Cos'è la scuola familiare

Su Genitori Channel la scuola familiare sappiamo cos'è, perché l'abbiamo scelta per i nostri figli.
Nella foto dell'articolo un gruppo di bambini della scuola familiare al museo. 

Vi racconteremo la nostra esperienza, intanto sveliamo cos'è la scuola familiare, o home schooling, se è legale, come funziona...

Scuola familiare...che cos'è?

Il termine scuola familiare e tutti i suoi sinonimi (scuola parentale, istruzione parentale, istruzione familiare, home-schooling) definiscono un tipo di apprendimento non strutturato in cui i genitori si prendono in prima persona la responsabilità dell'istruzione dei propri figli.
Istruire i propri figli è un dovere dei genitori, essi scelgono come poterlo assolvere: tramite la scuola pubblica, tramite la scuola privata (parificata e non) oppure occupandosene direttamente, con l'aiuto di persone scelte da loro stessi, in condivisione con altri genitori oppure personalmente.

Ma è legale?

Art 30 della costituzione:"E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.[...] "
La costituzione italiana sancisce che il dovere di istruire i figli spetta quindi ai genitori.
Pochi infatti sanno che la "scuola dell'obbligo" è un termine improprio che si riferisce all'obbligo di istruzione. I bambini hanno quindi il diritto ad essere istruiti e la responsabilità di questa istruzione ricade sui genitori che possono decidere di avvalersi o meno di strutture scolastiche per assolvere questo obbligo.
Lo stato, riconoscendo il diritto dei bambini ad essere istruiti, mette a disposizione di tutti le strutture pubbliche affinchè tutti possano accedervi e per garantire che le differenze economiche e culturali non penalizzino l'istruzione di alcuni bambini meno fortunati di altri (almeno in teoria).

Come vengono istruiti i bambini nella scuola familiare?

Vi sono molti modi di fare scuola familiare, essendo un percorso perlopiù costruito dalla famiglia sul singolo bambino. Alcune famiglie seguono molto dettagliatamente i libri e i metodi scolastici ma la maggior parte costruisce un percorso personalizzato seguendo le naturali inclinazioni del bambino, gli orari e i ritmi familiari, il luogo in cui si vive, le disponibilità economiche che possiede, ecc. ecc.
Vi sono famiglie che formano piccole scuole familiari in cui i genitori si alternano nella cura e nell'istruzione dei bambini oppure invitano degli insegnanti che insegnino specifiche materie. Altre famiglie ripongono totale fiducia nell'apprendimento naturale e scelgono di non seguire metodi didattici (il cosiddetto un-schooling).
Si dice che ci siano tanti modi di fare scuola familiare quante sono le famiglie che lo scelgono.

Ma i bambini imparano davvero?

Ormai sappiamo che il cervello impara molto di più quando viene stimolato emotivamente.
I bambini imparano molto di ciò che servirà loro nel futuro direttamente nella vita familiare o sociale e sappiamo che, quando sono incuriositi o attirati da qualcosa riescono ad apprendere molto più velocemente.
La scuola familiare dà la possibilità di mantenere intatto l'entusiasmo e la curiosità tipica dei primi anni di vita, di quando il bambino comincia a gattonare e vuole esplorare il mondo. Allo stesso modo ha la curiosità di leggere e di scrivere se si trova in un ambiente culturalmente adatto (per esempio quando viene loro letto ad alta voce fin dai primi mesi di vita).
Lo stesso discorso possiamo farlo in tutte le altre aree, la matematica sarà appresa più facilmente se il bambino si trova a doverla applicare giorno per giorno nella pratica delle sue mansioni, ricorderà meglio le caratteristiche della preistoria se potrà vedere uno scheletro di dinosauro a grandezza naturale, comprenderà l'utilità dei numeri negativi guardando il termometro, e l'utilità della varietà delle misure se dovrà pesare gli ingredienti per una torta.
In America, dove il fenomeno della scuola familiare è molto più diffuso che in Italia vi sono delle statistiche molto incoraggianti, le grandi università hanno registrato una percentuale di successo ai test di ammissione compiuti dai ragazzi home-schooler doppia rispetto ai ragazzi che hanno frequentato le strutture scolastiche.

Come posso insegnare a mio figlio se non sono una maestra?

I genitori che scelgono di istruire in famiglia i propri figli non si pongono come insegnanti nei loro confronti ma come "facilitatori" aiutando i ragazzi nella costruzione di un loro metodo di studio basato sulle loro predisposizioni che sfrutti quindi i loro "lati migliori". Sarà quindi compito del genitori stimolare i figli guidandoli nella ricerca del metodo giusto mettendo a loro disposizione strumenti e risorse che il bambino potrà, man mano che cresce, consultare autonomamente per soddisfare i suoi dubbi e la sua "sete" di apprendimento.
Il compito maggiore dei genitori non è quindi quello di trasmettere delle nozioni ma quello di stimolare e rinforzare ogni giorno questa curiosità, questa volontà di sapere, questa smania di conoscere il funzionamento dei processi.

