Venerdì, 12 Dicembre 2014 00:00

Perchè ai bambini non servono regole

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Limiti e regole non sono così importanti senza la legge delll'amore

di Igor Niego e Debora T. Stenta (articolo scritto utilizzando il genere femminile come genere onnicomprensivo per riflettere sull'uso esclusivo del maschile nella lingua italiana)

Le regole sono rassicuranti per gli adulti

Si parla molto dell'importanza dei limiti e delle regole con le bambine, di come insegnarle o di quanta fermezza sia necessaria nel farle rispettare, ma poco si parla dell'importanza di stabilirle insieme a loro. Poco si parla anche dell'importanza di fare eccezioni e/o trasgredirle in modo consapevole, o di cambiarle quando esse sono ingiuste o poco funzionali.

Il rispetto delle regole stabilite unilateralmente dalle adulte è un valore fondante dell'educazione predominante e per questo, per l'adulta che ha che fare con delle bambine, la presenza di norme e regolamenti prestabiliti è una cosa rassicurante.
Per la maggior parte delle persone è abbastanza bizzarro pensare che adulte e bambine possano stabilire, ad esempio, le regole di convivenza di una scuola, come accade in molte scuole democratiche del mondo.

Quando le regole sono calate dall'alto

Nella relazione adulta/bambina, sembra che la funzione di porre dei limiti, dei confini, dei paletti, sia una delle più rilevanti: il focus si concentra prevalentemente sul concetto di “separazione” invece che sulla ricerca dei punti di contatto.
Potremmo affermare anche che ci si concentra forse troppo poco sulla liberazione delle loro menti così precocemente condizionate dai limiti, confini, paletti che inevitabilmente arrivano loro da ogni dove e da secoli di condizionamenti educativi.

In fondo l'incessante attività ludica della bambina non è altro che un continuo sperimentarsi nel creare ed annullare regole di relazione. Eppure spesso si parla di regole come qualcosa di calato dall'alto a cui la bambina è tenuta ad adeguarsi per il volere delle persone adulte. Spesso proprio le bambine più riluttanti a seguire tali regole sono quelle con una maggiore salute emotiva.
Vale la pena chiedersi se non sia più importante che le bambine (e le adulte) si interroghino sempre con spirito critico sulla legittimità delle regole con cui hanno a che fare, anziché imparare a temerle e rispettarle a priori.

Il concetto, anch'esso molto popolare, di “senso di responsabilità” inteso come “senso del dovere” svia dal significato autentico della parola “responsabilità” come abilità nel rispondere in base a una propria scelta, non nell'obbedire e nel fornire la risposta prestabilita.

Riconoscere la legge dell'amore

Al di sopra di regolamenti, normative, legislazioni e ordinamenti, la vera legge che è importante che una bambina sappia riconoscere e rispettare è la legge dell'amore.
Tale legge non è sempre rispettata da chi fa le regole ed è importante che le bambine stesse ne siano consapevoli.
In realtà per noi adulte è più difficile di quanto sembri mettersi in ascolto del limite che le bambine stesse, e ancor meglio le relazioni, naturalmente e armoniosamente ci indicano.

A volte, le regole a cui le bambine sono sottoposte hanno più a che fare con le esigenze delle adulte che con le proprie. Per sentire dentro di noi la legge suprema dell'amore possiamo investire tutte le nostre energie a provare fiducia nella loro capacità empatica, nella loro competenza, nella loro voglia di cooperare, di contribuire al bene comune e nella loro innata intelligenza emotiva, comunemente sottostimate dalle adulte. Il “giusto” mezzo tra autoritarismo e permissivismo potrebbe proprio risiedere nella via dell'empatia e della condivisione, che sostiene la capacità di autoregolazione delle bambine.

Il rischio delle regole prefissate

Se si considera la bambina non all'altezza di padroneggiare il proprio comportamento distinguendo il contesto in cui si trova, si corre il rischio di creare in lei uno schema mentale di regolette prefissate che applica in modo meccanico e poco empatico.
Un altro rischio di una regolamentazione troppo rigida è che le bambine si ritrovino troppo dipendenti dalle abitudini e che stiano a disagio in contesti in cui ci sono regole di convivenza diverse.

