino:

 

“Ah! Quando saranno nati i piccini mica ce li portiamo a mangiare queste schifezze!”

“Eh no...”

“E poi tutto questo fritto...”

“E quest'odore...”

Poi ci guardiamo negli occhi e ci scopriamo entrambe con l'indice unto e salato in bocca:

“Mamme degeneri!”

Ed è la certezza che non lo saremo affatto, o almeno non così tanto...

 

di Monia Scarpelli, autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane

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