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Tu?! Chi... essere... tuuu?!”

Ve lo ricordate il Brucaliffo di “Alice nel paese delle meraviglie”? Sì, quel tipo strano, blu, con tante gambe che gli scappano ovunque e, soprattutto, che se ne sta a fumare il narghilè su un fungo allucinogeno che fa diventare grande o piccola Alice a seconda di quale pezzetto decide di mangiare.
Situazione alquanto inusuale e che fa gridare al golpe della tenera innocenza dei nostri pargoli: lamentatevi poi la prima volta che li trovate in possesso di una sigaretta?!

Eppure, nonostante la stranezza di questa associazione d'idee, io ho pensato molto spesso al Brucaliffo nel momento in cui ho deciso di tornare al lavoro.

 

Pubblicato in Primi anni

"Le tasche piene di sassi". Quando ho sentito per la prima volta questa canzone di Jovanotti – Lorenzo Cherubini, come si fa chiamare ormai da diversi anni, ossia da quando ha smesso di dare il cinque e ha iniziato a regalare molte emozioni in più – non sapevo esattamente di cosa parlasse. Però la sensazione era forte, profonda, inequivocabile.

Solo alla mamma puoi dire che “ti ha lasciato solo” e che deve “venirti a prendere”. E' lei, chi altro?, che ti ha portato su questa terra e poi d'un tratto ti lascia solo.

La solitudine che lascia la mamma non ha fondo, è un buco nero in cui puoi gettare monete per esprimere un desiderio, ma il rumore metallico di un rimbalzo o quello di un tuffo nell'acqua non lo sentirai mai per quanto tu tenda le orecchie.

Pubblicato in Vita in famiglia

… sei stato misurato e sei stato trovato bellissimo! Un capolavoro, ha scritto un vecchio medico sul tuo libretto verde delle vaccinazioni. Questo inizio, parafrasando un famoso film che mi ha fatto fare sane e grasse risate, per raccontarti del primo tagliando a cui sei stato sottoposto, una volta tornato a casa nella tua tutina troppo grande, dove i piedi non riempivano mai l'estremità più in basso.

Pubblicato in Primi anni

Non è che voglio approfittarmi di questo spazio per pubblicizzare amici e parenti; peraltro, almeno in questo caso, non si tratta di propaganda per ottenere voti o raccogliere guadagni, né dell'intenzione di voler dare in affitto uno dei padri di cui parlo.

Però, mi capirete, potrei mai parlare di giovani papà senza citare mio fratello? Quello che mi fa ridere da una vita, che mi ha aiutato a crescere e a prendermi meno sul serio, lo stesso che è entrato nel mondo impervio dei genitori solo tre mesi dopo di me?!

 

Pubblicato in Vita in famiglia

Allora, dove eravamo rimasti? Ah sì! L'altra metà della mela... e dicevamo che ce ne sono di tutti i tipi, no?!

Ecco, il secondo esempio di bella metà paterna che mi viene in mente è il mio amico Luca; in realtà è l'alter ego di mio marito: compagni di squadra sui campetti di provincia – anzi, compagni di reparto, due difensori incalliti, Luca ancora di più dato che non si decide ad attaccare gli scarpini al chiodo – amici, gemelli diversi che si sono smarriti ad un certo punto della propria adolescenza (complice il trasloco di uno dei due fuori città) e ritrovati per caso, grazie a una di quelle coincidenze che fanno gridare al destino. Ma Luca non è solo l'amico storico di mio marito, è il marito della mia amica Fra (è vero, lo ammetto, la nostra amicizia è successiva alla loro, ma il tempo per noi donne non conta no?!): il moro e la bionda, la nostra famiglia allargata.

 

Pubblicato in Vita in famiglia

Che la ricetta biologica per avere un figlio comprenda un ingrediente maschile non è una grande scoperta. Sono loro, i nostri uomini, l'altra metà della mela e di mele, come sul banco del mercato, ce ne sono di tutti i tipi.

Nel mio caso, le proporzioni fisiche vogliono che sia io la metà di mio marito, non proprio la metà esatta ma quasi; e meno male che, come dice mio suocero, sono come il detersivo per lo sporco impossibile: concentrata!

 

Pubblicato in Vita in famiglia

Mentre ancora “tondeggiavo” come un melograno, mio marito mi guardava sorridendo e facendomi una domanda a cui nessuno dei due sapeva dare una risposta: “Ma quando torniamo a casa col fagotto come facciamo?” E poi si batteva la fronte col palmo della mano, in segno di totale confusione.
Il fagotto in questione era ovviamente nostro figlio, che già immaginavamo avvolto in tutine e coperte che lo proteggessero dal caldo, dal freddo, dal mondo, da qualunque cosa.

Pubblicato in Primi anni

Una bellissima lettera di una mamma al suo bambino sui doni veri che si vorrebbero lasciare ai propri figli.... tutto da gustare!

***

Caro il mio cucciolo d'uomo - figlio di un futuro che deve ancora venire e che stenta a spiccare il volo, uscendo dal bozzolo di questo presente così incerto – fin da quando sei nato ho messo via emozioni, ricordi, speranze, sogni e pensieri per te. Custodisco tutto in una sacca capiente che collega il mio cuore al mio cervello con l'intenzione di lasciarti piccoli regali lungo la strada, tra cui alcune rarità della vita come le certezze, la realizzazione di sogni e aspettative, la promessa che non ti capiterà mai niente di male (che, come dice la pesciolina un po' svampita di Nemo: “E' assurdo! Perchè non gli succeda mai niente dovrebbe non fare mai niente!”). Certo non vuol dire che tutto questo non lo avrai, ma solo che non pioverà dal cielo a catinelle e che, in genere, dovrai lottare per averlo.

Pubblicato in Primi anni
Giovedì, 24 Maggio 2012 06:11

Nascita “fusion”

Sei venuto al mondo nel primo giorno di ferie del tuo babbo. Prima dote: il tempismo!

Attorno a noi una camerata che sembrava uscita da un racconto: eravamo gli unici italiani, il resto del mondo si stendeva accanto a noi passando per il Messico, le Filippine, l'Albania e l'Honduras. La prima notte l'ho passata con un occhio aperto, come fanno i gatti quando sonnecchiano, sbirciando dentro la culla in cui dormivi sopraffatto dal tuo salto nel mondo, completamente abbandonato alla vita, le braccia larghe e le mani a pugno, le labbra appiccicate in un cuore.

Pubblicato in Gravidanza e parto
Venerdì, 20 Aprile 2012 11:07

Favole... di tutti i giorni (e così è!)

La vita non è una fiaba, ma forse una favola sì... ci si sveglia leggiadri, si saltella allegramente verso il quotidiano, si pulisce soavemente, e si rientra al castello in groppa al cavallo del principe azzurro... o no?!!!
A questa domanda risponde Monia con questo suoo post...

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E' l'alba: Biancaneve si stiracchia in maniera leggiadra, svegliandosi spontaneamente già truccata e pettinata, col sorriso sulle labbra.

Le 6,30 in casa nostra: la tua mamma, tesoro mio, deve svegliarla il babbo scuotendola come una maracas per scrollarle un po' di bradipismo di dosso; poco elegantemente, quasi a passo di leopardo, si sposta verso il bagno, spettinata e con le pieghe del cuscino sulla faccia.

Pubblicato in Vita in famiglia

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