Martedì, 01 Ottobre 2013 00:00

Imparare a programmare un videogioco: CoderDojo

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Bambini che da zero programmano un video gioco in 2 ore...

Quando i bambini vanno a scuola spesso finiscono per disimparare che l'apprendimento è una cosa divertente, appassionante e che tiene l'attenzione incollata... ma quando le occasioni di apprendimento sono fatte in modo coinvolgente, sperimentate in prima persona, producono un risultato tangibile e che hai realizzato da solo, allora i bambini hanno la capacità di rimanere incollati ad una sedia per 2 ore, concentrati, senza far rumore, dando il meglio di sè per poi uscire soddisfatti!

Questo è quello che abbiamo sperimentato un sabato mattino ad un incontro di CodeDojo Milano!

Cos'è CoderDojo

CoderDojo è un movimento mondiale, nato in Irlanda nel 2011, che si prefigge di insegnare ai bambini a programmare: un videogioco, una app, un software, a sviluppare un sito web, mediante degli incontri gratuiti.

"Coder" viene dall'inglese e vuol dire "colui che scrive il codice" e "Dojo" è giapponese e indica la scuola di arti marziali, etimologicamente: luogo (jō) dove si segue la via (dō), in origine il termine, ereditato dalla tradizione buddhista cinese, indicava il luogo in cui il Buddha ottenne il risveglio.
Dunque CoderDojo è una scuola per programmatori, ma con una filosofia. 

E' un movimento di volontari che si mettono al servizio dei bambini e dei ragazzi (molti senza essere genitori!!!) per insegnare loro a programmare.
Dietro questo gesto apparentemente limitato (la programmazione), in questo Dojo i ragazzi imparano molto di piu: imparano a mettersi in gioco, a collaborare, ad avere dei mentor che li seguono con discrezione, a chiedere aiuto, a provare da soli, a collaborare con altri, a realizzare le loro idee......

Vi sono esempi di bambini di 12-13 anni che all'interno di CoderDojo hanno progettato app che hanno avuto un successo mondiale.

In questo video Barbara Laura Alaimo, co-founder di CoderDojo Milano ci racconta cos'è e come funziona:

 

 

Come funziona un incontro di CoderDojo


coderdojo1Noi siamo stati ad un incontro di CoderDojo Milano, i miei bambini, di 11 e 9 anni, erano entusiasti.
Dopo essersi prenotati, si porta il proprio pc portatile, dotato di mouse e di alimentatore (va bene anche un pc vecchiotto e mini). Si porta dietro la merenda per il momento della pausa.

L'incontro a cui abbiamo partecipato durava 3 ore e mezza: 9.30-13.00, ed era diviso in 2: una lezione per i neofiti e una per gli esperti (quelli che avevano gia' partecipato più volte a CoderDojo).

Siamo arrivati in una ampia e bella sala presso TAG. C'erano circa una decina di mentor che hanno aiutato i bambini ad installare il software che avrebbero utilizzato per il corso (Scratch). Quindi i bambini, in un ora circa, hanno creato, da soli, seguendo il maestro e supportati dai tutor, un videogioco in cui un elefante sparava palline dalla proboscide per colpire dei caschi di banana che roteavano per lo schermo, accumulando in questo modo dei punti. Mi sembrava già questo straordinario... io che ci metto quasi lo stesso tempo a scrivere un semplice post.

Dopo questa prima sessione, sgranchite le gambe, rifocillata la pancia, la seconda parte della mattina era dedicata a creare il TUO videogioco. Dunque ciascun bambino ha deciso autonomamente cosa voleva realizzare e, supportato dai tutor, chiedendo ai propri vicini di postazione, sperimentando, lo ha creato.

Samuel ha realizzato uno squalo che doveva mangiare i pesci, e se prendeva i granchi moriva... una versione "base" di una app molto nota. Aylin ha invece realizzato una strega che volava e lanciava bombe sulle case...

Io e mio marito eravamo davvero ammirati. I bambini sono usciti da lì entusiasti.

La filosofia pedagogica di CoderDojo

coderdojo-tutorIo sono una mamma che pone molte limitazioni all'uso del pc e dei videogiochi. Penso che i bambini debbano fare movimento e attività creative, più che subire passivamente uno schermo. Ma quando ho scoperto CoderDojo l'ho trovata un'attività tutt'altro che passiva e alienante.

A CoderDojo i bambini stanno davanti ad uno schermo allenando le loro doti di creatività, concentrazione, collaborano fra loro nello stile del co-programming, imparano dagli errori, allenano abilità di problem solving, non sono passivi ma attivi, sono trattati con rispetto.

Una cosa che vorrei che leggeste sono le 7 regole d'oro per il mentor scritte da una co-founder di CoderDojo Milano, la pedagogista Barbara Laura Alaimo... direi che andrebbero appese in tutte le aule insegnanti: 

1. Siate curiosi e attenti. Al bambino, a ciò che desidera realizzare, a ciò che prova. “Perché mi sta facendo questa domanda? Come si sente? Che faccia fa?”.
Non concentratevi su ciò che dovete rispondere ma su ciò che vi sta chiedendo.

