Stress. Una parola che sentiamo così spesso che quasi non ci facciamo più caso.
Corriamo indaffarati per cercare di portare a termine tutte le attività giornaliere, richiedendo al corpo e alla mente un notevole impegno. Alla sera, magari dopo che i figli sono entrati nel mondo dei sogni, ci lasciamo andare esausti sul divano o direttamente sul letto.
Immaginate la scena e come colonna sonora aggiungete un bel sospiro. Ecco, proprio il sospiro dovrebbe aiutarci a riflettere perché è il segnale che finalmente “prendiamo fiato”. E questo accade intorno alle 22, se va' bene. Non è un po' troppo tardi? Se ci siamo alzati alle 7 del mattino, prendere fiato dopo 15 ore è sicuramente eccessivo. Significa che siamo stati in attività e tensione per tutto questo tempo.
Se giorno dopo giorno ci lasciamo trasportare da questo ritmo, accumuliamo molta fatica e stanchezza fisica e mentale, ma soprattutto allontaniamo sempre più la possibilità di rilassarci.

Non sempre i nostri bambini hanno la bella opportunità di avere vicino un orto, in cui osservare il nascere di una pianta ed il suo ciclo vitale. Eppure il valore educativo insito nella natura e nelle sue leggi non è da sottovalutare, e nemmeno l’importanza di riconoscere almeno una parte del processo che sta dietro al cibo che ci troviamo sulla tavola, da cui ormai ci divide una distanza abissale.

Un’opportunità di avvicinarci, almeno in parte, ad entrambi questi aspetti, in casa e in modo semplice, ci viene dalla coltivazione di germogli, che si può praticare con pochi materiali di base e che non solo ci svela il meraviglioso ciclo che trasforma un seme “dormiente” in una piccola pianta, ma ci fornisce anche un cibo estremamente nutriente e ricco di vitamine, minerali ed enzimi, perfetto per tutti e ancor più per i bambini che mangiano malvolentieri la verdura! Un vero e proprio piccolo concentrato di salute.

Si è conclusa da qualche giorno una bella mostra dedicata a Paul Klee e al suo "spirito dell'infanzia", ovvero a quella passione che lo ha portato a esplorare i tratti tipici dei bambini, passione che ovviamente è nata con l'arrivo di suo figlio. Caterina Lazzari è andata a visitare la mostra per noi.

“Anche i bambini conoscono l’arte e ci mettono molta saggezza! Quanto più sono maldestri, tanto più ci offrono esempi istruttivi. Se oggi si vuole procedere a una riforma, tutto questo è da prendere molto sul serio, più sul serio di tutte le pinacoteche del mondo.”

L'arte spiegata ai bambini

Settembre 08, 2011

“Questo lo sapevo fare anche io…”
Prima  che sia troppo tardi e prima che qualcuno accanto a voi o a vostro figlio (o addirittura voi stessi) possiate pronunciare:”-Questo lo sapevo fare anche io!-“ ho deciso di comporre un piccola lista di suggerimenti per i visitatori (grandi e piccoli) di musei d'arte contemporanea che si trovino in imbarazzo nel guardare un'opera o nel cercare di spiegarla alla propria prole.

L'arte spiegata ai bambini: Una guida all’arte, ai musei e alle cose belle da conoscere per tutta la famiglia!

Punto primo:

Ci sono binomi davvero indivisibili, bimbi e natura è uno di questi, i bambini entrano nella natura, si immergono nella natura, scoprono le meraviglie della natura, si nutrono di natura. Anche gli adulti in realtà si accorgono presto di come si rasserenino subito quando si trovano in un bel luogo naturale, e spesso praticano sport all'aria aperta, soprattutto d'estate, per recuperare questo legame ancestrale.

Quello del sole è un tema delicato. Riguarda la salute in primis, ma anche le abitudini, le possibilità ed il modo di vivere il tempo estivo con i nostri figli.
Vi propongo per condividerle le mie riflessioni e l’esito delle mie ricerche di mamma (e non addetto ai lavori!!), in una materia che definire complessa è poco, in cui le ricerche scientifiche divergono ed in cui non esiste una soluzione perfetta, ma solo un possibile equilibrio, molto personale.

Come spiegare la morte ai bambini? In questo articolo Barbara Motolese racconta come ha mosso i primi passi in questo difficile argomento con sua figlia di 5 anni.

Ogni giorno qualcosa ci arriva in dono, sta a noi scegliere come prenderlo e in cosa trasformarlo. Questo concetto è spiegato benissimo nel film Cast Away che ho visto tempo fa, un uomo naufraga su un'isola e cerca di sopravvivere, il mare ogni giorno gli restituisce qualche dono finchè lui riesce a metterli insieme e costruisce una zattera, si avventura in mare e viene recuperato da una nave. Tornato a casa scopre che sua moglie nel frattempo si è risposata e si è costruita una famiglia e lui è diventato un po' un disadattato ma sa che il giorno dopo il mare gli porterà qualche altro dono.

Ecco un crafty-gioco semplice semplice, uno dei preferiti dei miei bambini, per queste belle giornate sulla spiaggia. Non servono colla, forbici, colori. Serve una spiaggia e immaginazione quanto basta.

Il gioco l’ha inventato Martina e l’ha chiamato “Vetrini”.

Fastidiose, irritanti, onnipresenti, è cominciata la stagione delle zanzare!

Quale mamma non fa di tutto per proteggere il proprio bambino dalle odiose punture?
Attenzione però che la soluzione non sia peggiore del problema … proviamo a dare un’occhiata consapevole (e non ;-) ) ai rimedi di cui avvalerci.

Per cominciare mi sento di suggerire molta cautela nella valutazione dei dispositivi commerciali più diffusi.

Ci sono svariati momenti in cui è possibile introdurre l’inglese nelle routines del bambino piccolo, legandoli alla pappa, alla pulizia, al sonno....tuttavia si può utilizzare l’inglese anche solo per giocare insieme e coccolarsi.

Tra i giochi che io e i miei bambini preferiamo ci sono quelli che prevedono il solletico e le dita (classicamente, indice e medio) che come due gambette corrono sulla pancia e le braccine. Una delle filastrocche tradizionali inglesi che si possono introdurre con questi giochi è “Round and round the garden”, le cui parole sono:

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