Giovedì, 07 Novembre 2013 21:21

CoderDojo e BitBumBam a novembre a Milano

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La tecnologia, il web, internet, i tablet, gli smartphone... e i nostri figli. Cosa è giusto fare?

Quali sono le opportunità e quali i rischi del web per i bambini? Qual è l'atteggiamento migliore da tenere verso la tecnologia come genitore? C'è un decalogo di consigli degli esperti per aiutarci a fare il meglio?

L'occasione per scoprire le risposte a queste domande è l'appuntamento di Martedì 19 novembre 2013 a Milano, nello splendido scenario del TOI - Theater of Imagination, nella prestigiosa sede di Leo Burnet di Brera, che ospita la premiazione di BitBumBam.

BitBumBam è l'iniziativa voluta da IngDirect che ha raccolto 200 progetti che, tramite la tecnologia, aiutino i più piccoli a crescere. Applicazioni, software, infrastrutture e strumenti che svolgono un ruolo importante nello sviluppo delle nuove generazioni. Tra tutti i progetti presentati, martedì scopriremo i 3 finalisti del concorso che parteciperanno alla votazione finale. Il primo classificato riceverà un contributo di 30.000 euro da parte di ING DIRECT e una tutorship di 6 mesi da parte di iStarter, incubatore e acceleratore di impresa.

L'appuntamento è il 19 novembre 2013 ore 18.00

 

Cosa c'e' di bello il 19 novembre?

L'occasione è ricca e straordinaria per insegnanti, genitori e bambini.

 

Per insegnanti e genitori

In occasione della premiazione di BitBumBam, oltre alla possibilità di vedere il TOI - Theater of Imagination, la struttura architettonica proprio al centro del Brera Design District che ospita mostre e eventi culturali, per i genitori ci sarà l'occasione di ascoltare:

  • i consigli del prof. Paolo Ferri, docente di Teoria e tecnica dei Nuovi Media e Tecnologie didattiche dell'Università Milano Bicocca e autore dei libri La Scuola 2.0 e Nativi Digitali. Paolo Ferri parlerà dei Nativi Digitali (i bambini nati nell'epoca della tecnologia onnipresente) e darà dei consigli a genitori e insegnanti per un uso consapevole della tecnologia.
  • I consigli del noto giornalista di La Repubblica Jaime D'Alessandro sulle app più interessanti per i bambini e le novità sul mondo delle app.
  • Infine scopriremo i 3 progetti finalisti del concorso

Ricordate di prenotarvi mandando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per i bambini

Per i bambini intanto, vi sarà una sessione speciale di CoderDojo:la scuola per imparare a programmare i videogiochi.

In una sessione di 2 ore, i bambini saranno seguiti dai fantastici tutor di CoderDojo e al termine della lezione interattiva sapranno programmare un video gioco!

La lezione è aperta ai bambini dai 7 anni in su.
Per partecipare occorrerà registrarsi on line a partire da lunedì 11/11 (registrati qui).

La lezione di CoderDojo potrà ospitare 30 bambini, è necessaria la presenza di un adulto per ciascun bambino che partecipa al laboratorio e ciascun bambino dovrà portare un pc portatile e un mouse.

I CoderDojo sono sempre molto richiesti, dunque affrettatevi a prenotare e, mi raccomando, se non potete venire, avvisate!

Al termine della premiazione e della lezione di CoderDojo ci saluteremo prendendo insieme un aperitivo (un aperitivo speciale sarà allestito per i ragazzi).

 

Riepilogo: dove, quando e come fare

Dunque ricordate:

per portare bambini e ragazzi all'evento CoderDojo, prenotatevi da lunedi' 11, voi accompagnatori avrete di diritto un posto riservato alla conferenza,

se volete ascoltare la conferenza e partecipare al dibattito (e il vostro bambino non partecipa a CoderDojo) prenotatevi con una email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. perché i posti sono limitati!

Vi aspettiamo

martedì 19 novembre 2013 alle ore 18.00
Evento di premiazione di BitBumBam
al TOI - Theater of Imagination,
sede di Leo Burnett
Foro Buonaparte, 22 - Milano
(a due passi dalla fermata del metro Lanza o Cairoli)

 

Cos'è CoderDojo

 

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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    La scuola senza zaino si sta diffondendo in tutta Italia e, anche se non mancano critiche ed esperienze negative, è un metodo innovativo che fa della scuola un luogo bello dove imparare attraverso le attività proposte. Con una didattica attenta più al processo che alla prestazione il metodo Senza Zaino ha come riferimenti teorici alcuni grandi psicologi e pedagogisti del passato a partire da Dewey e Freinet fino ad arrivare a Maria Montessori (di cui utilizza numerosi strumenti didattici).

