Favole di fantasia... e meno male!

Vi sembra che fiabe e super eroi di questi tempi (tra Winx e Ben10) siano peggio di quelli a cui eravamo abituati noi?Vediamo cosa ne pensa una mamma....

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Diciamocelo: essere cresciuti mentalmente sani e nonostante tutto, per la nostra generazione, è stato quasi un miracolo. Noi genitori – io per prima – paventiamo il momento in cui i nostri piccini cominceranno a volersi trasformare in uno degli alieni di Ben10, seminando per casa mostruosi Gormiti come Pollicino faceva con le sue briciole; oppure immaginiamo le nostre piccine infatuate delle Winx, che sognano quegli abitini succinti, i lunghi capelli e i tacchi appena accennati. La cara e vecchia Lolita la prenderebbero di tacco... appunto!

Forse è vero che i cattivi di adesso sono più cinici e un po' meno sempliciotti di quelli con cui ci scontravamo noi da bambini, però anche noi non eravamo messi così bene...

Una buona metà delle nostre principesse era orfana - in genere di padre dopo che il poveruomo era rimasto vedovo – e la matrigna la voleva schiavizzare nel migliore dei casi e uccidere nel peggiore.

Quella sadica della matrigna di Biancaneve era una megalomane che si credeva la più bella del reame e che voleva il cuore della figliastra come prova della sua morte. CSI al confronto sembra “Tre cuori in affitto”.

Il padre di Bella, tornando da un viaggio, ruba una rosa per la figlia, dove? Dalla siepe di un castello abitato da una bestia mostruosa.

La bella addormentata arriva a sedici anni e si punge con l'ago dell'unico fuso rimasto in circolazione, perchè alla festa del suo battesimo suo padre, il re, non aveva invitato la strega più potente del regno.

Hansel e Gretel si fanno tentare da una casa intera di marzapane e per poco non finiscono in forno.

Infine, la piccola Cappuccetto Rosso ne combina di tutti i colori: disubbidisce alla mamma, espone la nonna al pericolo del lupo – che infatti, poi, la mangia – si fa mangiare a sua volta, annoiando prima il lupo con una serie di domande che avrebbero fatto innervosire il placido Ciccio di nonna Papera e, infine, fa uccidere e scuoiare il lupo dal primo cacciatore di passaggio.

Per non parlare dei cartoni animati: una serie di sventure, di orfani, di malinconia e di robot che – alleluja – almeno combattevano il male. Forse per questo preferivo Mazinga Z al dolce Remy...

Quindi, lo dico innanzitutto a me stessa, facciamo uno sforzo e diamo un'occhiata più indulgente alle storie che appassionano oggi i nostri bambini e, per favore, scrolliamoci di dosso quella che la meravigliosa Claudia De Lillo chiama “la sindrome di Pollyanna” (la bambina orfana in sedia a rotelle, programmata per trovare il lato positivo della sfiga e per istillare la sua gioiosa sindrome): tanto buon senso, meno sensi di colpa e felicità-a-tutti-i-costi... se un giorno non ci va di sorridere chissenefrega! La vita non è sempre una cosa meravigliosa, l'importante è sapere che per la parte buona ci sarà sempre spazio.

di Monia Scarpelli, blogger e autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane

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