Allattamento

Allattamento

Riuscire, superando le difficoltà, ad allattare un neonato pretermine, è importantissimo per il bimbo stesso, ma anche per la sua mamma.

Un numero rilevante di donne vive difficoltà psicologiche nel post partum dovute all’enorme e profondo cambiamento che l’arrivo di un figlio porta con sé. 

Alcune di queste possono cadere nel tunnel della depressione che rende insopportabile ogni giorno, ogni impegno. La quotidianità diventa un peso troppo grande, prendersi cura del proprio bambino un compito enorme rispetto al quale non ci si sente mai sufficientemente adeguate. E così ogni pianto del piccolo diventa la conferma della propria incapacità, pensiero opprimente che fa sparire la possibilità di vedere tutto ciò che c’è di positivo nell’avere un neonato che cresce grazie alle nostre cure e al nostro amore.
Ancora di più se accanto non c’è nessuno che ci aiuta a ricordarlo.

"Ma non sarà che la sera ho poco latte?" Le mamme a cui viene questo dubbio tipicamente raccontano che, nel tardo pomeriggio o verso sera, il bimbo sia molto inquieto e continui a succhiare il seno molto vigorosamente anche quando è apparentemente svuotato; si attacca al seno molto spesso e non pare mai soddisfatto del tutto.

Alcune di loro, temendo che il problema sia dovuto ad una scarsità di latte, pensano di risolvere provando a dare un'aggiunta: solitamente il bambino la accetta, facendo sorgere il dubbio che il problema sia legato proprio a questo.
Probabilmente, questa piccola aggiunta occasionale serve più a tranquillizzare la mamma che il bambino.

L'inizio dell'allattamento è un periodo molto difficile, l'avvio è spesso doloroso e faticoso e porta a galla una parte di noi stesse con cui fare i conti.
Annalisa ci racconta la sua esperienza.

Avevo deciso che avrei allattato: avevo frequentato il corso pre-parto, preso appunti durante l’incontro con la pediatra, acquistato le cremine per ammorbidire il seno, l’olio di mandorle.
Bene…avevo tutto…almeno ero convinta…e aspettavo solo l’arrivo del mio cucciolo per iniziare l’avventura che pensavo fosse la più naturale, la più semplice e la più dolce del mondo; la più ovvia e naturalmente per niente difficile…allattare mio figlio!

Quando aspettavo Giada Lien, contrassi la toxoplasmosi. Dopo essere stata alla larga da questo parassita per quasi 40 anni da onnivora, nella 3a gravidanza, periodo in cui ero sicuramente più attenta, mi sono beccata la toxo e l'ho passata alla piccina in pancia.

Come l'ho vissuta, come l'ho presa e cosa ho fatto è un'altra storia. Ma quando Giada Lien nacque (in casa e senza assistenza... per me il modo più sicuro!), iniziò il calvario degli accertamenti e delle profilassi...

Per la rassegna io allatto alla luce del sole 3, un'esperienza di allattamento sostenuta dalla pediatra... cosa che in genere, purtroppo, non accade di frequente.

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La mia esperienza d’allattamento nasce senza programmazione e da una mia inconscia certezza nel non desiderar fare entrare in casa un biberon fintanto che non si fosse reso assolutamente necessario.
Fino ad oggi, Giacomo ha 15 mesi, non è servito.

Quando una mamma rientra al lavoro dopo aver avuto un bebè, fra i tanti motivi di preoccupazione, ha anche quello della gestione dell'allattamento, a partire dal fatto che non è certa che continuare ad allattare possa semplificare la vita a lei ed al suo piccolo.

Il temporaneo distacco dovuto al lavoro e la gestione del latte tirato, che questo distacco comportano, possono certamente essere impegnativi sotto molti punti di vista sia per il bambino che per la mamma, ma è spesso provato dalle mamme che il mantenimento dell'allattamento può ripagare ampiamente degli sforzi fatti!
Molte mamme sanno infatti che, quando torneranno casa, potranno recuperare in un abbraccio dolcissimo, tenendo il loro bimbo al seno, il tempo perduto e la lontananza: continuare ad allattare, dando il latte tirato con un metodo alternativo durante l'assenza, permette a molte mamme infatti di mantenere alta la loro produzione e così di continuare la relazione al seno fintanto che andrà bene per sé e per il proprio bambino.