    Il metodo scolastico convenzionale non convince più e tra le tante esperienze innovative la scuola senza zaino è di sicuro quella che si è diffusa di più nell'ambito della scuola pubblica, scopriamo quali sono le sue caratteristiche principali.

     



     

    Perché togliere lo zaino?

    Perché gli studenti si portano dietro uno zaino colmo di libri e materiale scolastico? Se ci pensiamo bene non succede a nessuno di noi di portarci tutto il materiale del lavoro da casa perché è normale che ognuno nel suo ufficio abbia la sua scrivania con il suo computer, le sue penne, i faldoni di cui ha bisogno…e perché no la foto dei figli, un calendario che ci piace e altre piccole cose che ci fanno sentire accolti quando arriviamo in ufficio.

    Gli studenti invece si portano uno zaino con tutto l’occorrente come se fossero ospiti di solo passaggio, come se il banco, la classe, la scuola non fossero uno spazio accogliente di benessere dove lo studente è felice di stare per imparare ciò che gli è necessario. Il peso dello zaino inoltre è fatto perlopiù di libri e quaderni come se fossero gli unici strumenti necessari per apprendere e in effetti è così, la nostra scuola è ancora una scuola in cui si predilige la lezione frontale, il nozionismo, la prestazione piuttosto che un percorso di attività ed esperienze.

     

     

    i 3 valori chiave della scuola senza zaino

    Partendo da queste riflessioni nei primi anni del 2000, Marco Orsi, dirigente scolastico in Toscana, inizia una piccola grande rivoluzione che si basa su tre importanti pilastri: ospitalità, responsabilità, comunità.

    Ospitalità

    Innovare la didattica significa rinnovare gli spazi della didattica rendendoli ospitali, sicuri, vivibili, belli e anche ecologici.
    L’aula non è più organizzata solo con banchi che guardano una lavagna ma con aree distinte che rendono possibile una varietà di attività: lavori in piccoli gruppi, minilaboratori, discussioni, riunioni… molte attività potranno essere svolte in contemporanea in modo da aumentare l’autonomia e la capacità di scelta del bambino ma anche di differenziare la didattica per venire incontro alle specfiche esigenze di ogni bambino.

     

    Responsabilità

    I bambini hanno bisogno di capire ciò che viene loro proposto, di avere una motivazione per partecipare ad una attivtà, devono attivare le loro risorse interiori altrimenti tutto ciò che apprendono sarà solo “appiccicato” con fatica e subito dimenticato.

    Per favorire l’autonomia e stimolare il senso di responsabilità nelle aule senza zaino vengono utlizzati specifici strumenti didattici: una segnaletica per rispettare il silenzio; il pannello dove sono indicate le responsabilità a cui ciascuno deve far fronte; gli schedari auto-correttivi che consentono di esercitarsi e di avanzare, il timetable che informa sulle attività, i giochi matematici, i libri, ecc.

     

    Comunità

    In ogni aula c’è uno spazio chiamato Agorà, dove i bambini si radunano per ascoltare il programma della giornata, scegliere tra le varie attività o discutere di un argomento.
    Anche i grandi banchi sono pensati per stimolare il senso di comunità di individui singoli che condividono un bene comune, il materiale scolastico.

    Ma non sono solo i bambini a fare comunità nella scuola senza zaino, anche gli insegnanti, le famiglie e tutto il territorio è chiamato a contribuire per innescare relazioni significative. D'altra parte sappiamo che l'essere umano è un animale sociale, sta bene quando è in gruppo e quanti pochi esempi di gruppi che funzionano ci sono rimasti da mostrare ai bambini! La scuola-comunità è una scuola in cui tutti si sentono parte di qualcosa di più grande.

     

    La didattica della scuola senza zaino

    Nella scuola senza zaino è l’esperienza scolastica nel suo complesso ad essere formativa ed è dunque progettata nella sua globalità, senza lasciare niente al caso.
    Sappiamo infatti che si apprende più dall’ambiente, inteso anche come comunità, che dal singolo insegnante.

