La prima volta che ho sentito nominare le mestruazioni c’era un errore. E anche l’ultima. Nella prima l’errore era di ortografia, nell’ultima l’errore stava nel tempo del verbo.

Il mio amico Sandro aveva due fratelli più grandi, e quindi del sesso sapeva praticamente tutto. Avevamo 8 o 9 anni quando prese la parola, un giorno a Ticino, per spiegarmi le mesturazioni. Le chiamò così, imprimendomi nella mente il gesto di quel mestolo che rimesta tra gli ormoni. Lo corressi, e lui che era abituato a essermi maestro non ci volle credere.

Scommettemmo. Consultato il vocabolario, vinsi un cornetto al bar dell’oratorio. Tiè. Io sapevo come si diceva, perché mia mamma me ne aveva parlato, e avevo capito come si scrivevano le mestruazioni. Cosa fossero restava, però, piuttosto misterioso.

Come spiegare la morte ai bambini? In questo articolo Barbara Motolese racconta come ha mosso i primi passi in questo difficile argomento con sua figlia di 5 anni.

Ogni giorno qualcosa ci arriva in dono, sta a noi scegliere come prenderlo e in cosa trasformarlo. Questo concetto è spiegato benissimo nel film Cast Away che ho visto tempo fa, un uomo naufraga su un'isola e cerca di sopravvivere, il mare ogni giorno gli restituisce qualche dono finchè lui riesce a metterli insieme e costruisce una zattera, si avventura in mare e viene recuperato da una nave. Tornato a casa scopre che sua moglie nel frattempo si è risposata e si è costruita una famiglia e lui è diventato un po' un disadattato ma sa che il giorno dopo il mare gli porterà qualche altro dono.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, gestire la pubblicità e compiere analisi statistica del sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.