Quali sono i vantaggi?

Al di fuori della rigida struttura scolastica si aprono possibilità molto più ampie in cui i bambini possono muoversi liberamente spaziando dalla biblioteca alla mostra, dal dizionario alla vita pratica, dal documentario al viaggio.
Ogni momento, ogni gesto potrebbe potenzialmente diventare una "scusa" per apprendere.
Il tempo, libero da vincoli, può essere utilizzato nella sua totalità, dedicando allo studio alcune produttive ore e alternando con attività pratiche che altrimenti sarebbero confinate solo ai giorni di festa.
Una delle capacità che sarà più utile ai nostri figli sarà quella di trovare soluzioni creative ai problemi che si affacceranno sulla loro strada, da quelli economici-lavorativi a quelli più pratici. Attività creative e manuali come la falegnameria, la lavorazione dell'argilla, la cura dell'orto solo per citarne alcune sviluppano proprio la parte del cervello che chiamiamo "creativa", inoltre il bambino che costruisce il proprio percorso acquisisce maggiori doti di autonomia, di problem solving, di autostima e conserva intatto l'entusiasmo e la curiosità che lo porterà a scoprire tutti i "fenomeni" della vita (la lettura, la matematica, le scienze...)

E la socializzazione?

La nostra società è ossessionata dalla "socializzazione precoce", molti bambini vengono mandati all'asilo nido perchè così possono socializzare, in realtà molti studi dimostrano come il bisogno primario del bambino nei primi 3 anni di vita sia il contatto con degli adulti di riferimento, preferibilmente i genitori. Anche quando il bambino cresce spesso è più grande la preoccupazione dei genitori del loro reale bisogno di socializzare. Molto interessante a questo proposito la lettura del libro "I vostri figli hanno bisogno di voi" che parla ampiamente dei danni dell'orientamento ai coetanei tipico della nostra cultura.
Se pensiamo a come è strutturata la scuola possiamo facilmente intuire che non sia stata pensata per l'interazione serena tra pari poichè i bambini sono suddivisi per fasce d'età e hanno solo nell'intervallo la possibilità di parlare liberamente tra loro ma in quel momento nessun adulto sta creando una situazione di socializzazione e di solito i bambini più timidi si ritraggono mentre quelli più spavaldi spadroneggiano.
I bambini che vengono istruiti a casa hanno la possibilità di trovarsi in gruppi aperti dove vi sono bambini e adulti di età diverse in  differenti contesti e dove si ha la possibilità, oltre al gioco libero, di praticare delle attività insieme, inoltre possono praticare degli sport o iscriversi ai campi estivi, frequentare dei gruppi a loro affini o semplicemente il parco giochi.

Come faccio a fare scuola familiare se devo lavorare?

Questo è uno dei problemi pratici in cui incorrono tutte le famiglie che scelgono la scuola familiare, ogni famiglia naturalmente ha trovato il suo equilibrio, alcuni hanno turni di lavoro diversi e i due genitori si alternano nella cura dei figli, altri hanno scelto lavori che permettono loro di passare molto tempo con i loro figli, altri ancora si sono organizzati in gruppi in cui gli adulti si suddividono il tempo dedicato all'istruzione. Alcune famiglie scelgono la scuola familiare proprio perchè il loro lavoro li porta in giro per il mondo.
Non esiste una formula magica per tutte le famiglie di homeschooler (così come non esiste per le famiglie che hanno scelto la scuola!), ognuno dovrà necessariamente fare i conti con le proprie risorse e i propri limiti oggettivi.

E' importante sapere che questa scelta esiste, che è legale, che è fattibile, che è valida, che sempre più famiglie vi si avvicinano per svariati motivi.

Per ulteriori informazioni potete consultare:

Controscuola.it

http://it.groups.yahoo.com/group/scuolafamiliare/ (gruppo su yahoo)

 

