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Cose che si vorrebbe non accadessero: una mamma partorisce in casa, poi va in ospedale per suturare una lacerazione molto profonda per la quale perde molto sangue. Siamo in Campania, la patria dei cesarei e di una sanità che ha poco da insegnare, specie in ostetricia.
In ospedale, quando viene fuori che ha scelto un Lotus Birth (il cordone non è stato reciso) per la sua bambina,  arrivano i carabinieri, si allertano i giudici, questa coppia di genitori viene trattata come gente ignorante e probabilmente indigente, i pregiudizi acuiti dalla nazionalità extraeuropea del padre. Ne nasce un trattamento vergognoso e inaccettabile. Ma questa è una mamma che sa ciò che ha scelto, che continua a rimanere lucida nonostante tutto, nonostante un momento di nascita così protetto e curato, sia stato trasformato in un incubo dopo il parto e neanche la famiglia sia capace di starle affianco...

Ricordiamo che il lotus birth è una pratica ormai consueta in alcuni ospedali pubblici Italiani, che è assolutamente lecita ed un diritto che può essere fatto valere legalmente, che non esiste letteratura scientifica contraria a questa pratica, anzi, le evidenze scientifiche note fanno pensare che dei benefici siano possibili.

Ma ecco il racconto, lasciato come è stato scritto, a volte concitato...

Oggi possiamo farvi leggere qualche pagina del coinvolgente romanzo "Volevo fare la Fulgeri" di Marzia Bisognin, il racconto della nascita della prima figlia di Marzia, l'autrice 54enne oggi nonna, è molto coinvolgente... sono le pagine di un libro autobiografico che si snoda tra la fine degli anni settanta ad oggi, racconta storie di donne, storie di partorienti e di un'ostetrica condotta, la Fulgeri, che possedeva l'arte della professione e che dovrebbe essere di ispirazione, oggi, a chi si occupa di nascita.

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Mi sveglio col batticuore. È notte.

Ho spesso contrazioni in questo periodo, ma questa è diversa, più profonda, come se qualcosa cominciasse davvero ad aprirsi. Sono emozionata, spero che tutto vada per le lunghe, devo abituarmi all’idea, ho paura e non voglio perdermi nulla. È come quando si sceglie se viaggiare in treno o in aereo. Il treno permette di arrivare con la mente e il cuore insieme al corpo, l’aereo accelera i tempi, è molto emozionante ma si arriva sfasati. All'epoca del calesse si sarebbe detta la stessa cosa del treno, ma i tempi sono cambiati.  Ora voglio viaggiare in treno e guardare fuori dal finestrino.

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La dott.ssa Anita Regalia, ginecologa, per 10 anni responsabile di uno dei più prestigiosi reparti nascita del nord Italia, professore universitario e co-fondatrice dell'Associazione Iris, analizza alcuni dei più frequenti luoghi comuni sul parto raccontandoci quanto siano spesso più frutto di credenze infondate che di evidenze scientifiche.

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Questo è il racconto di Federica, che dopo 3 cesarei e un'esperienza di parto naturale in casa in Italia, piena di colpi di scena, si trasferisce in Nuova Zelanda, lì nasce il suo Giovanni, in casa "in tranquillità"...

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Ti guardo dormire, appoggiato al petto del papà. Hai un’aria così serena e siete così belli insieme. Eppure quanto è stato difficile lasciarti andare... E allora ti voglio raccontare come sei nato..

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La scorsa settimana abbiamo pubblicato un bellissimo racconto di parto in casa scritto dalla parte del papà. Oggi vi vogliamo far leggere l'altra parte della stessa storia, come ha vissuto la gravidanza e il parto la mamma di Irene.

LA GRAVIDANZA
Io e il mio compagno ci siamo conosciuti ad un seminario di rebirthing, qui abbiamo imparato quanto lo “scenario di nascita” influenzi profondamente la vita di ciascuno di noi. Così quando seppi di essere incinta cercammo qualcuno che ci aiutasse a vivere l’esperienza di diventare genitori in modo naturale dando la possibilità alla nostra bambina di venire al mondo nel modo meno traumatico possibile.
Volevamo addolcire il passaggio dalla vita intrauterina fatta di oscurità e suoni attutiti al mondo pieno di stimoli che tutti conosciamo.

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Un papà racconta il parto in casa di sua figlia, l'impazienza, l'emozione, le lacrime. Un momento che rimarrà scolpito nei ricordi e un'immagine, quella di sua figlia che nasce, che non sarà mai descrivibile con le parole.
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Quando scoprimmo che sarebbe arrivato un bambino, io e Barbara fummo subito molto felici, ma quando Barbara mi disse che avrebbe voluto partorire in casa la mia prima reazione non fu molto positiva.

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Godetevi questo splendido racconto di nascita settembrina appena arrivato, a cura dell'ostetrica Rosanna, che lo ha assistito.

Alle 10 del mattino del 7 settembre Celine mi chiama e mi reco da lei...abitano in una casa che hanno costruito da soli in legno che si estende intorno ad una quercia di 140 anni...nel toccare questo vecchio enorme tronco si arriva a sentire le vibrazioni della vita, delle generazioni che passano....ha delle contrazioni deboli e allora decidiamo di andare insieme a raccogliere le carote e le cipolle....un sole settembrino carezzava questa natura imponente!

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Dopo decenni di declino, un nuovo studio conferma l'aumento del 20% delle nascite in casa tra il 2004 e il 2008 negli Stati Uniti.

Lo studio, pubblicato online sulla rivista Birth: Issues in Perinatal Care, ha dimostrato che un secolo fa quasi tutte le nascite USA si svolgevano a casa. Dal 1969 si assiste ad un progressivo declino, che ha portato le nascite a casa ad essere meno dell'1%, ma a quanto pare il trend ha invertito segno a partire dall'anno 2005.

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Oggi ospitiamo un divertente scritto di Laura Vernaschi, autrice di "Forse le mamme sono supereroi", che con la verve ironica che ritroviamo nel suo llibro, racconta come prepararsi per un parto in casa. Suggerimenti pratici, ma anche per riderci un po' sù. Buona lettura.

 Ebbene sì, la mia bimba è nata a casa, nel suo nido. In quel nido è stata concepita,e di cui ha percepito luci e suoni quando ancora era nella pancia, gli stessi che ha riconosciuto nel momento esatto in cui la sua testolina si è affacciata al mondo; nella rispettosa penombra della camera da letto, in un religioso silenzio, ha subito riconosciuto l'odore della sua mamma, intriso in quel lettone così grande in cui avrebbe dormito per molte notti a seguire accanto al suo seno.

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Lunedì, 06 Giugno 2011 13:10

Un lungo travaglio per un parto veloce

Gustiamoci il racconto di questa bella nascita, a volte il travaglio inizia tanti giorni prima e lavora un po' ogni giorno per aiutarci ad un parto veloce... ma l'attesa può essere snervante.

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