I bambini, il cibo e le... scelte giuste

Quando ho scoperto, grazie a Genitori Magazine, la locandina che vedete sotto, sono davvero trasalita: siamo arrivati al punto che i cibi industriali sono considerati più sicuri e quindi più sani di quelli naturali... e che a dirlo sono i pediatri. Mi sembra quasi di tornare indietro nel tempo, negli anni '60-'70 quando la pubblicità cercava di farci credere che il latte artificiale fosse migliore di quello materno.

Per fortuna da allora molta strada è stata fatta e ora tutti sanno che l'allattamento è il modo migliore di nutrire il proprio bambino, ci sono ancora grossi vuoti da colmare, vuoti informativi e di supporto alle mamme perchè l'allattamento materno diventi davvero la normalità ma siamo sulla strada giusta.

Ora però, se è vero che una buona percentuale di bambini viene alimentata con latte materno almeno fino ai 6 mesi di vita, quello che succede dopo è davvero sconvolgente.
Molte mamme sono ormai convinte che gli alimenti per l'infanzia siano un passaggio necessario dell'educazione alimentare dei figli e seguono precise tabelle di integrazione dei cibi solidi in cui è specificata anche la quantità di cibo che deve essere ingerita.
Così come il ciuccio e il biberon sono considerati oggetti essenziali nella crescita di un figlio, allo stesso modo gli omogenizzati, i biscottini e le pappette sono considerati un passaggio obbligato.

Locandina FIMP svezzamento

Ho sempre pensato che molti genitori avessero un problema di praticità e scegliessero i cibi industriali perchè sono più comodi, veloci, funzionali, soprattutto quando ti trovi fuori casa. Ma ultimamente mi sto accorgendo che qualcosa è proprio cambiato nella nostra cultura. Conosco molte mamme che hanno scelto di occuparsi completamente dei propri figli, mamme che hanno un figlio solo e dedicano quindi il proprio tempo alla cura di tutti gli aspetti della vita del bambino eppure, eccetto rare eccezioni, anch'esse utilizzano i cibi industriali poichè li considerano migliori sotto l'aspetto nutrizionale, maggiormente bilanciati, più sicuri, più controllati.

Cogliere l'occasione di migliorare

Io non sono mai stata un'amante della cucina, non è passato molto tempo dagli anni in cui vivevo da sola rincasando alle 20 dal lavoro e mi alimentavo principalmente di sottilette, sofficini e 4 salti in padella. Poi quando ho conosciuto mio marito ho iniziato a provare un certo gusto nel preparare cenette sfiziose ed elaborate (l'impegno c'era, non sempre il risultato!) e ho spolverato il manuale di Suor Germana e il Cucchiaio Verde, doni di due genitori amanti del cibo sano e fervidi sperimentatori culinari.

L'arrivo dei figli ha portato l'occasione per migliorare la tavola di tutta la famiglia dedicando più tempo alla preparazione dei cibi ma soprattutto scegliendo ingredienti il più possibile "sani". Con due bambini a distanza di due anni e quasi nessun aiuto familiare era davvero una sfida e spesso ci accontentavamo di una pizza da asporto ma dentro di me era sempre presente, e lo è tutt'ora, il pensiero che l'educazione al cibo sia parte fondamentale delle cure che riserviamo ai nostri figli.

Sano e naturale
"cibi sani", "ingredienti naturali", "privi di...", "con l'aggiunta di...", ma cosa vogliono dire davvero queste espressioni?
Nulla!

Per avere la certezza di mangiare bene abbiamo bisogno di più elementi insieme:

- filiera corta: più conosciamo personalmente il produttore più abbiamo la sicurezza di come vengano coltivati gli ortaggi e allevati gli animali. Se non avete produttori vicini potete affidarvi ai Gruppi di acquisto Solidale (Gas), alle certificazioni, ai mercati di produttori. E' necessario un'impegno di tempo ma non cambierete negozio di verdura tutti i giorni, no? Quindi una volta scelti quelli giusti siete a posto!

- biologico: i produttori biologici hanno un regolamento a cui attenersi e vengono verificati da controlli accurati. Non è vero che ci mettono lo stesso quello che vogliono, non è vero che "tanto ormai è tutto inquinato", anzi semmai è un motivo in più per sceglierlo. Non è vero che costa il doppio, bisogna solo trovare il posto migliore per acquistare. Non è vero che i controlli sono falsi, se così fosse basterebbe richiedere controlli più trasparenti.