     


    Il contesto educativo è visto come un sistema complesso composto da una struttura materiale (spazi e architetture in genere, arredi, strumenti didattici, tecnologie), e da una struttura immateriale (le relazioni, le competenze professionali dei docenti, ma anche quelle degli allievi, le Indicazioni nazionali e i piani formativi, i sistemi di valutazione, ecc.).

    Questa attenzione all’ambiente formativo è definita in Senza Zaino "Approccio Globale al Curricolo (Global Curriculum Approach – GCA)".

     

    Compiti a casa e voti

    Come potete immaginare con una didattica così innovativa non potevano non essere ripensati anche i due aspetti fondamentali della scuola tradizionale, i compiti a casa e i voti.
    Sono entrambi la conseguenza di un insegnamento che si focalizza sulla prestazione piuttosto che sul processo e dunque i voti nelle scuole senza zaino sono solitamente aboliti. Si preferisce utilizzare un sistema di autovalutazione in cui i bambini imparano ad analizzare il compito che hanno fatto e anche il loro comportamento in modo da rendersi conto da soli se può esserci un miglioramento. Naturalmente vengono corretti e fatti notare gli errori ma non viene assegnato un numero ad ogni compito (essendo i voti obbligatori in pagella i bambini avranno un voto standard) e le "interrogazioni" assomigliano più a delle presentazioni del lavoro svolto.


    Per quel che riguarda i compiti a casa il carico è mediamente meno pesante della scuola tradizionale perché la maggior parte del lavoro viene svolto in classe, vengono a volte assegnati compiti, spesso differenziati o scelti dai bambini, per valutare la capacità di lavorare individualmente ma sempre rispettando il sacro diritto dei bambini al riposo e alle altre esperienze extrascolastiche.

    In questo periodo in cui le famiglie devono effettuare le iscrizioni a scuola e quindi scegliere tra le varie possibilità la scuola senza zaino è senz'altro un valido esperimento di cambiamento di alcuni grandi assiomi della scuola pubblica, per questo non sono mancate le critiche da parte di genitori e insegnanti.

     

    Critiche e opinioni sulla scuola senza zaino

    Come tutto ciò che apporta una innovazione anche la scuola senza zaino è stata oggetto di critiche, alcune addirittura politicizzate (un esponente della Lega ha accusato il metodo di "anarchia").

    La questione più criticata è la convizione che nella scuola senza zaino manchi una gerarchia chiara non essendoci una cattedra dietro cui l’insegnante siede. Anche il fatto di lavorare perlopiù in gruppo viene osteggiato da molti insegnanti che invece pensano sia indispensabile lavorare individualmente per potersi concentrare meglio.

    In ultimo la condivisione dei materiali non convince molti genitori e insegnanti che si dicono preoccupati che alcuni bambini possano appropriarsi dei materiali o trattarli malamente proprio perché non gli appartengono.

     Cosa ne pensi di queste critiche? Hai scelto la scuola senza zaino per tuo figlio? Lasciaci un commento e raccontaci la tua esperienza...

     

    La storia della scuola senza zaino

    Il metodo della scuola senza zaino nasce negli anni 2000 in Toscana dalle intuizione di Marco Orsi, Dirigente Scolastico e tutor del corso di studi in scienze della formazione primaria.

    Nel 2006 con l’uscita del libro A scuola senza zaino vengono formulati i capisaldi del metodo:

    • L’Approcio Globale al Curricolo
    • I 3 valori chiave: ospitalità, responsabilità, comunità

    Nel 2009 l’Università di Firenze promuove una ricerca sugli esiti del metodo senza zaino nelle scuola in cui viene sperimentato e grazie agli esiti positivi si allarga il numero di scuole che optano per questo metodo.

    Negli ultimi anni sono un centinaio almeno le scuole che aderiscono all’Associazione Senza Zaino in tutta Italia. E l’anno scorso il modello Senza Zaino è stato catalogato come best practice in una ricerca sulle didattiche innovative promossa dall’OECD dal titolo “Teachers as Designers of Learning Environments”, curato da A. Paniagua e D. Istance.

     

    Per approfondire la scuola senza zaino:

    Scuolasenzazaino.org: il sito della rete senza zaino

    A scuola senza zaino: il libro con le basi teoriche del metodo Senza Zaino, revisionato e aggiornato nel 2016

     



     

    di Barbara Lamhita Motolese

    Immagine principale: two happy little schoolgirls... on Shutterstock.com

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