Non voglio andare a scuola!!!

“Una scuola a misura di bambino” è lo slogan che viene ripetuto e scritto in tutte le comunicazioni che la nostra scuola materna fa ai genitori quando si accingono ad inserire i bambini in questo nuovo mondo… ho fatto 3° inserimenti in 6 anni, purtroppo mi sono accorta subito che lo slogan era incompleto, quello giusto è "Una scuola a misura di bambino… Purchè il bambino sia quadrato!"

L’unica cosa in cui l’affermazione calza a pennello, quando guardo questa materna di un paese satellite di Milano, sono gli spazi: quelli sì sono davvero piccoli, a dimensione di bambino, perché gli adulti si pesterebbero i piedi, invece loro c’entrano lo stesso tutti e 25 in piccole aule, proprio loro che, anche se sono piccoli, hanno energia e voglia di scorrazzare e muoversi… ma quella è una scuola a misura di bambino: spazi piccoli come loro.

Fosse quello il problema maggiore…

imparare, stare con altri bambini, fare cose nuove è una cosa che è nel programma genetico dei bambini, proprio come per noi non è l’ozio nel programma genetico, ma il fare. Lo sanno bene i carcerati delle nostre prigioni (sentivo giusto poco fa un’intervista alla radio) che passano le loro giornate senza poter svolgere alcune attività e vanno fuori di testa per questo…

 

Ma allora perché mia figlia a distanza di 1 mese dall’inserimento, deve uscire di casa disperata ripetendo la nota frase “Non voglio andare a scuola!”?…è passato un mese, tanto è bastato per rendersi conto che la scuola non è come se l’era immaginata: un posto creativo, divertente, dove si scoprono cose nuove… piuttosto è un posto dove si sta scomodi, dove tutti i giorni è la stessa solfa: “disegnate, colorate, fate il puzzle, giocate fra voi…” ma quando le tiriamo fuori la pasta di sale, i colori con i pennelli, la colla le forbici, le stoffe, la sabbia, i tappi colorati, e fiabe messe in scena o raccontate ad alta voce...? La scuola sarà pure senza soldi, ma non servono i soldi per trovare delle attività quotidiane di stimolo ai bambini.

Qui a novembre il giardino è off limits… ci sarà la temperatura che c’è in Norvegia in primavera (17 gradi), ma per noi è già il freddo del polo… certo se sei una maestra  che se ne sta impalata in giardino fa freddo, ma i bimbi corrono e saltano, e son tutti dotati di mega giubbotti super tecnici… ma no: tutti in una classe angusta per 8 ore, portarvi ai giardinetti sarà un problema di vostra mamma alle 5 di pomeriggio, quando ormai scende l’umido e va via la luce.

Scusate lo sfogo, ma mi fa rabbia pensare che un luogo come la scuola, che dovrebbe essere per i bambini una fucina di novità e di sorprese, un luogo pieno di opportunità: quella di stare con altri bambini, quella di dedicare tutto il giorno ad attività che in casa non farebbero, quella di sperimentare e di mettersi alla prova, è percepito quasi come un luogo detentivo. Ma questo “percepito” la scuola se lo guadagna, non offrendo altro che piccoli spazi, nel nostro caso anche abbastanza tristi, e adulti poco motivati e poco aggiornati…

Mi fa rabbia che la mia amica che abita a Como e ha la fortuna di una scuola Montessori (privata), mi racconta di suo figlio che nella materna del paese piangeva tutti i giorni, mentre quando si è trasferito alla Montessori vuole andare a scuola anche quando ha la febbre… allora è possibile! Come pensavo! Ma noi la Maria Montessori l’abbiamo relegata alle 1.000 lire, a distanza di sicurezza dalle scuole, dove il concetto “a misura di bambino” è solo un gioco di parole come nelle pubblicità del supermercato, suggerisce che sia proprio studiata per i nostri bambini, ma in verità è da intendersi letteralmente: piccola come loro!

 

mammaoltre

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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Commenti   

Laurence
+1 # Laurence 2011-11-04 10:37
:sad: Noi invece abbiamo avuto una gran fortuna con la scuola materna... vabbè è crollato il soffitto e gli spazi e le strutture erano da terzo mondo paragonate con quello che c'è in Francia... ma abbiamo avuto la fortuna di incontrare delle persone belle, che sanno stare con i bambini e che sanno stimolare la loro curiosità, persone sensibili e che danno proprio tutto quello che possono dare. Per noi sono stati tre anni veramente bellissimi, e ci è dispiaciuto molto non poterci rimanere un altro anno... ma non era certamente merito del sistema, che anche quello è da terzo mondo...
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