Venerdì, 22 Gennaio 2016 00:00

Il genitore "sufficientemente" bravo è il migliore genitore

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Peter Gray commenta il libro di Bruno Bettleheim.

Ho incontrato questo articolo di Peter Gray in una di quelle giornate in cui la mia autostima come genitore non era diciamo ai massimi livelli. Man mano che leggevo però qualcosa dentro di me cominciava a risollevarsi, alla fine dell'articolo avevo cambiato completamente umore e rimesso le cose del giusto ordine di priorità; gli ho subito chiesto autorizzazione a pubblicarlo in italiano e lui ha acconsentito felicemente...dedico questa traduzione a cura di GenitoriChannel a tutti i genitori "sufficientemente" bravi che conosco, a quelli che non sanno di esserlo e anche a quelli che non lo sono ma a cui basterebbe solo una pacca sulle spalle per poterlo diventare.

Data la lunghezza del testo originale l'articolo è diviso in due parti. Gustatevi la prima parte, venerdì prossimo sarà online la seconda e ultima parte.

***

Se definiamo la genitorialità come il prendersi cura del proprio figlio, allora il miglior genitore non è colui che "fa di più" il genitore, e certamente non è  quello che "fa meno" il genitore, ma quello che fa il genitore nella giusta quantità.
Questo è il genitore che Riccioli d'oro sceglierebbe, se avesse provato tre diversi genitori insieme con le tre diverse ciotole di porridge, sedie e letti. E' il genitore che la maggior parte dei bambini sceglierebbe se avesse il potere di scegliere.

Di recente ho letto per la prima volta il libro di Bruno Bettelheim, A Good Enough Parent, originariamente pubblicato nel 1987. Non sono d'accordo con tutto ciò che è scritto nel libro: è un po' troppo da psicoanalisi per i miei gusti e credo che sottovaluti un po' le capacità di ragionamento dei bambini, ma sono d'accordo con la maggior parte delle cose che vi ho letto.
Il concetto del genitore sufficientemente bravo è arrivato a Bettelheim dagli scritti dello psicoanalista britannico e pediatra Donald Winnicott, anche se Winnicott era maggiormente interessato alle madri e il termine che usava era "la madre sufficientemente brava".

Bettelheim non solo ha allargato il concetto per includere entrambi i genitori, ma ha anche portato il concetto un po' più a terra, in un modo che abbia senso per la gente normale come me. [Ma vedi nota alla fine dell'articolo sui problemi della biografia di Bettelheim.]
Questo post è ispirato al libro di Bettelheim. Le idee di seguito potrebbero non corrispondere interamente con la sua, ma si avvicinano. Sono le idee di Bettelheim come io le ho trasformate. Ecco cosa significa per me, e più o meno anche per Bettelheim, un genitore "sufficientemente bravo".

I genitori sufficientemente bravi non si sforzano di essere genitori perfetti e non si aspettano la perfezione dai loro figli.

Nella prefazione al suo libro, Bettelheim ha scritto:

"Al fine di crescere bene un bambino, un genitore non dovrebbe cercare di essere un genitore perfetto, e non si dovrebbe aspettare che il proprio bambino sia un individuo perfetto, o che lo debba diventare in seguito.
La perfezione non è alla portata degli esseri umani ordinari. Gli sforzi per raggiungere la perfezione tipicamente portano a non essere indulgente con le imperfezioni degli altri, tra cui quelle di un bambino, che da solo mantiene possibili i rapporti umani."

Uno dei problemi dell'aspettativa di perfezione è che ogni macchia, comprese quelle per cui non ci si può fare nulla, si amplifica. Se sei un produttore di macchine o mobili, una ricerca della perfezione può essere una buona cosa, perché le imperfezioni in macchine e mobili possono essere corretti; ma la ricerca della perfezione come genitore non è una buona cosa, perché le imperfezioni negli esseri umani sono inevitabili, fanno parte della condizione umana. In effetti, è difficile immaginare quale potrebbe essere la perfezione in un essere umano.

