Non vi è dubbio che i bambini siano il bene più importante di ogni comunità. Potremmo citare gli indiani Sioux “La sola cosa necessaria per la tranquillità del mondo, è che ogni bambino possa crescere felice ” o Dante Alighieri “Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.” o Leopardi “I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini trovano il nulla nel tutto.” fino a Neruda “Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.”
Anche la storia dell'Arte è piena di riferimenti al bambino come simbolo, religioso ma non solo, prima dell'avvento della fotografia era molto diffusa l'usanza di ritrarre i bambini per celebrarne la nascita.
Akira Zakamoto riporta in auge questa pratica perduta.
GC: Per prima cosa, perché ha scelto un nome giapponese per il suo lavoro artistico?
AZ: Ci sono diversi motivi dietro alla scelta di lavorare con un nome di fantasia, uno dei principali è la necessità di sentirmi straniero, di non fare parte della realtà, una condizione che per me è fondamentale per cercare di comprendere ciò che osservo.
GC: Il suo lavoro è incentrato sulla figura del bambino, per quale motivo ha scelto questo soggetto come principale per la sua opera?
AZ: Penso che i bambini siano il simbolo in grado di rendere manifesto il futuro del quale abbiamo perso consapevolezza. La maggior parte delle persone della mia generazione pensa al futuro con le immagini dei film di fantascienza che guardavamo da piccoli, pensiamo al futuro pensato dai giovani di cinquant'anni fa. Le società che invecchiano (l'Italia è un caso emblematico) faticano ad immaginare il futuro, faccio un esempio: le centrali nucleari che dovrebbero risolvere i problemi del nostro futuro energetico, esistono dal 1956, per ritornare alla fantascienza, Hishioro Honda diresse il film Godzilla (un mostro creato dagli esperimenti nucleari) nel 1954.
GC: I bambini che dipinge sono reali o immaginari?
AZ: I bambini che dipingo sono essere reali, viventi, tangibili, prima di ritrarli li incontro, gioco e parlo con loro, cercando di capire come posso immaginare un futuro diverso per noi e per loro.
Sono molto legato alla figura del pittore che, in un passato non remoto, veniva chiamato a ritrarre un bambino per celebrare l'avvento di una nuova anima all'interno di una comunità.
Penso che l'Arte vada intesa come un servizio alla persona piuttosto che come un prodotto di investimento.
GC: Come sceglie i soggetti dei suoi quadri?
AZ: Prima di realizzare i quadri per un esposizione, promuovo un cast durante il quale realizzo le immagini fotografiche, da queste scelgo i volti per i quadri che porterò in mostra.
Per esempio in questo momento sto preparando la mostra presso la Galleria Virando di Torino, invito tutte le persone interessate a far ritrarre i propri figli a contattarmi attraverso il sito internet dello studio zakamoto (www.zakamoto.com)
GC: Trova resistenze da parte dei genitori nel far ritrarre i propri figli, c'è paura rispetto alle immagini che vengono realizzate?
AZ: Trattandosi di immagini di minori, i genitori devono firmare una liberatoria che mi autorizza ad utilizzare le immagini solo ed esclusivamente per la realizzazione dei quadri e mi impedisce di farne qualsiasi altro uso, normalmente questa tutela è sufficiente per le persone interessate ad avere un ritratto dei propri figli.
Come padre sono molto attento a queste problematiche, e i fatti di cronaca che riguardano i bambini mi lasciano sgomento, credo però che una società nella quale i bambini vengono nascosti per paura, perda parte della sua umanità e del suo slancio vitale.
GC: Il titolo della mostra “Le età dell'oro, la ricchezza infinita negli occhi dei bambini” fa riferimento alla sua poetica legata ai bambini?
AZ: Si, la personale di Torino è l'ultima (in ordine di tempo) di una serie di mostre sul tema del bambino-angelo-dorato. Precedentemente ho realizzato progetti analoghi con musei, gallerie, enti e soprattutto bambini di Venezia , Bari , Albenga (SV), Levate (BG), Parabiago (MI), Cervo (IM), Ivrea, Cortemilia (CN) e Valenza (AL).
Il concetto di fondo che lega tutte le esposizioni è incentrato sul ruolo del bambino quale angelo venuto da un altra dimensione ad indicarci la via verso un futuro nuovo, quello che non siamo ancora capaci di immaginare.
GC: Che ruolo hanno i genitori in tutto questo?
AZ: Se un bambino esprime un pensiero assolutamente logico e condivisibile come “Sarebbe giusto che tutti avessero da mangiare in questo mondo” la maggior parte degli adulti risponderà “hai ragione anima bella, ma purtroppo il mondo è molto complicato e questo non è possibile”. La maggior parte degli adulti non considera nemmeno la possibilità di un futuro senza diseguaglianze, e non potendolo immaginare non potrà mai tradurlo in realtà.
Sono convinto che come genitori abbiamo la fortuna di farci guidare dai nostri figli in un futuro davvero nuovo.
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In occasione della mostra personale di Akira Zakamoto "Le età dell'oro, la ricchezza infinita negli occhi dei bambini" presso la Galleria d'Arte Anna Virando in Corso Giovanni Lanza, 105 a Torino, che inaugurerà mercoledì 4 Maggio 2011 alle ore 18:00, lo Studio d'Arte Zakamoto ricerca i volti dei bambini del futuro.
Gli interessati si possono rivolgere presso la galleria Virando in Corso Giovanni Lanza, 105 Telefono: 011.66.01.574 o presso lo Studio d'Arte Zakamoto Telefono: 011.04.61.049 mobile: 334.942.87.70 email:
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