Come nasce una merendina?

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Quanti di voi si sono domandati cosa c'e' davvero dentro una fabbrica alimentare? Io l'ho fatto e piu' di una volta, finalmente ieri ho potuto cominciare a darmi qualche risposta e sono rimasta davvero stupita.
Stupita per quello che ho visto ma soprattutto per quello che NON ho visto.

Ma cominciamo dall'inizio...molte grandi aziende ultimamente si stanno aprendo al dialogo con i consumatori, finalmente le potenzialita' della rete e dei social cominciano a essere sfruttati al meglio, le aziende non vogliono solo trasmettere messaggi al pubblico ma hanno bisogno di un feedback diretto che diventa poi stimolo al miglioramento dei prodotti e dei processi.

E qui apro una piccola parentesi sul dialogo con le aziende: io ero di quelle che sostenevano il boicottaggio e le iniziative "contro" ma l'esperienza di questi 3 anni in cui lavoriamo con le aziende mi ha insegnato che non esistono aziende buone e aziende cattive, le aziende sono fatte da persone che lavorano ogni giorno per migliorare e migliorarsi e questo è un diktat del mercato. Le grandi aziende hanno da tempo capito che la responsabilità d'impresa e la sostenibilità ambientale sono un trend importante da seguire e non solo per questioni di marketing. Temi come il ricilo, l'attenzione alla qualità, le energie rinnovabili, la formazione del personale, saranno sempre più importanti proprio perchè il dialogo tra azienda e consumatore diventerà sempre più fitto.

AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce E della Pasta Italiana) ha fatto un passo importante in questa direzione con il sito merendineitaliane.it e con l'indagine Merenda 2.0 rivolta a blogger e redattrici di siti web dedicati ai bambini per scoprire qual e' l'opinione piu' diffusa sul web su merenda e merendine.

Ha fatto quindi ciò che si dovrebbe sempre fare per prima cosa: ha ascoltato e chiesto il parere di chi è dentro il mondo dei genitori.

Dalla ricerca, di cui potete vedere l'infografica sul sito  e' emerso principalmente che la merenda viene fatta da 8 bambini su 10 (e questo e' gia' un dato molto positivo), che e' un motivo di apprensione e, in qualche caso, di sensi di colpa e che molte mamme sovrastimano il peso calorico delle merendine.

Dopo la survey e' seguito un momento di confronto e dibattito con un gruppo di mamme che avevano risposto all'indagine e una delle richieste emerse in occasione di questo incontro era di poter visitare un sito produttivo per vedere di persona le fasi di lavorazione del prodotto.

Ed eccoci qui, a Melfi, in uno stabilimento Barilla dove nascono alcuni dei prodotti da forno.

Questa volta abbiamo seguito tutta la linea di produzione dei Flauti, una delle merendine maggiormente  vendute.
Mi immaginavo un enorme macchinario dove venivano buttati dentro gli ingredienti, e che, con un qualche procedimento chimico non bene identificato sfornassero poi la merendina gia' bella confezionata.

pastamadre

Invece ho camminato accanto ai flauti come un bambino quando scopre che i fiumi non sono circolari ma nascono da una sorgente e ho potuto osservare tutte le fasi del processo di produzione. L'impasto, che avviene tramite una macchina che fa piu' o meno quello che fanno i nostri robottini da cucina in proporzioni molto più grandi, passa poi sotto enormi mattarelli che stendono la sfoglia, la reimpastano, la ristendono e la fanno poi riposare in locali climatizzati, come quando fate la classica palla da incelofanare e riporre in frigo per mezz'ora.

La lievitazione avviene con un mix di pasta acida (si' proprio quella pasta madre che tutti si vantano di possedere) e lievito naturale.
Altra scoperta, il lievito chimico che poi non e' altro che carbonato di sodio, è quello che utilizziamo noi nelle torte fatte in casa!

Dopo l'impasto e la lievitazione, indovinate un po', vengono cotti in enormi forni, tagliati e farciti con la crema fatta al momento. in sostanza lo stesso procedimento della torta fatta in casa viene riprodotto con l'utilizzo di grandi macchinari.
Non mi è dato sapere se esiste una zona 51 dove vengono aggiunti segretissimi additivi e pozioni chimiche ma vi posso assicurare che tutto il procedimento passa su un'unica linea attraverso vari locali e che io l'ho seguita passo passo tartassando di domande chiunque mi capitasse a tiro. E ho per esempio scoperto che gli operai non fanno sempre la stessa cosa ma hanno una formazione continua che gli permette di cambiare spesso reparto guadagnando in motivazione e professionalità.

Ma se fanno tutto le macchine cosa fanno le persone? Le persone sono la risorsa più importante dello stabilimento perchè, se il processo produttivo è affidato ai macchinari, il controllo di qualità sul prodotto e sui macchinari stessi è il lavoro principale del personale.
Sono le persone e non le macchine a decretare il successo di un'azienda, ci ha tenuto a sottolineare Paolo Forlano, il Direttore dello stabilimento Barilla di Melfi.

In questo senso lo stabilimento mi ha ricordato il ruolo che una volta aveva la Fiat a Torino, città dove sono cresciuta. La FIAT non solo dava lavoro e stipendio ad un gran numero di persone, ma fungeva da collante sociale e gli stessi operai erano i primi acquirenti delle auto prodotte.

flautiQuindi ora ingozzerò i miei figli di merendine? No, di sicuro! La varietà del tipo di merenda è fondamentale, questo è un principio emerso anche dall'incontro pre-visita con i responsabili Barilla. Forse non aumenterò il nostro consumo di merendine quindi, ma sarà sicuramente più a cuor leggero, come quando entri nella cucina di un ristorante e ti assicuri che sia pulita e che gli ingredienti siano di qualità.

L'altro pensiero che mi riporto a casa è che le aziende cambiano in base a ciò che desiderano le persone, questo conferisce a noi un'immenso potenziale, ma bisogna ricordarsi che le aziende cambiano un passo alla volta, non possiamo chiedere a Barilla (o a qualsiasi altra azienda) di vendere i prodotti sfusi per diminuire i rifiuti, ma possiamo chiedere per esempio di mettere nel loro piano di ricerca e sviluppo un packaging a base vegetale che assicuri la stessa protezione al prodotto. Non possiamo chiedere di eliminare lo zucchero ma possiamo chiedere di garantire che tutte le uova utilizzate provengano da galline allevate a terra, e via dicendo.

Sono molto curiosa di leggere i resoconti delle altre blogger (potrete seguire su Twitter tramite #missionemerenda).

Se avete un suggerimento o proposta sui prodotti, sulle confezioni o sull'impegno sociale e ambientale potete utilizzare il sito www.nelmulinochevorrei.it dove c'e' un'area apposita per raccogliere i suggerimenti di chi ha qualcosa da dire.

 

di Barbara Motolese

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e della genitorialità consapevole.
Ho dato vita a Lallafly.com e al suo blog GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

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