Quando si allatta e, magari per ragioni di lavoro, occorre allontanarsi dal proprio bambino, una delle informazioni preziose da  avere è: come conservare il latte materno estratto con il tiralatte, o manualmente, per poterlo dare al bambino.

Un articolo di Giorgia Cozza autrice del libro,realizzato per La Leche League, "Allattare e lavorare Si può!

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“Io non ho potuto allattare perchè sono dovuta rientrare al lavoro quando il mio bimbo aveva tre mesi”. 

“Ho iniziato presto a sostituire alcune poppate con il biberon, perchè la mia bambina doveva abituarsi in vista del mio rientro al lavoro”.
E ancora: “Volevo allattare a lungo, ma quando sono tornata in ufficio il latte in poche settimane è andato via”.

Quante mamme hanno rinunciato all'esperienza dell'allattamento o non sono riuscite a nutrire al seno come avrebbero voluto perchè sono tornate presto al lavoro? Tante. Troppe. Molte di loro lo raccontano con un po' di tristezza. Alcune ricordano con amarezza il loro “allattamento mancato”, per altre si è trattato di un “male necessario”, per cui non c'era alternativa.

Allattare e lavorare appare come una sfida e può generare molta preoccupazione nelle mamme, specie quando devono rientrare al lavoro molto presto dopo il parto. Ma è una sfida che si può vincere, come ci racconta Silvia, mamma di un bimbo nato prematuro e che ha incominciato a lavorare quando il bebè aveva 3 mesi e continua ancora oggi a distanza di un anno...

Molte mamme, al momento di rientrare a lavoro, temono di dover dire addio all'allattamento. È possibile, invece, riuscire a nutrire il bambino col proprio latte anche quando si deve affrontare una separazione.

Per allattamento in tandem si intende quando si allattano 2 bambini nello stesso periodo o nello stesso momento. Questa modalità, una volta sicuramente molto diffusa, quando donne facevano le balie, oggi viene comunque scelta sia da chi ha i gemelli, sia da chi ha un bambino più grande il cui allattamento non si è ancora concluso, quando arriva un fratellino. Allattare in tandem non vuol necessariamente dire allattare contemporaneamente (cioè con un bambino attaccato a ciascun seno), si dice anche di chi allatta 2 bambini nello stesso periodo di tempo. Ecco una testimonianza di una mamma che ha allattato in tandem due sorelline di oltre 2 anni di differenza.

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L'allattamento in tandem mi ha sempre affascinato, sempre da quando ne ho sentito parlare, e conoscendo la mia ciucciona, sapevo che avrei avuto grandi possibilità di avere questa esperienza!

Quando sono rimasta incinta di Maia, Vera aveva 2 anni e 3 mesi, era ancora allattata e non aveva nessuna intenzione di smettere... e io neanche! I primi mesi di gravidanza ho sofferto parecchio di nausea e vomito, ma non abbiamo saltato un giorno di ciuccia!
Vera mi chiedeva di poppare circa 2-3 volte al giorno, di notte non ciucciava più perché all'inizio della seconda gravidanza, quando ancora non sapevo di essere incinta, un giorno avevo sentito che era venuto il momento di rallentare, almeno di notte, e Vera aveva accettato benissimo questa mia richiesta. Eravamo pronte entrambe.

Per la rassegna di Io allatto alla luce del sole 3, quest'anno dedicato ad allattamento e lavoro, non potevamo non parlare delle immagini che stanno scompigliando l'opinione pubblica americana...

Dopo la copertina di time magazine, "Are you mom enough" = sei abbastanza mamma, con questa mamma (splendida, che non è una modella) che allatta un bimbo di 3 anni arrampicato sulla sedia...

Come sapete le consulenti di allattamento IBCLC forniscono a Genitori Channel delle consulenze sui temi legati all'allattamento. Questa volta il tema è: come faccio ad essere sicura che il bambino abbia mangiato abbastanza quando lo allatto al seno? Questo è un tema che spesso mette in forte ansia le mamme, in particolare nelle primissime settimane di vita, quelle cruciali per un buon avvio dell'allattamento.