La convinzione che la perfezione, o anche qualcosa che si avvicina, è possibile nella genitorialità promuove una tendenza a dare la colpa. Il ragionamento del perfezionista è questo: in caso di problemi, allora la colpa deve essere di qualcuno.
I genitori che cercano la perfezione incolpano se stessi, o il coniuge, o i figli quando le cose non vanno come dovrebbero. La colpa non aiuta. La colpa è la rovina di ogni famiglia in cui si verifica.
Verso la fine del suo libro, Bettelheim ha scritto:

"L'errata convinzione moderna è che i problemi non si dovrebbero ripetere e che, se succede, significa che è colpa di qualcuno; questo provoca enormi sofferenze all'interno del nucleo familiare, aggravando le difficoltà originali e talvolta anche mettendo in dubbio la validità del matrimonio e della famiglia in questione. ... Un antico proverbio cinese dice che nessuna famiglia può appendere fuori un cartello che recita 'nessun problema qui.' "

I genitori sufficientemente bravi non si preoccupano troppo delle loro imperfezioni. Si sforzano di fare le cose elencate di seguito, ma riconoscono che non sempre riusciranno nel modo più completo, e si perdonano per quando ciò succede.
I genitori sufficientemente bravi riconoscono che anche l'amore non è mai perfetto; è sempre almeno un po' volubile.
Nelle parole di Bettelheim:

"Ci sono solo pochi amori che sono completamente liberi di ambivalenza. ... Non solo il nostro amore per i nostri figli è, a volte, venato di fastidio, scoraggiamento e delusione, lo stesso vale per l'amore che i nostri figli sentono per noi. "

I genitori sufficientemente bravi accettano ciò come parte della condizione umana.
I genitori sufficientemente bravi capiscono che la natura ha creato i bambini per essere molto resilienti (ndt: in grado di assorbire un urto senza rompersi). Non saremmo sopravvissuti come specie se questo non fosse vero. Fino a quando i genitori non rovinano troppo le cose (ed a volte anche se lo fanno), i bambini crescono sufficientemente bene comunque.

I genitori sufficientemente bravi rispettano i loro figli e cercano di comprenderli per quello che sono.

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I genitori sufficientemente bravi non pensano a se stessi come i produttori, i creatori o i forgiatori dei loro figli. Vedono i loro figli come esseri umani completi già in questo momento, e vedono il loro lavoro come quello di conoscere quegli esseri.

Capiscono che il rapporto genitore-figlio va in entrambe le direzioni, ma non del tutto. Si tratta di una relazione tra eguali, nel senso che le due parti sono ugualmente importanti, ugualmente meritevoli di felicità, ugualmente meritevoli della possibilità di creare i propri obiettivi e di sforzarsi per raggiungerli (a patto che tale sforzo non danneggi gli altri). In un altro senso, però, è una relazione diseguale. Almeno quando il bambino è giovane, il genitore è più grande, più forte, più saggio (speriamo), ragiona meglio; e il genitore controlla le risorse di cui il bambino ha bisogno per la sopravvivenza.

Per far funzionare questa relazione sbilanciata, il genitore sufficientemente bravo si sforza di arrivare a conoscere il bambino, in modo da capire le due esigenze e i suoi desideri.

I bambini generalmente non sono bravi come gli adulti a specificare le loro ragioni o discutere logicamente, quindi è ingiusto che i genitori si aspettino che i loro figli diano sempre delle buone ragioni per quello che fanno. Il tentativo del genitore di discutere con un bambino porta troppo spesso a un vergognoso dibattito verbale che compromette l'obiettivo di comprensione e sostegno.

Ecco le parole di Bettelheim:

"La  maggiore capacità dialettica di colui che è più cresciuto e la sua maggiore padronanza di fatti rilevanti - in modo così convincente per il  genitore - può essere vissuta dal bambino come l'abbattimento del suo parere...così il bambino si sente senza ragioni, e essere senza ragione è un'esperienza frustrante e debilitante.
E molto lontano dall'essere convinto....a meno che almeno una delle parti in conflitto non sia in grado di considerare seriamente l'altro punto di vista, non può esserci soluzione soddisfacente. ... Pertanto, il genitore sufficientemente buono esaminerà le motivazioni del bambino, cercando di capire i suoi pensieri e apprezzare i suoi desideri in modo da comprendere ciò che è [il bambino], ciò che spera di ottenere e perché e come. "

Per illustrare la questione del rispetto e cercando di capire il punto di vista del bambino, Bettelheim dà un esempio di un conflitto genitore-figlio che è ancora più comune adesso di quanto non lo fosse al momento in cui è stato scritto il libro: un conflitto sul rendimento scolastico. Ho modificato l'esempio solo un po' giusto per metterci del mio.