Per esempio, sulle regole che riguardano lo stare a tavola, potrebbe essere utile e divertente dare alla bambina una prospettiva molto più ampia, facendole incontrare i “galatei” di varie culture e lasciandola in contatto con il suo naturale senso di socialità e collaborazione. Può sicuramente essere utile sapersi comportare in maniera consona in un ristorante, ma anche essere capaci di mangiare comodamente stando sedute a terra (come accade in molti altri continenti), saper usare altre “posate” come le bacchette orientali o le mani, alla maniera di molti popoli africani e orientali.

C'è un solo modo giusto di comportarsi valido sempre e dappertutto?

Da subito le bambine possono entrare in contatto con la natura flessibile delle regole, e vale la pena provare a cambiare il nostro usuale punto di vista, che ci induce a pensare che c'è un solo modo giusto di comportarsi valido sempre e dappertutto.
A volte, pur di rispettare le regole, dimentichiamo i valori che erano alla base delle regole stesse o i valori che ci guidano nella vita: riflettendo sulle regole che sono state create a tutela dell'infanzia, ad esempio, ci siamo accorte che spesso esse diventano un ostacolo.

Stando con le bambine abbiamo imparato che non tutto quello che è ordinato è necessariamente armonioso; e anche che tutto ciò che è apparentemente disordinato non è necessariamente disarmonico. Infatti l'ordine, se è troppo statico, può facilmente rivelarsi “morto” o privo di espressione e di energia vitale.
Focalizzarci sul rispetto delle regole di per sé rimane un obiettivo riduttivo se prima non ci impegniamo in un lavoro insieme alle bambine, un lavoro che non è così scontato come potrebbe sembrare: quello che ci porta a sviluppare la capacità di riconoscere i propri bisogni e le proprie emozioni in tutte le loro infinite sfumature, e di esprimerli. Solo dopo questo processo abbiamo creato il terreno adatto per educarci all'arte di negoziare le regole e produrre decisioni assieme alle bambine.

Essere in ascolto e presenti

Quali strumenti abbiamo per capovolgere convinzioni e concetti educativi con cui siamo cresciute e che trasmettiamo alle nostre figlie? Essere insieme alle proprie figlie presenti e in ascolto è quanto di più utile ed efficace, e ci può riconnettere alla nostra capacità innata di stabilire un contatto profondo con loro.

Disimparando s'impara

“Disimparando s'impara” è uno spazio e un luogo dove tutto ciò viene risvegliato e potenziato grazie al confronto e all'esperienza pratica: si tratta di un percorso di “dis-formazione” che invita ad uscire dalla propria zona di comfort e a disimparare modelli e schemi pedagogici acquisiti per aprirsi a ciò che ancora non conosciamo, di noi stesse, delle nostre potenzialità, della persona bambina.

“Disimparando s'impara” è un percorso esperienziale costruito su quattro aree di laboratori e riflessione affrontate con l'accompagnamento in compresenza di cinque conduttori con personalità, esperienze e competenze molto diversificate:

  • Raffaella Cataldo: Insegnante, formatrice, homeschooler-unschooler, mamma. Ha ricevuto e riceve tuttora un'intensa e appassionata formazione a cura di bimbe e bimbi di tutte le età, veri maestri di vita.
  • Davide Donadi: Arredatore, illustratore, scenografo, poi vent'anni insegnante, maestro steineriano, socio fondatore, formatore didattico e presidente di Kiskanu Scuola sperimentale primaria. Mi occupo di biologia e nuova medicina nella fase evolutiva. Da tre anni allievo papà.
  • Christian Mancini: Educatore, formatore in pedagogia esperienziale, teamtraining & outdoor education.
  • Debora T. Stenta: Donna, mammifera, figlia, mamma, sorella, custode della nascita, artista, ricercatrice, terapeuta.
  • Igor Niego: Libero esploratore in quella dimensione della musica che aiuta l'uomo nel conseguimento della gioia di vivere. Artista eclettico e giocoso ma soprattutto appassionato autodidatta nonché animatore, formatore, genitore, insegnante. 