- semplice: più il cibo è semplice e integro più sarà facile vedere ad occhio nudo se ha qualche difetto, se è fresco, se è stato conservato bene. I cibi pronti non danno questa garanzia, meglio farsi tritare la carne sul momento che comprare la trita già fatta. Meglio farsi la minestra con 4 verdure fresche che comprare il minestrone surgelato da 14 verdure. Anche perchè le verdure migliori sono quelle che crescono nella stagione, in inverno ci sono ortaggi che scaldano, in estate c'è la frutta molto acquosa e via dicendo, comprare verdura di stagione e locale ti da la garanzia che sia stata raccolta matura e che non sia stata conservata per lungo tempo o che abbia viaggiato per il mondo prima di arrivare in tavola (con tutti i problemi di conservazione che questo comporta).

- seguire uno schema: io non sono molto metodica, fare un menu non avrebbe funzionato per me, però ci tengo a non mangiare sempre le stesse cose perciò durante la settimana cerco di spaziare tra i vari cereali (riso, pasta, orzo...), alternare le proteine cercando di metterne in tavola una sola per volta, utilizzare tutte le verdure di stagione (anche quelle solitamente non gradite ai bambini come le cime di rapa), concedersi delle chicche sfiziose come la pizza al sabato sera o la torta la domenica.

- crudo è bello: molte mamme sono preoccupate che i bambini assumano le necessarie proteine, ma a ben pensarci le proteine sono in quasi tutti i cibi che usualmente prepariamo, invece dovremmo preoccuparci sicuramente di più delle vitamine e dei sali minerali, le prime vengono spesso distrutte nella cottura e i secondi dai processi di raffinazione.

- integrale: io odio la pasta integrale, eccetto rare eccezioni trovo che sia una mortificazione della pasta ma al contrario amo il riso integrale, gustoso per natura, e adoro il pane integrale soprattutto quando è fatto con più farine insieme. Non è necessario mangiare sempre e solo integrale ma inserire alcuni alimenti integrali nella nostra cucina è solo questione di abitudine e di conoscere qualche ricetta giusta. I cibi integrali sono ricchi di tutti quei nutrienti di cui abbiamo bisogno e riequilibrano l'intestino.

- il prezzo: il cibo di qualità costa! Chiunque abbia provato a coltivare un'orto o allevare un maiale sa che il tempo e la cura che riservi a tutti i passaggi sono l'unica garanzia per avere del cibo di qualità. Questo discorso vale per qualsiasi cosa ma sul cibo c'è un'incentivo in più, mangiare bene è elemento fondamentale per essere in salute e questo è ancora più vero quando si parla di bambini.

Il cibo è un piacere
Avete mai assaggiato una pappetta fatta con la farina di mais e tapioca? Io sì, fa schifo! E lo stesso molti altri cibi per l'infanzia, oppure sono superdolciastri o hanno una consistenza melmosa.
Se è vero che il cibo è un piacere perchè non dovrebbe esserlo per i bambini che sono curiosi di tutto?
Io ho avuto sempre il piacere di stare a tavola e desideravo che anche i miei figli ce l'avessero per questo non ho mai utilizzato il cibo come punizione ma neanche come premio, non ho mai obbligato i miei figli a mangiare o a finire il piatto e ho aumentato gradualmente il tempo che loro passavano a tavola, invitandoli a fermarsi con noi o a venire in braccio se avevano finito. Non avevo ansia che si riempissero la pancia perchè sapevo che si sarebbero rifatti con la poppata successiva.
Tra i 6 mesi e l'anno il cibo era un piacere per loro perchè potevano toccarlo, assaggiarlo, manipolarlo. Da uno a 3 anni circa hanno cominciato a scoprire via via più pietanze e a rivelare i propri gusti, non erano obbligati ad assaggiare ma guardavano e imitavano gli adulti, inizialmente passavo o trituravo le pietanze un po' di più per loro ma difficilmente mi trovavo a cucinare qualcosa di diverso, un po' per praticità, un po' per scelta.

Ogni bambino è diverso...veramente!
Ora i miei figli hanno entrambi un buon rapporto con il cibo e credo quindi di aver fatto un buon lavoro in questo, ma un tocco di fortuna sicuramente mi ha aiutato, nessuno dei due ha mai dimostrato esigenze particolari o difficoltà.
Spesso ci diciamo che ogni bambino è diverso però poi le tabelle di svezzamento sono tutte uguali, non tengono conto del singolo individuo, è il compito del genitore quello di valutare di volta in volta come comportarsi con i propri figli, facendo un passo indietro quando ci si accorge di non essere nella direzione giusta.
Alcuni bambini imparano più in fretta di altri a deglutire il cibo solido, oppure sono più frettolosi, altri sono più contemplativi e hanno biosogno di essere invogliati, altri ancora utilizzano il rifiuto del cibo per comunicarci qualche altro problema. Fare confronti in questo campo come negli altri non ha significato se non quello di generare ansia e frustrazione sia nei genitori che nei bambini.

Gli unici strumenti che i genitori hanno a disposizione sono l'informazione e l'attenzione...usiamoli!

 

di Barbara Motolese

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