Non è che voglio approfittarmi di questo spazio per pubblicizzare amici e parenti; peraltro, almeno in questo caso, non si tratta di propaganda per ottenere voti o raccogliere guadagni, né dell'intenzione di voler dare in affitto uno dei padri di cui parlo.
Però, mi capirete, potrei mai parlare di giovani papà senza citare mio fratello? Quello che mi fa ridere da una vita, che mi ha aiutato a crescere e a prendermi meno sul serio, lo stesso che è entrato nel mondo impervio dei genitori solo tre mesi dopo di me?!
Allora, dove eravamo rimasti? Ah sì! L'altra metà della mela... e dicevamo che ce ne sono di tutti i tipi, no?!
Ecco, il secondo esempio di bella metà paterna che mi viene in mente è il mio amico Luca; in realtà è l'alter ego di mio marito: compagni di squadra sui campetti di provincia – anzi, compagni di reparto, due difensori incalliti, Luca ancora di più dato che non si decide ad attaccare gli scarpini al chiodo – amici, gemelli diversi che si sono smarriti ad un certo punto della propria adolescenza (complice il trasloco di uno dei due fuori città) e ritrovati per caso, grazie a una di quelle coincidenze che fanno gridare al destino. Ma Luca non è solo l'amico storico di mio marito, è il marito della mia amica Fra (è vero, lo ammetto, la nostra amicizia è successiva alla loro, ma il tempo per noi donne non conta no?!): il moro e la bionda, la nostra famiglia allargata.
Che la ricetta biologica per avere un figlio comprenda un ingrediente maschile non è una grande scoperta. Sono loro, i nostri uomini, l'altra metà della mela e di mele, come sul banco del mercato, ce ne sono di tutti i tipi.
Nel mio caso, le proporzioni fisiche vogliono che sia io la metà di mio marito, non proprio la metà esatta ma quasi; e meno male che, come dice mio suocero, sono come il detersivo per lo sporco impossibile: concentrata!
I papà sono super, anche quando le mamme si lamentano perchè è vero che si dimenticano un sacco di cose, fanno fatica con il multitasking e hanno un punto di vista diverso, ma oggi sono tanti i papà che fanno cose davvero preziose per i loro bambini. Con questa iniziativa "Mio papà è super perchè..." vogliamo riconoscere e mettere nero su bianco tutte le cose belle che i papà fanno per i propri figli.
Dunque partecipate tutti, con il vostro blog, o via FB e twitter. Il gioco è di sbizzarrirsi nell'elencare le qualità dei papà, ma anche le loro piccole attenzioni, i gesti che li rendono speciali...
Il nostro post per il blogging day dedicato ai papà, con un video dolcissimo e molto ironico scritto da un papà e corredato da bellissime immagini.
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Un vero buon padre che si possa chiamare tale deve possedere certi requisiti fondamentali quali:Per festeggiare la festa del papà abbiamo preparato un'iniziativa a cui invitiamo tutti a partecipare e che, siamo sicuri, vi piacerà moltissimo: vogliamo riconoscere e mettere nero su bianco tutte le cose belle che i papà fanno per i propri figli.
Al suo posto io mi buttavo dal 50° piano
Io alla sua età mi sarei buttato dal 50° piano piuttosto che cantare in pubblico.
A 8 anni feci l’esame del primo anno di teoria & solfeggio. Le materie erano tre: dettato, solfeggio parlato e solfeggio cantato. Per l’intero anno scolastico sul cantato avevo fatto scena muta.
Ma i papà blogger davvero non esistono?
O forse sono solo meno visibili e meno organizzati delle mamme blogger...Tra i non molti papà online, qualcuno che si fa notare più degli altri però c'è. Cristiano Callegari, online dal 2003 come Zio Burp, una volta diventato genitore (di due bimbe), ha iniziato a raccontare le sue avventure e riflessioni nella rubrica "Mestiere di babbo".
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10 libri per lei. Posson bastare?
Ho fatto un patto con la primogenita. Non c’era un piano preciso, mi è uscita così, in un momento in cui era partito il ritornello del me-lo-compri-dai-papà-dai.
Ecco cosa mi è uscito: “Ok Alice, facciamo così: ogni 10 libri che ti leggi, ti regalo un gioco del Nintendo.”Una emozionante lettera di un papà per il primo anno di suo figlio. Un bimbo arriva e ti stravolge la vita e ti accorgi che è una delle cose più belle che potessero capitarti. Ringraziamo Fabio Lalli per questo dono.
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Un anno fa mi è cambiata veramente la vita: è nato Mattia.
Scrissi un post nel quale esprimevo l’emozione dell’attesa, poi la sequenza di immagini del parto che ti rimbombano nella testa, l’incontro del primo giorno di vita e poi la promessa che sarebbe diventato la persona più importante della mia vita. Il suo arrivo mi ha reso fin da subito consapevole di una cosa: tutto non sarebbe stato più come prima.
Dopo l'intenso racconto di vbac (parto naturale dopo cesareo) di francesca del blog equAzioni, oggi ospitiamo il racconto visto dal papà. E' sempre molto interessante avere il punto di vista di chi ci sta affianco in queste situazioni...
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Noia, falangi stritolate, unghie nella carne, urla e lacrime, impotenza, tanto sangue e gioia immensa. Queste in breve le parole che riassumono il parto visto/vissuto dal papà.