Supponiamo che il vostro bambino non stia facendo il suo dovere e stia disobbedendo al suo insegnante a scuola. L'insegnante vi chiama per un colloquio, e, se siete un genitore che mira alla perfezione, vi sentirete pieni di vergogna per il comportamento "cattivo" del vostro bambino e per voi stessi che avete cresciuto un tale bambino. Siccome credete che i problemi possano essere evitabili, prendete sul personale le parole dell'insegnante, e questo potrebbe portare a un rimprovero che annulla ogni tentativo di capire e aiutare veramente.

Al contrario, se siete soddisfatti di voi stessi come genitori e non avete l'illusione che la perfezione sia possibile, potete vedere il problema per quello che è, un problema da risolvere, non è una tragedia, non un'occasione per colpevolizzarsi o per umiliarlo.

Il primo passo verso la soluzione è quello di cercare di capire il problema dal punto di vista del vostro bambino. Se rispettate il ​​bambino, non date per scontato subito che il suo comportamento derivi da qualcosa di sbagliato in lui, che ha bisogno di correzione. Il vostro bambino potrebbe non essere in grado di indicare chiaramente i motivi del suo comportamento, e potrebbe anche non esserne a conoscenza, ma questo non significa che non ci sono motivi o che le ragioni sono quelle sbagliate.
È del tutto possibile che il comportamento di vostro figlio a scuola rappresenti qualcosa di ammirevole. Potrebbe derivare da un sano desiderio di affermare la sua indipendenza.

Qui torno alle parole di Bettelheim:

"Se noi, come genitori, possiamo entrare in empatia con, ad esempio, il bisogno del bambino di affermare se stesso rifiutando le regole scolastiche, o il timore di diventare un burattino se  fa ciò che gli altri vogliono che faccia, allora il nostro atteggiamento verso di lui sarà del tutto diverso rispetto a quello che abbiamo quando attribuiamo la mancanza di risultati scolastici alla pigrizia o alla mancanza di capacità."

Uno sguardo come questo può portare alla costruzione di una relazione positiva e collaborativa indirizzata a risolvere il problema, nella quale il genitore e il bambino pensano e parlano insieme delle possibili soluzioni.

Ci sono modi alternativi che il bambino può utilizzare per dimostrare a se stesso e agli altri che lui non è un burattino, pur facendo il suo lavoro scolastico ad un livello sufficiente? In alternativa, può la famiglia trovare qualche percorso educativo alternativo per il bambino, che non castri il suo forte bisogno di controllo sulla propria vita e sul suo apprendimento?
Il punto importante è che il rispetto per il bambino porta a un tentativo di comprendere il suo punto di vista, che, a sua volta, può portare a una soluzione praticabile in cui il bambino si sente sostenuto piuttosto che sconfitto.

Anche se una soluzione pienamente soddisfacente per il problema non venisse trovata, il bambino guadagnerebbe comunque la consapevolezza che i suoi genitori sono dalla sua parte, non contro di lui.

I genitori sufficientemente bravi sono più preoccupati per l'esperienza del bambino durante la sua infanzia che del suo futuro di adulto.

E' naturale per tutti i genitori avere un po' di preoccupazione per il futuro dei propri figli. Noi tutti vogliamo che i nostri figli crescano per essere gentili, morali, felici, adulti sani che possano prendersi cura di se stessi e degli altri. Ma i genitori sufficientemente bravi sanno che il futuro del bambino è una sua responsabilità, non del genitore.

E' il bambino, non il genitore, che dovrà determinare i suoi obiettivi nella vita e il percorso verso la loro realizzazione. Il lavoro del genitore è quello di assicurare che il bambino abbia una infanzia soddisfacente.

