Barbara Siliquini

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

La famiglia è il terreno in cui siamo radicati. Fino a quando non riconosceremo queste radici, le ali che ci stanno spuntando resteranno deboli.
Le costellazioni familiari sono un mezzo per scoprire queste radici e per liberarle da tutto ciò che le indebolisce e le danneggia. Allora la forza potrà fluire ”dalle radici alle ali".

La vita fluisce ai figli tramite i genitori: scoprire i legami con la propria famiglia d’origine

Facciamo parte della famiglia come gli organi fanno parte del corpo.
Per quanto possa essere grande il nostro desiderio di autonomia e di realizzazione personale, a livello inconscio sentiamo un obbligo verso la nostra famiglia e, senza saperlo, ci assumiamo svariati compiti per tenere fede al nostro bisogno di appartenenza.

 

Sono la mamma di un bambino, che è stato un neonato ad alto bisogno. Avevo letto tanto di questi “neonati ad alto bisogno”, ma prima di esserci passata non realizzavo quanto potesse essere stressante ed impegnativo il loro accudimento. E, riflettendo, credo che la cosa più stressante ed impegnativa sia la costante mancanza di un feed back positivo su cui poggiare la propria autostima di madre.

Chi sono i neonati "alto bisogno"

I neonai ad alto bisogno sono soprattutto bimbi fragili.
Piangono pressochè di continuo (ma non sono le coliche),
dormono poco,
anche crescendo chiedono la mamma sempre - ma non è detto che la mamma li consoli, anzi, piangono inconsolabilmente anche quando li prendi in braccio.

...almeno questo era il mio neonato ad alto bisogno.

Il termine bambini indaco viene utilizzato per indicare i bambini del terzo millennio. Si tratta di un modo di descrivere la personalità in base ai colori. Da dove deriva questa scelta?

Attorno al 1980 Nancy Ann Tappe, psicoterapeuta americana, descrisse alcune caratteristiche umane e modelli comportamentali in base ai colori dell'aura (l'aura sarebbe una "sostanza sottile" non rilevabile dalla vista fisica, che circonda ogni essere vivente).
Sin da piccola lei vedeva spontaneamente l'aura delle persone, e nel corso del suo lavoro iniziò a mettere in relazione questo suo dono con osservazioni di tipo psicologico.
In particolare collegava il colore che percepiva con il carattere e le attitudini delle persone.
Strada facendo creò un sistema accuratissimo e significativo sulla base delle sue intuizioni e del lavoro diretto che aveva svolto - e continua a svolgere - con numerosi bambini, genitori e insegnanti.
Arrivò quindi a stabilire che ogni persona aveva un suo "colore di vita" (dato confermato anche da altri ricercatori).

Quando uno pensa a certi paradisi, tipo Santo Domingo, le Seychelles, il Kenia e altre meraviglie del genere, pensa anche a posti adatti per 2, la coppietta, non esattamente per quando hai figli, non foss'altro perché i costi appaiono proibitivi se sfogli uno di quei cataloghi da sogno delle agenzie. Eppure oggi, se uno ha un po' di dimestichezza sul web, e una passione per i viaggi, o anche solo, la voglia di concedersi una stra-vacanza con tutta la famiglia, si riesce a disegnarsi una vacanza da sogno senza ipotecare il tfr.

La prima risorsa sono i blog di viaggio, dove si possono prendere spunti su vacanze in posti molto belli, vicini e lontani, da fare con i bambini (o anche no), e dove è possibile scambiarsi opinioni e fare domande.

Vi sono molti testi che trattano i temi dei bambini, così come ci sono molti metodi diversi che trattano l'argomento genitori-figli. Si presentano spesso come soluzioni pronte all'uso, come manuali di istruzioni. Ma fare i genitori è un mestiere che fa a pugni con i manuali di istruzioni. 

Andare alla riscoperta di metodi diversi e originali, rivolti a ogni genitore e bimbo nella loro unicità, per aiutare le famiglie a compiere passi in autonomia e libertà, crescere i bimbi nel pieno rispetto dei loro ritmi e bisogni è un diritto che va aldilà dei retaggi culturali e sociali e che i genitori possono fare senza paure ascoltando la voce del proprio cuore.

Spesso le mamme che hanno partorito con taglio cesareo e soprattutto se inaspettato, cioè praticato con la motivazione dell’urgenza, si chiedono perché a distanza di tempo ancora soffrono molto. Perché si sentono a volte ossessionate dal ricordo del parto tanto da continuare a riviverlo nella loro mente. Perché non possono dimenticarlo se alla fine il bambino è nato bello e sano, come tutti non smettono di ricordare loro.
Proviamo a dare una risposta: il parto cesareo può configurarsi come un possibile evento traumatico nella vita di una donna.

Per parlare di evento traumatico scomodiamo qualche dato scientifico.

La primavera è ormai arrivata e con essa è in arrivo anche la festa della mamma nel mese per definizione dedicato ai fiori. Ecco alcune idee, care zie, zii e maestre, per realizzare dei bei pensierini per la mamma, fatti con le mani dei nostri bimbi. Il tema è proprio quello dei fiori.

Ho raccolto alcuni spunti:

I massaggi purificanti dell'ayurveda portano numerosi benefici anche ai neonati

Tempo di neve che ammanta tutto qui in città.
Arriva il silenzio, quella luce bianca che rende i contorni sfumati e netti al tempo stesso.
I bimbi non stanno più nella pelle e senza aspettare di indossare i pantaloni giusti, i guanti giusti a volte neanche le scarpe giuste, eccoli rotolarsi sulla neve, con quelle risate che salgono dalla pancia. Risate soddisfatte e spensierate: niente pensieri sul paciocco del pavimento quando rientreranno con le scarpe inzaccherate, niente pensieri di malanni per essersi infilati la neve giù per i collo, niente pensieri per la giacca nuova impigliata nel ramo... per fortuna, sono bimbi.

Da mamma un sacco di volte tutti questi pensieri schiacciano la bambina che è in me, e lo slancio a godere del momento.

Il 12 febbraio 2013 sciopereranno per la prima volta gli operatori delle sale parto italiane che hanno dichiarato: "assisteremo solo le urgenze, saranno rimandati i due terzi delle nascite."

...viene da chiedersi: "Come si fa a rimandare due terzi delle nascite? La nascita non è un evento naturale, spontaneo, di cui non si può prevedere data e ora?"
... in effetti pensando che l'Italia procede a grandi passi verso la percentuale di 1 cesareo su 2 nascite, si capisce che in effetti è possibile che un bel po' dei nascituri per i quali è riservata la sala operatoria per martedì 12 dalle 8.00 alle 17.00 dovranno aspettare almeno 24 ore il bisturi, il gel di prostaglandine per l'induzione e l'amnioressi (la rottura del sacco fatta senza nessuna indicazione scientifica e che non andrebbe fatta... ma che in genere viene praticata per velocizzare il parto)... 

...a pensarci bene: forse, tutto sommato, qualcuno di quei bimbi pianificato per il 12 potrà scegliere di venire al mondo indisturbato da pratiche innecessarie e frettolose, rispettando i suoi tempi e la sacralità di un momento in cui non ci dovrebbero essere fretta, orari, turni che si avvicendano, luci, indicazioni, tagli innecessari (come l'episiotomia, il taglio della vulva), spinte pericolose (come la kristeller la manovra in cui spingono fuori il bambino premendo sulla pancia della madre, pratica pericolosa e vietata in molti Paesi europei)...

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