#nonviolenza anche in famiglia

Oggi si celebra la Giornata Internazionale della NonViolenza.

 Il termine nonviolenza è la traduzione letterale del termine sanscrito ahimsa, composto da a privativa e himsa: danno, violenza. La parola ahimsa implica una sfumatura intenzionale che si potrebbe rendere con "assenza del desiderio di nuocere, di uccidere"
da Wikipedia

Uno dei principali sostenitori della nonviolenza è stato il Mahatma Gandhi, infatti la data del 2 Ottobre celebra l'anniversario della sua nascita. Il Mahatma, che significa Grande Padre, aveva capito che se alla violenza si risponde con altrettanta violenza, niente sarà cambiato. Diede quindi l'impulso alla resistenza attiva o disubbidienza civile, una forma di protesta pacifica che, nell'arco di 30 anni, e con momenti di grande tragedia, ha restituito l'indipendenza all'India.

Anche se sono passati più di 100 anni dall'inizio del Movimento Nonviolento di Gandhi, c'è ancora molta strada da fare in questo senso. La violenza è ancora vista spesso come necessaria, a volte addirittura educativa

Violenza tra gli Stati

Forse non molti sanno che già nel 1984 la Corte Costituzionale sanciva  che il dovere Costituzionale dei cittadini della Difesa della Patria, può venire svolto in maniera equivalente con modalità diverse e/o estranee alla Difesa militare. Nel 2004 inoltre  è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un Comitato di consulenza per la difesa civile non armata e nonviolenta che si occupa di prevenzione, mantenimento e consolidamento della pace.

Violenza sulle donne

Ormai da qualche anno è sotto i riflettori il problema della violenza sulle donne, spesso attuata da compagni, fidanzati e mariti che si dichiarano innamorati.
Abbiamo davvero fatto confusione, noi donne per prime su cosa significhi amare ed essere amati da legittimare un gesto violento come proveniente dalla parte migliore di noi stessi.
Per fortuna però i riflettori accessi ci stanno aprendo gli occhi, e l'opinione pubblica è ormai schierata apertamente contro la violenza sulle donne, e questo non è un fatto scontato, non dimentichiamoci che ancora negli anni '50 percuotere una moglie era socialmente accettato se lei "se l'era meritato" magari per essersi dimenticata qualche dovere coniugale.

Violenza sui bambini

Se la violenza sulle donne è ormai condannata, non si può dire lo stesso per quella sui bambini. O meglio, viene sicuramente condannata una forma di violenza grave come i maltrattamenti continui, inoltre in Italia è ormai vietata nelle strutture scolastiche qualsiasi tipo di punizione fisica. Purtroppo però lo stesso non si può dire di quelle che vengono inflitte in famiglia o da un adulto di riferimento. Perché schiaffi e sculaccioni non vengono considerati gesti violenti se perpetrati ai danni di un bambino dalla persona su cui ripone tutta la sua fiducia?

Le campagne contro le punizioni fisiche

Nel 2011 Save The Children ha lanciato la campagna A mani Ferme "per l'eliminazione di ogni forma di violenza nei confronti dei minori, incluse le punizioni fisiche o corporali e le altre forme di punizioni umilianti e degradanti, in quanto lesive del diritto fondamentale dei minori al rispetto della loro integrità fisica e dignità umana."
La campagna è parte integrante del progetto "Educate, do not punish", finanziato dalla Commissione Europea. Il progetto e la Campagna hanno come "obiettivo principale proteggere i minori dalle punizioni fisiche e dalle altre forme di punizioni umilianti e degradanti in tutti i contesti, compreso quello familiare, promuovendo la genitorialità positiva attraverso azioni di sensibilizzazione."
Ecco il video della campagna
 

Anche Fondation pour l’enfance ha promosso una campagna contro gli schiaffi ai bambini perché, ritiene, tutte le punizioni corporali dovrebbero essere vietate. La fondazione francese, attiva da tempo nella difesa dei diritti dei più piccoli, ha presentato un video shock che mostra un bambino schiaffeggiato in modo violento dalla madre perché sta facendo rumore. Lo spot termina con la frase: “Un piccolo schiaffo per voi, un grande schiaffo per lui”.