2. Il bambino è competente: lui sa quello che vuole realizzare e ha le risorse per farlo. Se vi sembra molto indeciso, aspettate con fiducia.
Voi dovete solo facilitarlo, magari proponendo alternative. Ma solo lui può trovare la “sua” soluzione.

3. “State a fianco, non davanti”. Intervenite solo su richiesta del bambino stesso per aiutarlo a superare le eventuali difficoltà tecniche che può incontrare durante la realizzazione. Chiedetegli cosa farebbe, prima di dare la soluzione “giusta”.

4. Gli errori ci piacciono: incoraggiare il bambino a fare quello che desidera senza paura di sbagliare, perché anche dagli errori si possono imparare cose nuove e sorprendenti.
Del resto anche noi sbagliamo, no?

5. Incoraggiate: mostratevi soddisfatti di vederli agire autonomamente e ditegli cosa stanno facendo bene. Se gli dite cosa fanno in modo corretto, sapranno rifarlo.
Se sostenete i tentativi, avranno voglia di proseguire perché si sentiranno capaci, sapranno di potercela fare. E ci interessa più questo del risultato finale.

6. Non dite “NON”: tutte le frasi possono essere dette in modo positivo pur mantenendo lo stesso messaggio.
“Non dovevi fare così” diventa “Prova a fare in questo modo”

7. Divertitevi! Il gioco è una cosa molto seria: bisogna prepararsi, ma soprattutto bisogna stare e essere motivati.
Più che tante cose che direte, passerà la vostra passione!

Come funziona CoderDojo e cosa serve perché continui

coderdojo-be-cool

CoderDojo svolge attività gratuite di formazione sulla programmazione per bambini e giovani. 

Per farlo si avvale del sostegno di straordinarie persone che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze a titolo gratuito e di enti e aziende che mettono a disposizione le proprie risorse (ad es. gli spazi) a titolo gratuito.

C'e' sempre bisogno di persone che abbiano voglia di farsi coinvolgere in questo movimento, le attività da svolgere sono molteplici e per diventare tutor non bisogna per forza essere esperti di computer, ognuno collabora con i propri talenti.

Se vi sentite ispirati, andate ad un incontro CoderDojo e fatevi avanti!

Gli incontri di CoderDojo

Per cominciare provate a scoprire se nella vostra città esiste un CoderDojo, e iscrivetevi ad un incontro.

A Milano è pianificato un incontro al mese, di sabato mattino, per bambini dai 7 ai 12 anni. Occorre la presenza di un adulto. Bisogna prenotarsi agli eventi, in genere la prenotazione si fa il lunedì di 2 settimane prima, e i posti si esauriscono dopo pochissime ore.... dunque mettetevi la sveglia!

 

 

Immagine nell'articolo di:

ducss su teachbeat

 

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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    Critiche e opinioni sulla scuola senza zaino

    Come tutto ciò che apporta una innovazione anche la scuola senza zaino è stata oggetto di critiche, alcune addirittura politicizzate (un esponente della Lega ha accusato il metodo di "anarchia").

    La questione più criticata è la convizione che nella scuola senza zaino manchi una gerarchia chiara non essendoci una cattedra dietro cui l’insegnante siede. Anche il fatto di lavorare perlopiù in gruppo viene osteggiato da molti insegnanti che invece pensano sia indispensabile lavorare individualmente per potersi concentrare meglio.

    In ultimo la condivisione dei materiali non convince molti genitori e insegnanti che si dicono preoccupati che alcuni bambini possano appropriarsi dei materiali o trattarli malamente proprio perché non gli appartengono.

     Cosa ne pensi di queste critiche? Hai scelto la scuola senza zaino per tuo figlio? Lasciaci un commento e raccontaci la tua esperienza...

     

    La storia della scuola senza zaino

    Il metodo della scuola senza zaino nasce negli anni 2000 in Toscana dalle intuizione di Marco Orsi, Dirigente Scolastico e tutor del corso di studi in scienze della formazione primaria.

    Nel 2006 con l’uscita del libro A scuola senza zaino vengono formulati i capisaldi del metodo:

    • L’Approcio Globale al Curricolo
    • I 3 valori chiave: ospitalità, responsabilità, comunità

    Nel 2009 l’Università di Firenze promuove una ricerca sugli esiti del metodo senza zaino nelle scuola in cui viene sperimentato e grazie agli esiti positivi si allarga il numero di scuole che optano per questo metodo.

    Negli ultimi anni sono un centinaio almeno le scuole che aderiscono all’Associazione Senza Zaino in tutta Italia. E l’anno scorso il modello Senza Zaino è stato catalogato come best practice in una ricerca sulle didattiche innovative promossa dall’OECD dal titolo “Teachers as Designers of Learning Environments”, curato da A. Paniagua e D. Istance.

     

    Per approfondire la scuola senza zaino:

    Scuolasenzazaino.org: il sito della rete senza zaino

    A scuola senza zaino: il libro con le basi teoriche del metodo Senza Zaino, revisionato e aggiornato nel 2016

     



     

    di Barbara Lamhita Motolese

    Immagine principale: two happy little schoolgirls... on Shutterstock.com

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