Venerdì, 12 Luglio 2013 00:00

A Milano un nuovo modo di lavorare per mamme e papà

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Quando sono rimasta incinta della mia prima figlia mi stavo tuffando nel mondo del lavoro come libera professionista, mi era chiaro che non avrei rinunciato alla mia soddisfazione personale legata al lavoro e sapevo che tenermi i clienti e continuare con tempi diversi il mio lavoro sarebbe stato possibile serenamente se solo... già, ne avrei mille di questi "se solo ", la maggior parte di questi è legata al mondo del lavoro tradizionale legato a ritmi e schemi rigidi, incapace di recepire i cambiamenti in corso nella società.

E infatti soprattutto nei primi anni ho fatto (abbiamo fatto!) acrobazie degne di un funambolo per conciliare vita lavorativa, serenità dei figli, budget economico e tutto il resto.

 

Oggi però comincio a vedere segnali che mi fanno ben sperare, uno di questi è a Milano, si chiama Piano C ed è "uno spazio di lavoro nuovo, nato per permettere di lavorare anche a chi nel modo di lavorare “tradizionale” non ci si trova più (o non ci si è mai trovato).Perché non vive a compartimenti stagni e crede che lavoro e vita non possano e non debbano essere separati".

Come mi piace! Ma mi piace ancora di più ora che ho scoperto Summer C, la versione estiva di Piano C all'idroscalo di Milano in concomitanza con le settimane ragazzi organizzate dal CONI, perchè se durante l'anno si parla di acrobazie genitoriali, d'estate occorrono arti magiche degne di Harry Potter!

Ma Piano C non è solo co-working e co-baby, è anche e soprattutto community, eccovi dunque l'intervista a Raffaele Giaquinto, community manager di Piano C, e se vi siete incuriositi trovate tutte le informazioni sul sito www.pianoc.it.

Quando e come è nata l'idea di Piano C?

Piano C nasce dall’esperienza di cinque donne che hanno sperimentato in prima persona come le regole che oggi governano il mondo del lavoro, lungi dal renderci più efficienti e produttivi, ci complicano la vita e ci rubano tempo, spesso finendo con l’obbligarci a scegliere dei compromessi che sottraggono risorse all’economia e frenano la crescita delle persone.

Quali attenzioni particolari sono state adottate nella progettazione degli spazi?

Il “Piano C” nasce insieme allo spazio che lo rende possibile. La nostra filosofia di progettazione è stata: innescare il cambiamento anticipandolo con il design; costruire gli strumenti che sarebbero serviti prima degli utilizzi; creare le condizioni affinché il talento arrivasse.
Ecco perché lo spazio di via Simone D’Orsenigo è stato concepito per rendere piacevole il lavorarci, per agevolare lo scambio di esperienze ma nel rispetto del lavoro del singolo, e per ispirare nuovi progetti e la voglia di “andare oltre” i tradizionali risultati del knowledge working. Ci sono regole chiare e condivise di rispetto del lavoro altrui, dei tempi e dei ritmi di tutti, della voglia di comunicare ma anche del bisogno di isolarsi. C’è uno spazio dedicato a ogni momento della giornata lavorativa e ad ogni stato d’animo delle persone.

Perché l'accesso è riservato alle donne e ai papà (solo con figli al seguito)?

Piano C è un nuovo modello organizzativo che ha l’obiettivo di reinserire (o migliorare l’inclusione) nell’economia talenti che oggi sono sottoutilizzati o esclusi a causa dell’organizzazione del lavoro prevalente (soprattutto donne e genitori). Quindi lo spazio di D’Orsenigo è un laboratorio dove sperimentare e riequilibrare le storture del mercato proponendo ad aziende, libere professioniste e imprenditrici un’organizzazione del lavoro alternativa.

Qual è l'esperienza fin qui maturata? Cosa è andato come previsto e cosa invece avete dovuto modificare?