Il dottor Gilles Lazimi, coordinatore della campagna, ha spiegato: “Non esistono piccoli schiaffi, ogni atto di violenza verso i più piccoli può avere delle conseguenze sulla loro salute fisica e psicologica”.

Perchè i bambini non vanno picchiati?

Molti psichiatri, sociologi, ricercatori e genitori hanno raccomandato di mettere al bando le punizioni corporali dei bambini.  Nel 2004 una ricerca americana ha rivelato che le sculacciate possono causare aggressività nei bambini durante la crescita, mentre un altro studio pubblicato nel luglio del 2012 sostiene che i bambini vittime di piccole violenze hanno tra il 2 e il 7% di probabilità in più di soffrire di disturbi mentali in età adulta.

Io però la penso esattamente così
i figli non si picchiano perché "ci sono cose che semplicemente non si fanno"
C. Gonzales in "Besame mucho"

"tutte le persone hanno il diritto alla protezione della loro integrità fisica, e i bambini sono anche loro delle persone."
Dr. Peter Newell, coordinatore dell'organizzazione End Punishment of Children

Se però volete una spiegazione più ampia vi invito a leggere l'articolo di Jan Hunt dove vengono elencate le 10 principali ragioni per cui i bambini non vanno picchiati nonchè intervento di Alice Miller, psicoanalista e ricercatrice nell'ambito dell'infanzia, che spiega in modo molto puntuale perchè non esistono le botte a fin di bene.

di Barbara Lamhita Motolese

 

 Questo post partecipa al blogging day #NonViolenza promosso da SocialTimeOnlusnonviolenza2

 Celebriamo il giorno Internazionale della Non-Violenza! La non violenza non è solo una tattica efficace; è una strategia ed una visione finale. Obiettivi durevoli possono essere ottenuti solo attraverso mezzi durevoli come la non violenza.

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

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    Certo lui era cattivo e suo padre lo picchiava, lo picchiava soprattutto la notte quando si svegliava piangendo, suo padre andava nella sua cameretta e lo riempiva di botte finchè stremato non si addormentava, era un bambino…sì un bambino vivace, diventato poi timido ed introverso, una piantina tenera “piegata” dalla forza e dall’ignoranza, un bambino che non poteva proteggersi o difendersi. Quel piccolo uomo ora è un padre e la sua storia non è una storia rara, purtroppo, non lo è…

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     ***

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    Leggiamo questo interessante contributo di Alice Miller, psicoanalista e ricercatrice nell'ambito dell'infanzia, ha scritto nuemrosi libri e articoli con l'intento di dimostrare che gli abusi sui bambini producono non solo bambini infelici e disturbati, adolescenti distruttivi e genitori maltrattanti, ma anche una società disturbata che funziona spesso in modo estremamente irrazionale.

     

    Perché le sculacciate, gli schiaffi e altri tipi di botte, apparentemente inoffensivi, come gli schiaffetti sulle mani di un bambino, sono pericolosi?

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    Quando nasce il nostro bambino, una delle prime cose che accarezziamo sono le sue manine. Contiamo le piccolissime dita e ci meravigliamo, pensando a che cosa potranno fare un domani. Man mano che il bimbo cresce, la manina diventa il suo appoggio per gattonare, il suo strumento di esplorazione, il suo appiglio per tenersi alla nostra mano che lo sostiene e gli dà sicurezza mentre scopre il mondo intorno a sè.

    Le sue mani che crescono possono diventare strumento per costruire o per ferire, così come la nostra stessa mano che tiene la sua può essere una guida affettuosa o può strattonare, stringere con rabbia, alzarsi e colpire.

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