 

“Disimparando s'impara” si tiene a Savigliano (CN) presso l'associazione “La Girandola”, Via dell'Artigianato 5.
Si articola in sette incontri a cadenza mensile fruibili anche singolarmente, della durata di un weekend.

Iil primo appuntamento è il 17/18 gennaio 2015.

Ciascun incontro inizia alle ore 9.00 del sabato e termina alle ore 17.30 della domenica.

Per informazioni, domande, richieste:
www.disimparando.com
Debora 349 862 7685
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Immagine: Tim Samhof on flickr.com

Le regole

di Igor Niego e Debora T. Stenta

 

(articolo scritto utilizzando il genere femminile come genere onnicomprensivo per riflettere sull'uso esclusivo del maschile nella lingua italiana)

 

Si parla molto dell'importanza dei limiti e delle regole con le bambine, di come insegnarle o di quanta fermezza sia necessaria nel farle rispettare, ma poco si parla dell'importanza di stabilirle insieme a loro. Poco si parla anche dell'importanza di fare eccezioni e/o trasgredirle in modo consapevole, o di cambiarle quando esse sono ingiuste o poco funzionali.

Il rispetto delle regole stabilite unilateralmente dalle adulte è un valore fondante dell'educazione predominante e per questo, per l'adulta che ha che fare con delle bambine, la presenza di norme e regolamenti prestabiliti è una cosa rassicurante. Per la maggior parte delle persone è abbastanza bizzarro pensare che adulte e bambine possano stabilire, ad esempio, le regole di convivenza di una scuola, come accade in molte scuole democratiche del mondo.

Nella relazione adulta/bambina, sembra che la funzione di porre dei limiti, dei confini, dei paletti, sia una delle più rilevanti: il focus si concentra prevalentemente sul concetto di “separazione” invece che sulla ricerca dei punti di contatto. Potremmo affermare anche che ci si concentra forse troppo poco sulla liberazione delle loro menti così precocemente condizionate dai limiti, confini, paletti che inevitabilmente arrivano loro da ogni dove e da secoli di condizionamenti educativi.

In fondo l'incessante attività ludica della bambina non è altro che un continuo sperimentarsi nel creare ed annullare regole di relazione. Eppure spesso si parla di regole come qualcosa di calato dall'alto a cui la bambina è tenuta ad adeguarsi per il volere delle persone adulte. Spesso proprio le bambine più riluttanti a seguire tali regole sono quelle con una maggiore salute emotiva.

Vale la pena chiedersi se non sia più importante che le bambine (e le adulte) si interroghino sempre con spirito critico sulla legittimità delle regole con cui hanno a che fare, anziché imparare a temerle e rispettarle a priori. Il concetto, anch'esso molto popolare, di “senso di responsabilità” inteso come “senso del dovere” svia dal significato autentico della parola “responsabilità” come abilità nel rispondere in base a una propria scelta, non nell'obbedire e nel fornire la risposta prestabilita.

Al di sopra di regolamenti, normative, legislazioni e ordinamenti, la vera legge che è importante che una bambina sappia riconoscere e rispettare è la legge dell'amore.

Tale legge non è sempre rispettata da chi fa le regole ed è importante che le bambine stesse ne siano consapevoli. In realtà per noi adulte è più difficile di quanto sembri mettersi in ascolto del limite che le bambine stesse, e ancor meglio le relazioni, naturalmente e armoniosamente ci indicano. A volte, le regole a cui le bambine sono sottoposte hanno più a che fare con le esigenze delle adulte che con le proprie. Per sentire dentro di noi la legge suprema dell'amore possiamo investire tutte le nostre energie a provare fiducia nella loro capacità empatica, nella loro competenza, nella loro voglia di cooperare, di contribuire al bene comune e nella loro innata intelligenza emotiva, comunemente sottostimate dalle adulte. Il “giusto” mezzo tra autoritarismo e permissivismo potrebbe proprio risiedere nella via dell'empatia e della condivisione, che sostiene la capacità di autoregolazione delle bambine.