I primi risultati sono positivi: oggi la community di Piano C è frequentata da 20 coworker (di cui due papà dipendenti d’azienda con possibilità di telelavoro); un’alta copertura mediatica e un alto tasso di contatti fanno ben sperare per il futuro. Il nodo cruciale è la sostenibilità complessiva del progetto che spesso si scontra con un paradigma culturale fortissimo: “si è fatto sempre così!”.   

Quali sorprese positive avete avuto nell'interazione con gli associati? Si sono creati gruppi e nuove collaborazioni tra i soci?

La community è uno dei punti chiave del progetto, stimolo costante nella crescita di Piano C e in tal senso mi fa piacere citare due “casi di successo”: l’incontro tra Paola (ex assistente di direzione) e Antonio (nostro papà coworker) sfociato in un’opportunità lavorativa per Paola nell’azienda di Antonio; la collaborazione tra Raffaella (coworker imprenditrice con l’obiettivo di raggiungere nuovi mercati) e Martha (traduttrice e insegnante di lingua).

Come avviene l'accesso dei bimbi nuovi nello spazio co-baby? I genitori hanno libero accesso per l'entrata/uscita o hanno orari da rispettare? I genitori possono accedere liberamente anche per allattare o passare un po' di tempo con il proprio bimbo? Nei locali di co-working è consentito l'accesso ai bimbi?

Tutti i piccoli (insieme ai genitori) sono accolti in una giornata di prova in cui conoscono le educatrici, il loro metodo educativo e gli altri bimbi. Il cobaby è aperto da lunedì a venerdì dalle 9 alle 19 ed è totalmente flessibile (si acquista un pacchetto di ore che può essere consumato nel tempo, anche in maniera non continuativa). Da settembre, il cobaby “cresce” e sarà disponibile anche un’offerta di micronido. Uno spazio bimbi di 55 metri consente la gestione di tutte le fasi, dal gioco all’allattamento, dalla socializzazione tra i piccoli ai teneri momenti di intimità tra un genitore e suo figlio.
Nel pieno rispetto di tutti, la nostra filosofia è: si può essere vicinissimi facendo cose diverse. La mamma e il papà lavorano, i bimbi fanno cose da bimbi (il coworking e il cobaby sono adiacenti). Poi, quando arriva l’ora di andare tutti a casa, attraversi il corridoio e siete di nuovo insieme.  

Perché avete scelto l'idroscalo come sede estiva di Piano C?

A giugno le scuole chiudono ma gli uffici no, e i genitori si industriano a cercare soluzioni acrobatiche per far quadrare il cerchio. Allora abbiamo cercato una soluzione nuova: l’ufficio segue i bambini, con risparmio di tempo, smog e stress, e più felicità per tutti.
Dal 10 giugno al 10 agosto, in concomitanza con gli Idrocamp del Coni dedicati ai bambini dai 5 ai 14 anni, Summer C mette a disposizione delle famiglie:
un’area di coworking con 20 scrivanie “vista lago”, rete internet, area relax e servizi (oltre a un bel terrazzo per rilassarsi e prendere il sole) e il cobaby, spazio e attività dedicate ai più piccoli (da 1 a 4 anni).

Quali progetti avete per il futuro?

Migliorare sempre di più il modello Piano C per renderlo facilmente replicabile, aiutando aspiranti imprenditrici (e imprenditori) nell’avviamento di spazi come il nostro. Insomma  più siamo, meglio è!
Misurare l’efficacia del lavoro fatto in questo modo. Ossia misurare la produttività di chi lavora in Piano C, tracciando la qualità dei risultati e se possibile confrontandoli con quelli ottenuti in ambienti di lavoro tradizionali.
Esportare Piano C nelle aziende, che possono adottare il nostro modello “in casa” oppure presso gli spazi di via Simone d’Orsenigo a Milano, per facilitare il rientro delle dipendenti dal congedo di maternità ed evitare che questa fase della vita professionale si trasformi in un momento di crisi (una donna su tre oggi lascia il lavoro).

 

di Barbara Motolese

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

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