Mi dispiace tesoro. Vorrei che non ti fosse mai capitato

Mamma-leonessa o mamma-consapevole?

Ancora una volta con le sue parole dolci, Monia ci svela un momento importante accaduto tra lei e suo figlio, un momento che ogni mamma attraversa prima o poi, un conflitto interiore tra la mamma-leonessa che vuole proteggere i suoi cuccioli e la mamma consapevole che ha fiducia, ascolta e accoglie semplicemente ciò che è.

***

Una mamma leonessa drizza le orecchie e avverte un reale pericolo per cui muoversi a protezione dei cuccioli. La mamma leonessa Monia invece, brevilinea, umana e dal cuore meno impavido si è resa conto a volte di cedere alla smania di protezione anche sacrificando qualcosa di più importante.

Me ne sono accorta in un giorno che avrebbe dovuto avere tutta un’altra importanza: il mio cucciolo senza artigli e pelliccia, così riservato sui suoi passi nel mondo fuori da casa, mi ha confidato di soffrire molto perché era stato preso in giro.
Aveva l’occhio un po’ lucido e le labbra che si curvavano pericolosamente verso il basso, quel tanto che basta perché alla mamma leonessa Monia venga un istinto cacciatore.

Ho respirato e ho cercato di fargli raccontare tutto: cos’è successo, come si è comportato, cosa gli si agitava nella pancia in quel momento.

La mia smania di protezione mi ha portato a pensare a tutto il negativo che quella confidenza richiamava,  al duplice desiderio di una zampata di difesa e di un nascondiglio in cui custodirlo, dove non avrebbero potuto mai deriderlo, ai ricordi di una mamma-leonessa bambina che aveva sofferto lo stesso dolore.

Però poi ho capito: lui era stato già migliore di me.

Era riuscito a parlarne, mi aveva affidato una confidenza preziosa senza chiedermi di sostituirmi a lui nel trovare la soluzione.
Mi sono subito venuti in mente gli occhi verdi della mia “voce della ragione”, le parole dell’uomo dalla grande sopportazione che mi ha sposato oltre dieci anni fa’, nonché padre del confidente ferito: “noi dobbiamo essere lì e ascoltarlo; lui sarà bravo a scegliere il suo modo per reagire, il suo modo per risolvere la situazione.”

E siccome i pensieri nella mia testa si susseguono veloci come raffiche di vento, è una delle mie migliori amiche che mi è venuta in mente subito dopo. La mia lungagnona, dalla meraviglia dei suoi occhi e dall’altezza delle sue lunghissime gambe oltre che dalla profondità delle sue sofferenze mi ha ascoltato nel racconto del dolore più devastante e dilagante che la mia vita abbia conosciuto fino ad ora. Mi ha dato tutta la sua attenzione, qualcosa da mangiare, un sorso di birra e poi mi ha detto solo:

Mi dispiace tesoro. Vorrei che non ti fosse mai capitato” E mi ha abbracciato.
Anche lei mi ha un po’ guarito e mi ha guarito così: accogliendomi e basta.

Ho abbracciato l’erede e l’ho accolto tutto intero, così com’era, aspettando che fosse lui a chiedermi quello di cui aveva bisogno e restando pronta a rispondergli. Quando ha sorriso pochi minuti dopo, ho capito che non avevamo risolto tutto ma che avevamo iniziato a farlo.

di Monia Scarpelli
Autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane
(www.moniascarpelli.it)

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

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