In questo video l'esperta di allattamento Katia Micheletti ci fornisce le indicazioni per capire se il bambino sta assumendo abbastanza latte.

Abbiamo dato inizio ad una collaborazione con le consulenti IBCLC di "Allattamento IBCLC" che periodicamente ci parleranno di temi legati all'allattamento. Ma prima di iniziare abbiamo pensato di chiedere loro cosa vuol dire IBCLC e a cosa serve una consulente di allattamento? Il tema come sapete ci è caro, e potete trovare molti nostri video tutorial sull'allattamento. Le IBCLC sono esperti di allattamento al seno, ma capiamo meglio, grazie a Francesca...

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Francesca, chi è e a cosa serve una consulente di allattamento?

Gli istinti materni sono davvero qualcosa di innato, o si apprendono grazie a ciò che quotidianamente viviamo e vediamo come normalità? La seconda che hai detto! E allora cosa succede ad una società in cui il seno non serve più per allattare, i parti sono eventi da sala operatoria, i bimbi consumatori da crescere pieni di oggetti transazionali?....

Ho trovato una storia incredibile e delle riflessioni veramente interessanti sul sito americano "cafemom", così l'ho liberamente tradotto per voi...

Capita che alcune donne che vivono problemi di allattamento si sentano ingannate dalle stesse campagne informative che lo sostengono e promuovono. E' una rabbia comprensibile, visto che la realtà del supporto alle madri non sempre è lineare ed efficace come dovrebbe. Caterina per la Settimana Mondiale dell'Allattamento Materno ci racconta la sua esperienza di avvio di allattamento, molto difficile.  

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Mi è capitato di parlare con amiche che si sentivano ferite dall'accento messo sull'importanza di allattare al seno, per mamma e bambino, nel momento in cui loro non ci stavano riuscendo.

Io credo si verifichino veri e propri paradossi, in particolare in molti ambiti ospedalieri. Da una parte l'allattamento viene incensato, incoraggiato, caldeggiato, dall'altra vengono proposti modelli assistenziali e consigli che lo rendono difficile se non impossibile. Lo so anche per esperienza diretta.

In occasione della Settimana Mondiale dedicata all'allattamento vi offriamo uno scritto di Bianca Buchal, appassionata e studiosa della nascita, sulle funzioni e peculiarità dell'allattamento.

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L’allattamento materno è una funzione che esalta in maniera completa i valori femminili. Le conseguenze che ne derivano arricchiscono non soltanto mamma e bambino in prima persona, ma al tempo stesso tutta la società.

L’allattamento al seno offre una meravigliosa opportunità affinché madre e figlio imparino a conoscersi sin dalla  nascita, perché la prima poppata avviene molto presto.

L’allattamento è principalmente una relazione d’amore, e non solo il modo normale di cibare e dissetare il cucciolo umano. Questa relazione riguarda in prima persona la madre ed il suo bambino, vi sono coinvolte però anche altre figure: prima di tutto il padre, forse indirettamente le nonne, specialmente se si prendono cura del piccolo quando la madre è a lavoro… e poi certamente possono influenzarla anche gli altri familiari, le amiche e gli amici, altri genitori con cui ci capita di parlare,  eventuali articoli pubblicati su riviste più o meno specializzate e, in generale, i mass media, le consuetudini sociali, le pratiche commerciali le politiche e le iniziative per l’allattamento… …tutti questi ambiti, come cerchi concentrici e parzialmente sovrapposti, si collocano intorno a mamma, bebè e padre e possono, direttamente o indirettamente, condizionare non solo il modo in cui viene vissuta l’esperienza di allattamento ma spesso anche la durata.

E' belissima e toccante questa testimonianza di Marika (aprovadimamma) sulle difficoltà di un allattamento alla luce del sole... con biberon, fa riflettere...

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La mia borsa per il cambio non era una borsa, era un transatlantico. Da una parte tutina, body, calzini, un numero imprecisato di bavaglini. E poi pannolini, salviette, garze sterili, soluzione fisiologica. Dall’altra parte un set pappa degno di una ditta di trasporti: innanzitutto lo scaldabiberon, grande, pesante, ingombrante, e dotato di un riduttore per l’accendisigari, che non si sa mai dove scatta la fame.

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