di Barbara Motolese

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Commenti   

Mammafelice
0 # Mammafelice 2012-11-14 08:37
Mi spaventa, l'homeschooling . Mi spaventa perché inevitabilmente ricade sulle madri, che quindi non hanno più l'occasione di emanciparsi: non possono lavorare, sono totalmente dedicate ai figli. Penso che si possa svolgere il ruolo di educatori e facilitatori anche dopo le ore di scuola tradizionale: i musei, le attività creative, i giochi, il tempo di qualità... anche questa è scuola familiare. Ma frequentando la scuola pubblica, almeno anche le madri avrebbero l'occasione di regalarsi una vita autonoma, che le porti a trovare soddisfazioni anche in altri ambiti, oltre che quello familiare.
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Barbara
0 # Barbara 2012-11-14 09:54
Ciao Barbara,grazie del tuo commento che mi permette di fare alcune riflessioni.
Non è automatico che l'homeschooling ricada sulle madri, ogni famiglia trova la sua quadra e siccome è una scelta impegnativa normalmente i padri sono molto presenti e amano stare con i propri figli aiutandoli nello studio.
Come ho scritto nell'articolo alcuni genitori hanno turni di lavoro che permettono a entrambi di dedicare tempo ai figli, altri hanno lavori atipici che permettono una grande flessibilità, altri ancora hanno lavori che li portano a girare il mondo e proprio per questo hanno scelto la scuola familiare oppure si riuniscono in gruppi alternandosi o con un insegnante. In ogni caso le ore di studio vero e proprio non sono 8! Non è semplice far quadrare tutto ma non è impossibile. Anche perchè la scuola dovrebbe essere pensata come esperienza formativa per i bambini nel rispetto dei loro tempi e bisogni invece sta diventando sempre di più un luogo dove poter lasciare i figli quando si è impegnati a lavorare, indipendentemen te dalle condizioni in cui poi il bambinon si trova a scuola e questo è quello che a me spaventa

Sull'homeschooling post-scuola: sì è vero che si può frequentare musei e attività anche dopo la scuola e i weekend ma bisogna stare molto attenti a non iper-stimolare i bambini che sono già occupati molte ore a scuola, dalla mia esperienza i bambini hanno GRANDE bisogno di tempi morti in cui fare un loro gioco di fantasia, riposare la mente, sedimentare ciò che hanno imparato e quando vanno a scuola, poi allo sport, poi il weekend è tutto impegnato spesso sono "stressati" come lo siamo anche noi adulti molte volte.
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MammaVale
0 # MammaVale 2012-11-14 16:16
Se solo fossi più sicura di me......
Non sai quante volte ci ho pensato Barbara, all'homeschooli ng.
Da che i miei figli sono entrati nel vortice scolastico (sin dalla materna) per me è stata una battaglia: l'inserimento, il tempo mensa, i compiti a casa....
E a proposito: homeschooling-p ost scuola??? se si fanno le 40 ore è IMPOSSIBILE! noi quasi non riusciamo a finire i compiti....
E quest'anno abbiamo praticamente rinunciato allo sport a causa dei troppi impegni "obbligatori".
In casa nostra sembra che le giornate si accorcino ogni anno che passa :((
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Alessia
0 # Alessia 2012-11-15 12:03
L'homeschooling secondo me spaventa perchè non ce l'hanno fatto conoscere. Siamo così abituati alla scuola, a delegare, a qualcuno che si preoccupi dei nostri figli, che ci spaventa il pensiero di stare con loro per troppo tempo. L'homeschooling non è per tutti proprio per questo: chi lo sceglie ha piacere di passare del tempo con i propri figli, li vede come amici, complici, compagni di vita, non individui inferiori, ma pari.
Emanciparsi è una necessità di chi si sente sottomesso, costretto da una situazione o da qualcuno. E' triste sentirlo dire da una mamma...se è riferito al proprio essere mamma. Se è riferito al lavoro, invece, forse non è il lavoro che fa per noi. ;)
A mio avviso vedere la scuola come parcheggio per poter fare qualcosa per conto nostro è deleterio per i nostri figli, sia per il discorso "scuola" che per la loro autostima. Mentre le attività che si possono organizzare dopo la scuola non si possono definire "scuola familiare part time", ma credo rientrino esattamente nell'essere genitori in tutto e per tutto e non solo per quelle mezzore di "qualità".
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Erika
0 # Erika 2012-11-15 12:13
Grazie Barbara! Un articolo chiaro, intelligente, esplicativo, accorato e accurato!! Magari ve ne fossero di più ! Erika :lol:
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valentina
0 # valentina 2012-11-16 10:35
Citazione Erika:
Grazie Barbara! Un articolo chiaro, intelligente, esplicativo, accorato e accurato!! Magari ve ne fossero di più ! Erika :lol:


Grazie!
Ne sto preparando altri ;-)
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laura
0 # laura 2014-05-29 16:26
Articolo molto interessante.
La mia domanda è l' homeschooling è una realtà che può accogliere anche bambini più piccoli ( 2 anni )?
Grazie per la cortesia
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Barbara Motolese
0 # Barbara Motolese 2014-05-30 14:13
Laura,
dal punto di vista burocratico un bambino di due anni non è soggetto all'istruzione parentale perchè non è in età scolare.

Dal punto di vista pratico sicuramente puoi coinvolgerlo in attività ludico-didattic he, giochi che sviluppino la sua naturale manualità, per es. il didò o le pittura a dito, oppure la lettura ad alta voce (guarda il progetto Nati per leggere) oppure ancora il gioco all'aria aperta che in questa stagione è l'ideale.
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