I genitori sufficientemente bravi riconoscono che il meglio che possono fare per aiutare i loro figli ad andare verso un futuro soddisfacente è quello di fornire le condizioni necessarie per un'infanzia soddisfacente. I bambini che si sentono sicuri nel loro rapporto con i genitori, che si sentono sostenuti piuttosto che controllati, che sentono di avere la vostra fiducia e quindi di essere affidabili, e che hanno un ambiente sufficientemente buono in cui giocare, esplorare e imparare (tra cui un sacco di occasioni per fare amicizia e interagire con gli altri al di là della famiglia), saranno maggiormente in grado di progettare il proprio soddisfacente futuro.

[Questo ora sono io, non Bettelheim.] I genitori sufficientemente bravi capiscono ciò, e così si occupano del presente e non del futuro. Un' infanzia felice porta, il più delle volte, a un'età adulta felice; e un'infanzia infelice porta, molto spesso, ad un adulto infelice.

...continua il prossimo venerdì...

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Nota su Bettelheim. Sono spinto, da un commento intelligente ad aggiungere questa nota sulla Biografia di Bettelheim. Egli è nato in Austria nel 1903 e, siccome era ebreo, è stato messo in un campo di concentramento nazista, dopo l'acquisizione tedesca dell'Austria nel 1938. Quando fu liberato, emigrò negli Stati Uniti e, infine, divenne professore di psicologia presso l'Università di Chicago. La sua reputazione è rovinata per due motivi: Egli ha affermato di aver ottenuto un dottorato presso l'Università di Vienna, e questa affermazione è ora creduta fraudolenta. Ha anche sviluppato una teoria rispetto al fatto che l'autismo possa essere il risultato di una mamma non affettuosa, teoria che si è dimostrata completamente sbagliata. Quando dico che mi piacciono le idee in A good enough parent di Bettelheim, non voglio dire che sono d'accordo con tutti i suoi scritti o che ammiro tutti gli aspetti del suo carattere. Non è raro per le persone che hanno alcune buone idee di averne anche di non buone.

 

 Articolo tradotto dal blog di Peter Gray su www.psychologytoday.it

di Peter Gray
Ricercatore al Boston College, autore di Free to Learn : le sue ricerche e i suoi scritti si concentrano primariamente sulle modalità in cui i bambini imparano naturalmente e sul valore del gioco.

traduzione a cura di Barbara Motolese

 Immagini: Happy family e happy family on sea vacation on shutterstock.com

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

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    Per tutte le informazioni consultate l'evento su Facebook

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    di Luana De Falco
    Studiosa e divulgatrice di Comunicazione Empatica/ NonViolenta
    Mediatrice Relazionale

     

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Commenti   

claudia
0 # claudia 2016-02-18 12:57
Complimenti per il lavoro del blogo per questo ci terrei a dirle che ci sono un pò di errori e sintesi eccessive a proposito della vita di Bettelheim. Non mi sembra che BB abbia mai formulato una teoria sull'autismo. Ha semplicemente scritto un libro: "La Fortezza vuota" dove racconta la storia di alcuni bimbi autistici che ha avuto in cura e dei loro percorsi di guarigione o di non guarigione. E' stato il primo a guardare alla psicosi come reazione normale a circostanze eccezionali. Parecchi anni dopo il suo libro è stata costruita una classificazione delle diverse tipologie di autismo alcuni di origine traumatica e altre strutturali. Per quanto riguarda la liberazione dal campo di concentramento è sempre stata una pratica comune nei campi di concentramento che come è noto avevano come scopo lo studio dei sistemi sociali più adatti al controllo del comportamento umano e delle masse. La liberazione casuale dei prigionieri serviva a rendere imprevedibile il contesto e a seminare sfiducia tra i prigionieri operazioneche aveva lo scopo di renderli più fragili. Grazie
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bs GenitoriChannel
0 # bs GenitoriChannel 2016-02-18 14:35
Grazie di questa interessante precisazione.
In realtà questo articolo è la traduzione di un articolo interessante di un blog inglese, per questo rimaniamo aderenti al testo
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