Se si considera la bambina non all'altezza di padroneggiare il proprio comportamento distinguendo il contesto in cui si trova, si corre il rischio di creare in lei un schema mentale di regolette prefissate che applica in modo meccanico e poco empatico. Un altro rischio di una regolamentazione troppo rigida è che le bambine si ritrovino troppo dipendenti dalle abitudini e che stiano a disagio in contesti in cui ci sono regole di convivenza diverse. Per esempio, sulle regole che riguardano lo stare a tavola, potrebbe essere utile e divertente dare alla bambina una prospettiva molto più ampia, facendole incontrare i “galatei” di varie culture e lasciandola in contatto con il suo naturale senso di socialità e collaborazione. Può sicuramente essere utile sapersi comportare in maniera consona in un ristorante, ma anche essere capaci di mangiare comodamente stando sedute a terra (come accade in molti altri continenti), saper usare altre “posate” come le bacchette orientali o le mani, alla maniera di molti popoli africani e orientali.

Da subito le bambine possono entrare in contatto con la natura flessibile delle regole, e vale la pena provare a cambiare il nostro usuale punto di vista, che ci induce a pensare che c'è un solo modo giusto di comportarsi valido sempre e dappertutto. A volte, pur di rispettare le regole, dimentichiamo i valori che erano alla base delle regole stesse o i valori che ci guidano nella vita: riflettendo sulle regole che sono state create a tutela dell'infanzia, ad esempio, ci siamo accorte che spesso esse diventano un ostacolo.

Stando con le bambine abbiamo imparato che non tutto quello che è ordinato è necessariamente armonioso; e anche che tutto ciò che è apparentemente disordinato non è necessariamente disarmonico. Infatti l'ordine, se è troppo statico, può facilmente rivelarsi “morto” o privo di espressione e di energia vitale.

Focalizzarci sul rispetto delle regole di per sé rimane un obiettivo riduttivo se prima non ci impegniamo in un lavoro insieme alle bambine, un lavoro che non è così scontato come potrebbe sembrare: quello che ci porta a sviluppare la capacità di riconoscere i propri bisogni e le proprie emozioni in tutte le loro infinite sfumature, e di esprimerli. Solo dopo questo processo abbiamo creato il terreno adatto per educarci all'arte di negoziare le regole e produrre decisioni assieme alle bambine.

 

Quali strumenti abbiamo per capovolgere convinzioni e concetti educativi con cui siamo cresciute e che trasmettiamo alle nostre figlie? Essere insieme alle proprie figlie presenti e in ascolto è quanto di più utile ed efficace, e ci può riconnettere alla nostra capacità innata di stabilire un contatto profondo con loro.

Disimparando s'impara” è uno spazio e un luogo dove tutto ciò viene risvegliato e potenziato grazie al confronto e all'esperienza pratica: si tratta di un percorso di “dis-formazione” che invita ad uscire dalla propria zona di comfort e a disimparare modelli e schemi pedagogici acquisiti per aprirsi a ciò che ancora non conosciamo, di noi stesse, delle nostre potenzialità, della persona bambina.

Disimparando s'impara” è un percorso esperienziale costruito su quattro aree di laboratori e riflessione affrontate con l'accompagnamento in compresenza di Raffaella Cataldo, Davide Donadi, Christian Mancini, Debora T. Stenta e Igor Niego.

Disimparando s'impara” si tiene a Savigliano (CN) presso l'associazione “La Girandola”, Via dell'Artigianato 5.

Si articola in sette incontri a cadenza mensile, della durata di un weekend: il primo appuntamento è il 13/14 dicembre 2014. Ciascun incontro inizia alle ore 9.00 del sabato e termina alle ore 17.30 della domenica.

 

Per informazioni, domande, richieste:

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Debora 349 862 7685

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Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

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Commenti   

Francesco
0 # Francesco 2014-12-21 10:07
Ma a cosa servono le regole?
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