Mamma, mettimi YouTube!

By Giugno 27, 2011

I nativi digitali, i nonni, il cyberbullismo e il cellulare: che minestrone... come regolarsi con i figli e l'uso delle tecnologie? noi di Genitori Channel siamo state di recente ad un appuntamento in cui si trattava proprio questo tema. Ecco alcune riflessioni di Barbara Motolese al rientro...

***

 

Mia figlia, 5 anni, si affaccia al mio studio...
"Mamma, cosa fai?"
"Lavoro"
"Sì ma costa stai facendo?"
Ancora una volta la sua comprensione di ciò che la circonda si è allargata e la mia risposta "standard" non la soddisfa più, allora la faccio sedere vicino a me, le apro qualche sito web che penso possa piacerle,lei osserva meravigliata poi mi chiede di stamparle la Pimpa per colorarla e se ne va via tutta contenta.

Io rimango lì ad interrogarmi su come affronterò le sue prossime domande sul computer e su internet, su cosa permetterò e quando, su cosa sarà necessario vietare e perchè.
Proprio di questi temi si è parlato giovedì sera in occasione del primo appuntamento con Vodafone Time, la serie di aperitivi “social” pensata per approfondire i principali temi legati al mondo digitale.
E' stata una bella chiacchierata, non tanto per ricevere le solite risposte preconfezionate ma per farsi delle domande, sul presente e sul futuro dei nativi digitali, i nostri figli, ovvero la prima generazione a nascere e crescere immersa nella tecnologia e nel mondo internet.

Alla serata è stata invitata anche la nostra Antonella Peschechera (Antonella è nel dietro le quinte di molte iniziative, realizzazioni e idee di Genitori Channel) che ha raccontato le prime esperienze dei suoi figli con il suo IPhone e ci ha rivelato una sua estate di tetris-dipendenza quando i figli erano ancora molto lontani (lo confesso, anch'io ero tetris-dipendente!).

Lia Celi, invece, mamma di 4 figli, dai 3 ai 14 anni, ha ricordato di come oggi internet sia un veicolo di comunicazione con il mondo, fondamentale per le neomamme.

Ci siamo poi interrogati, grazie anche agli interventi del pubblico, di come (e se) intervenire nel rapporto tra adolescenti e internet, è giusto per esempio lasciare che una ragazza di 15 anni appena tornata da scuola si chiuda in camera a chattare con gli stessi amici che ha lasciato poco prima?

Uno degli spunti più concreti è stato quello di offrire delle alternative, e lasciare che sia poi il ragazzo stesso a scegliere, osservandolo da lontano per cogliere eventuali segni di disagio o dipendenza. Questa soluzione presuppone però una buona conoscenza della rete e dei suoi meccanismi, oltre che dei suoi lati "ombra".

In effetti ciò che fa paura in generale è ciò che non si conosce e in questo senso la scuola non è di grande aiuto, poichè molti hanno fatto notare l'inadeguatezza dell'ora di informatica e la poca preparazione degli insegnanti in materia di internet.

A me non rimane che aspettare e osservare, rispondendo alle domande di mia figlia, proponendole attività di vario tipo, dalla passeggiata nel bosco al sito web della Pimpa, dalla panificazione in casa all'utilizzo di wikipedia...sono curiosa lo ammetto di vederla crescere ma allo stesso tempo sono contenta che tutto succeda giorno per giorno e mi dia il tempo per "digerire" i suoi cambiamenti che a volte arrivano così all'improvviso da lasciarmi senza parole.

 

 

Vodafone InFamiglia nasce con lo scopo di agevolare la famiglia nella sua interazione e comprensione delle nuove tecnologie, come spiega bene Manlio Costantini di Vodafone in questa intervista:

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